Ica, pronti per il mondo!

“Abbiamo affrontato questi ultimi anni a viso aperto, sia in Italia che nei tanti mercati del mondo dove operiamo. Abbiamo reagito, investito, spinto nelle direzioni che abbiamo ritenuto strategiche per poter continuare a crescere”. E’ bello sentire Andrea Paniccia, direttore generale di Ica, colosso della produzione di prodotti vernicianti e per la finitura, dare il via al nostro incontro in modo forte, deciso. Non si parla di crisi, ma di quanto a Civitanova Marche, headquarter di Ica, si è deciso di fare per continuare a raccogliere risultati. Paniccia è giovane: rappresenta la terza generazione dei creatori di questa splendida avventura imprenditoriale, la visione è chiara ed è certamente un “credo” radicato nella famiglia.

“Il nostro obiettivo prioritario è l’internazionalizzazione, sulla quale abbiamo investito molto”, prosegue. “I nostri punti di forza sono la capacità di innovare, la qualità dei nostri prodotti e il servizio che sappiamo offrire, valori che dobbiamo trasmettere in modo più forte oltre confine per poter arrivare a quella quota export di oltre il 60 per cento che ci siamo proposti di raggiungere. Ovviamente con una presenza diretta in un maggior numero di Paesi. Abbiamo rafforzato la nostra rete di distribuzione, mettendo in campo nuove attività di formazione, potenziando le nostre strutture o creandone di nuove: a Ica Iberia, per Spagna e Portogallo, si sono aggiunte negli anni Ica Deutschland e Ica China”.
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Il sito (www.icaspa.com) rinnovato qualche tempo fa, una nuova app e, su altri versanti, investimenti importanti in ricerca e sviluppo: proprio in queste settimane sarà inaugurato un nuovissimio laboratorio che si aggiunge alle strutture di ricerca già esistenti. Sarà uno spazio completamente a disposizione dei clienti, dei partner, attrezzato con tutte le migliori tecnologie dei più importanti costruttori italiani.
 
“Il nostro obiettivo è dare una opportunità in più ai nostri clienti, fare tutto ciò che possiamo per accrescere la loro competitività”, commenta Paniccia. “Anche le vernici oramai sono personalizzate, su misura per il cliente, per il materiale che intende trattare, la finitura che vuole ottenere, le tecnologie che utilizza, il tempo in cui vuole che il ciclo sia terminato”.
“Dobbiamo essere sempre più attenti e disponibili verso un cliente che a sua volta deve spingere il proprio prodotto nei mercati di tutto il mondo”, aggiunge Rinaldo Guagnoni, direttore commerciale Italia. “Dobbiamo comprendere trend e tendenze ma anche conoscere molto bene le norme che vigono in altri Paesi. Abbiamo un know-how su tutte le diverse normative nazionali, al punto che oggi possiamo dire che ciascuno dei nostri prodotti è disponibile con cento sfaccettature, a seconda di dove sarà impiegato!”.
 
“In questa direzione si colloca la nascita della nostra Ica Academy, uno degli ultimi progetti che abbiamo avviato”, precisa Andrea Paniccia. “L’esigenza di agire in tutto il mondo impone di avere un maggior numero di persone nelle nostre sedi all’estero, al servizio dei nostri clienti, impone uno sforzo a livello di formazione. Da qui la creazione di un vero e proprio incubatore, un ente di formazione la cui prima iniziativa sarà proprio un “master per l’internazionalizzazione”, quattro mesi di formazione a tutto campo in azienda con docenti interni ed esterni, così da individuare nuovi talenti e formarli per le nostre iniziative di espansione all’estero.
 
E il mercato?
“La domanda c’è, le vernici si usano ancora! La Cina risponde bene, la Germania cresce, in Polonia siamo molto forti: il mondo va avanti e i consumi globalmente aumentano, così come aumenta l’esigenza di una migliore qualità. Certo, non è facile andare in Cina, in India o in Indonesia, Paesi – lo ribadisco – dove non andiamo con prodotti a basso costo per cercare margini più alti, ma con qualità e la capacità di dare soluzioni, di dimostrare, ad esempio, come sia possibile ottenere una migliore qualità con la stessa linea di applicazione grazie a vernici migliori.
Ci attende un passaggio inevitabile e dovremo pensare concretamente alla creazione di vere e proprie unità produttive in altri Paesi, soprattutto nelle aree più lontane e dove esistono ottime prospettive di crescita”.
 
E il legno? Cosa ne è, cosa ne sarà di questo materiale sempre più incalzato da altri?
“Le nostre competenze in questo materiale sono altissime, sono le nostre radici, il nostro mondo. Ciò non ci ha impedito di fare grandi passi avanti nel settore vetro, Sappiamo bene che il legno ha sempre più concorrenti: plastiche, carte, laminati, a dire il vero tutte produzioni nelle quali siamo coinvolti, perché anche questi materiali devono essere finiti, verniciati”, ci dice Guagnoni. “… produzioni alle quali collaboriamo. “Ica oggi possiede un know proprietario per la produzione di pigmenti che ci ha permesso di sviluppare sistemi tintometrici particolarmente precisi per materiali e applicazioni diverse. Possiamo ottenere gli stessi risultati del legno su bordi o elementi in qualsiasi “plastica”. Possiamo fornire vernici con cui avere lo stesso risultato sulle facciate del pannello come sul bordo.
Non dobbiamo dimenticare che oramai da diversi anni parlare di mobile non significa più parlare di legno o dei suoi derivati, ma di una miriade di materiali che, alla fine, devono essere colorati allo stesso modo. Così come quando di parla di serramenti si deve pensare anche all’alluminio o al Pvc…La nostra forte esperienza nel legno, che è certamente il materiale più difficile da verniciare, ci ha permesso di andare oltre…
Dunque vetro in particolare, ma anche alluminio e materie plastiche.”
 
E il mercato italiano
“Il consumo interno è da ascrivere a coloro che esportano: chi non guarda oltre confine, chi non lavora per i grandi gruppi internazionali corre molti rischi. Lo stesso discorso vale per tutto il segmento delle vernici legate alla edilizia, all’esterno, ai serramenti, ma noi non abbiamo comunque ridotto il nostro impegno: in Italia contiamo sempre 42 depositi e sei filiali, oltre ai due stabilimenti di Civitanova Marche e Romano d’Ezzelino, nel Veneto, oltre a 26 tecnici per l’assistenza, 60 agenti… un mercato nel quale manteniamo molte risorse”.
 
 

A cura di Luca Rossetti