Pannelli: il mondo Epf si confronta

In una sessantina di giorni tre occasioni per approfondire al meglio cosa accade nei comparti che Epf, la European Panel Federation, rappresenta. E il quadro che emerge è sostanzialmente positivo, anche se i temi che rimangono sul tavolo sono tanti e così importanti da imporre collaborazioni, coinvolgimenti, azioni di “forte peso”. Tre occasioni, dicevamo, a partire dalla tradizionale conferenza stampa di Interzum, dove sono stati annunciati una serie di dati e di temi ripresi poi più ampiamente – e per un pubblico decisamente diverso – nella assemblea generale della federazione che si è svolta a Oporto, il 29 e 30 giugno scorso.

Un appuntamento, quello di fine giugno, che saluta la pubblicazione dell’ “Annual Report” di Epf, un preziosissimo documento che offre una vastissima serie di dati e di informazioni non solo su produzione e consumo di tutte le “famiglie” di pannelli, ma anche su molti dei più importanti temi che – a 360 gradi –  coinvolgono l’industria di settore di cui Epf è protagonista, forte della rappresentanza di praticamente tutti i più importanti produttori di truciolare, mdf, osb, compensati, “hardboard” e “softboard” di 25 Paesi.

CONGRATULAZIONI DOTTOR FANTONI!

Ma prima di concentrarci su fatti e dati permetteteci di porgere le doverose congratulazioni a Paolo Fantoni, confermato alla unanimità alla presidenza della federazione. Conferme per tutto il board, che vede un altro italiano presente, ovvero Stefano Saviola dell’omonimo gruppo di Viadana.

I PRINCIPALI INDICATORI

E’ stato Clive Pinnington, direttore di Epf, ad aggiornare i presenti alla assemblea generale di fine giugno sui dati economici della “filiera pannello”. Ebbene, nel 2016 la produzione europea di pannelli a base legno è cresciuta, complessivamente, dell’1,8 per cento, attestandosi a quota 55,6 milioni di metri cubi. Più in particolare possiamo dire che per il pannello truciolare la crescita è stata di un più contenuto 0,8 per cento (30,2 milioni di metri cubi, dunque più della metà del totale dei pannelli prodotti), mentre l’mdf prosegue la sua scalata con una crescita del due per cento (12 milioni di metri cubi).

Al terzo posto della classifica dei pannelli più usati troviamo l’osb (“Oriented Strand Board” che ha messo a segno la crescita più importante ­– il 6,9 per cento, raggiungendo i 5,4 milioni di metri cubi, dimostrandosi una “materia seconda” le cui applicazioni sono ancora in pieno sviluppo. Trend positivo anche per i “softboard” arrivato a 4,6 milioni di metri cubi, il 4 per cento in più rispetto alla produzione 201; bene anche i compensati (2,9 milioni di metri cubi, più 2,5 per cento), mentre gli “hardwood” scendono a mezzo milione di metri cubi, il 5,6 per cento in meno rispetto all’anno precedente.

LE STRATEGIE PER IL TRIENNIO 2017-2019

Le giornate di Porto sono servite anche per confermare e ampliare le priorità che la federazione si pone nel prossimo futuro, aggiungendo nuovi temi a progetti “in corso d’opera”.

Prima fra tutti la questione dello standard europeo E1 per le emissioni di formaldeide, che dovrà essere considerato dalle legislazioni di tutti e 28 gli stati membri come il livello minimo per tutti i pannelli e i prodotti che verranno importati e commercializzati in Europa. Sulla stessa lunghezza d’onda la volontà di fare in modo che vengano stabilite “regole minime” sulle emissioni che valgano per il maggior numero di Paesi al mondo, così da evitare la proliferazione di scelte e comportamenti che limiterebbero le esportazioni

Di grande rilevanza la scelta di voler fare in modo che l’industria europea dei pannelli lavori con grande intensità sui temi della “circular economy” e dell’uso efficiente delle risorse, con particolare attenzione verso il “riuso” dei prodotti in legno e il loro riciclo in altre applicazioni, arrivando alla combustione solo alla fine dell’intero ciclo di opportunità.

Un altro punto dell’azione della federazione sarà il sostegno a un maggiore impiego del legno nelle costruzioni, con benefici effetti sul cambiamento climatico perché si creerebbero “depositi” di CO2, oltre alla volontà di condividere esperienze e valori con il crescente mercato africano, sempre più un elemento fondante dei flussi economici futuri.

E ancora: maggiore attenzione verso la comunicazione, soprattutto verso il pubblico degli utenti finali; sostegno all’impiego di materia prima legno di origine certificata e massima vigilanza sulle scelte in materia di biomassa, contro il rischio di distruggere il legno prima che abbia esaurito ogni sua potenzialità.

Non mancano le necessarie e indispensabili relazioni con gli organismi governativi nazionali e comunitari, oltre l’impegno per una gestione economica della federazione che permetta di raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’INTERVENTO DI PAOLO FANTONI

Abbiamo deciso di riportare ampi stralci del discorso del presidente Fantoni alla assemblea, in quanto contiene precisi, circostanziati riferimenti su quelli che sono i temi di maggiore valenza per il comparto del pannello e della risorsa legno più in generale.

E’ evidente che sul tappeto ci siano oggi questioni che vanno interpretate in modo oggettivo e corretto, altrimenti assisteremmo a delle vere e proprie “storture” che avrebbero un peso forse definitivo su tutta la filiera legno.

Fantoni ha esodito ricordando da un lato come si sia persa “… l’opportunità di agganciare i nostri prodotti al TTIP (il tanto discusso “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, accordo di libero scambio fra Usa e Ue, ndr.) per costruire una più solida alleanza con i nostri partners americani” e dall’altro il dover “… continuamente soffrire il proliferare di iniziative locali che consolidano fattori di protezionismo locale, quando non sconfinano in vere e proprie barriere al libero mercato che la nostra federazione deplora radicalmente.

I Paesi membri della Comunità Europea hanno da tempo abbandonato l’idea di una politica industriale di settore, mentre è cresciuto fortemente il peso delle politiche ambientali che hanno quasi preso il posto delle politiche industriali.
Negli ultimi vent’anni nulla ha maggiormente inciso sulla attività delle aziende del nostro settore quanto il “Kyoto Protocol”, e le sue successive revisioni” e il “Circular Economy Package”: recenti statistiche della Commissione Europea hanno calcolato che l’industria del pannello abbia contabilizzato un incremento di costi cumulativi, nel periodo 2005-2014, pari al 10 per cento come effetto delle politiche comunitarie e del 4,9 per cento quello della filiera del legno in generale.

L’industria europea del pannello negli ultimi 10 anni ha visto la riduzione delle capacità produttive di 7 milioni di metri cubi, circa il 10 per cento della intera capacità europea, ove in molti casi la impiantistica è stata semplicemente trasferita in Paesi a minor impatto dei costi.

In tutto ciò è chiaro che l’industria europea guarda con sospetto alla crescita dei target della energia rinnovabile dal 20 per cento per il 2020 al 27 per cento nel 2030, sfidata da ulteriori richieste del 40 per cento”.
“Nel 2016 – ha proseguito Fantoni – l’energia rinnovabile prodotta in Europa era al 16 per cento, metà della quale prodotta consumando biomassa: chiaramente l’idea di continuare ad aumentare il consumo di legno spaventa gli industriali ma anche gli ambientalisti.

La “Venice Declaration” del 2016 sulla “Circular Economy” ha dettato molti obiettivi della nostra Federazione, tra tutti il bilanciare la pressione sulla disponibilità di legno tra uso industriale e uso energetico; il tenere in considerazione l’efficienza nell’uso della risorsa legno; l’eliminare le distorsioni derivanti dall’uso di incentivi alla combustione; stimolare i target di riciclo del legno; porre un tetto alla quantità di legno che va in discarica; stimolare una maggiore domanda di prodotti a base legno per incrementare lo stoccaggio di Co2.

Siamo in tutto ciò assistendo a degli importanti successi e si sta allargando la condivisione dei nostri principi: si sta facendo strada l’idea di eliminare i sussidi per la combustione inefficiente del legno, fatta per sola produzione di energia elettrica; si sta riconoscendo la logica di prevedere l’uso efficiente dei materiali secondo l’“uso a cascata del legno”; il “Circular Economy Package” in discussione ha posto l’obiettivo di “zero legno” nelle discariche quanto a materiale da raccolta differenziata”.

 “Il nostro giudizio sul recente “pacchetto” sulla “Circular Economy” è di soddisfazione sui risultati quantitativi (aumento dei livelli di riciclo) ma meno positivo sui risultati qualitativi, perchè avremmo sperato in un maggiore coraggio e maggiore iniziativa: avremmo desiderato che il documento entrasse nel dettaglio e nella definizione dell’“uso a cascata del legno”, privilegiando la nascita delle “migliori pratiche” con cui indirizzare le politiche nazionali”, ha prosguito Fantoni.

“Avremmo altresì desiderato maggiore evidenza della “Extended Producer Responsibility” per favorire la nascita a livello nazionale di circuiti virtuosi, così da favorire il riciclo del legno.
In tutto ciò plaudiamo ai produttori europei di materassi, che stanno percorrendo l’analisi di questo processo che potrà – in analogia a quanto succede per gli imballaggi – vedere questi produttori chiamati alle responsabilità sul fine vita del prodotto e sulla definizione delle tecnologie per la separazione dei materiali.

Parimenti il nostro plauso va a quelle iniziative per gli acquisti della pubblica amministrazione che prevedono le responsabilità del fine ciclo di vita da parte dei produttori di mobili per ufficio. L’industria del legno in tutto ciò sta consolidando la sua immagine di “Best Performer” nella “Circular Economy”, ma ciò deve essere non in quanto il legno è un materiale facilmente combustibile, ma per la nostra capacità tecnologica di separare, ripulire e riciclare il legno.

Un pannello melaminico deve tornare a divenire un pannello melaminico per dare luogo a vite multiple del legno: questo cambia la prospettiva del legno che da una situazione di scarsità può divenire una materia maggiormente disponibile alla società civile. Questo dà senso al nostro lavoro e a quello della nostra federazione”.

 

 

 

 

 

  

Pannelli: il mondo Epf si confronta ultima modifica: 2017-08-31T09:49:36+00:00 da Rossana

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