Il mercato del pannello in Italia

Nello scorso numero abbiamo trattato il mercato europeo del pannello, ora ci concentriamo su quello italiano e verifichiamo la sua evoluzione negli ultimi cinquant’anni o più e la situazione attuale aggiornata a quest’anno 2017.
Tratteremo il mercato dei pannelli grezzi truciolare, Mdf, Osb e compensato che raccolgono oltre il 95 per cento dei pannelli a base legnosa, tralasciando per il momento le piccole ma interessanti produzioni di nicchia relative ai pannelli listellari, lamellari, placcati e speciali che tratteremo in un articolo successivo. Evidenziamo inoltre che la grande maggioranza dei produttori di pannelli sono dotati di impianti per la nobilitazione dei pannelli, cioè il rivestimento con carte decorative ed inoltre con linee di verniciatura/laccatura per dare un maggior valore aggiunto ai pannelli stessi.

PANNELLI TRUCIOLARI
Alla fine degli anni 70’ in Italia la produzione di pannelli truciolari assommava a circa 10.480 m3/gg con la bellezza di 47 stabilimenti, allora dislocati principalmente nel nord Italia ma con significative presenze anche nel centro e sud Italia e addirittura uno stabilimento in Sardegna. Ricordiamo che in quei tempi la materia prima era principalmente il pioppo e, in misura minore, anche altre essenze. Oggigiorno ben oltre il 95 per cento della produzione di pannelli truciolare viene effettuata utilizzando legno di riciclo, di cui l’Italia è stata indubbiamente un precursore, grazie alle intuizioni alla fine degli anni 80’ di Mauro Saviola che iniziò l’importazione di interi treni dalla allora Germania Est di materiali legnosi di riciclo. Da allora tutta la produzione di pannelli truciolari si è piano piano convertita all’utilizzo di questa materia prima, grazie anche ai sistemi di raccolta differenziata oggi presenti su tutto il territorio italiano. Le unità produttive effettivamente funzionanti nel 2017 sono 11, localizzate in Lombardia, in Emilia e Friuli, per una capacità complessiva giornaliera di oltre 9.000 m3. Questa produzione rappresenta circa il 7,8 per cento del mercato EU28, pari a oltre 35 mio/m3anno e l’Italia si posizione dietro a Germania e Francia principali produttori di truciolare in Europa. Citiamo gli importanti gruppi Frati, Saviola, Fantoni, Saib e per ultimo Trombini che dopo il fallimento nel 2014 è stato acquisito dal gruppo turco Kastamonu che conta di riprendere la produzione nel corso del prossimo 2018. Possiamo quindi stabilire che se è cambiata radicalmente la tecnologia produttiva con presse continue e l’utilizzo di materie prime legnose di riciclo, la produttività complessiva dei pannelli truciolari non è poi cambiata di molto negli ultimi cinquant’anni. Rimangono alcune piccole produzioni di nicchia che utilizzano ancora scarti della lavorazione del pioppo, in particolare citiamo le società Invernizzi di Solarolo Rainerio (CR), Lombardo di Mortegliano (UD) e Xilopan di Cicognola (PV). Certamente con l’utilizzo generalizzato dei sistemi di pressatura continui, la qualità dei pannelli ne ha ampiamente beneficiato in termini di qualità fisico-meccaniche, di tolleranze di spessore e di misura geometrica a beneficio delle sempre più sofisticate macchine ed impianti di seconda lavorazione destinati alla produzione di mobili e succedanei.

PANNELLI MDF
La prima unità produttiva di pannelli Mdf venne installata ad Osoppo dalla società Fantoni nell’anno 1978 e allora si trattava della seconda unità produttiva europea. Fantoni negli anni successivi installò una nuova linea produttiva ad Avellino denominata Novolegno e poi ulteriori nuove linee di produzione sempre a Osoppo, fino alla più recente entrata in funzione quest’anno. Ancora nella prima metà degli anni 80’ sorsero altre due unità produttive, una in Toscana a Radicofani, la Nuova Rivart, ora chiusa ed un’altra ancora in Friuli a Bicinicco di proprietà del gruppo Frati. Interessante sottolineare che l’impianto di Radicofani nacque come progetto di sviluppo economico del Monte Amiata da parte di Eni che era proprietaria delle miniere di quella zona e fu realizzato da Bruno Bonzano che, primo in Italia nell’anno 1984, sostenne l’innovativa soluzione tecnologica per quei tempi, di una pressa continua di marca Kusters. La produzione complessiva italiana di Mdf assomma a circa 1.270.000 m3/anno, pari a circa il 5 per cento del totale del mercato europeo di questa tipologia di pannelli, comprendendo anche Turchia e Russia. Doveroso citare anche la produzione di pannelli di fibra con procedimento ad umido, iniziata in Italia nel 1938 e successivamente negli anni 60’ – 70’ e 80’ con gruppi industriali importanti tra cui la Feltrinelli Masonite di Cremona, il gruppo ICL/Silva con stabilimenti a Mondovì (CN) e Rende (CS), la Faesite di Faè di Longarone (BL) e la Sofome di Napoli; oggi tutti questi stabilimenti sono chiusi e la produzione di questa tipologia di pannelli completamente cessata.

PANNELLI OSB
Nei primi anni 80’ il gruppo Arespan produttore di pannelli compensato pensò ad un investimento per la produzione di pannelli OSB, ma dopo i primi studi preliminari, decisero di non proseguire su quella strada, per evidenti problemi tecnici legati all’utilizzo dei tronchi di pioppo. Sono stati necessari altri 30 anni per arrivare alla prima produzione italiana che ha risolto il problema dell’utilizzo del pioppo come materia prima. Il gruppo Bonzano insieme al gruppo Imal/Pal, con il marchio I-Pan, acronimo di Italian Panel, nel 2013 hanno iniziato, primi al mondo, la produzione di pannelli OSB con pressa continua e con materia prima ricavata da tronchi di pioppo. Questa iniziativa è stata dedicata al compianto Bruno Bonzano, geniale industriale a cui si deve anche il già citato impianto di Mdf Nuova Rivart con pressa continua.

LE PRESSE CONTINUE
Anche per il mercato italiano dei pannelli di particelle legnose, la principale trasformazione tecnologica negli ultimi anni, riguarda il metodo di produzione dei pannelli, che nasce con presse multivano e monovano e si evolve negli ultimi anni fino ad arrivare ad una quasi completa produzione effettuata con presse di tipo continuo. La maggioranza delle presse idrauliche italiane utilizzate all’inizio della produzione di pannelli a base legnosa, sono state fornite dalla monzese F.lli Pagnoni, ora Pagnoni Impianti, storica azienda metalmeccanica che fino ai primi anni 80’ ha fornito oltre l’85 per cento delle presse per la produzione di pannelli nel mercato italiano, comprendendo anche quelle per i pannelli compensato. Le successive sostituzioni di presse tradizionale con quelle di tipo continuo sono state tutte costruite da aziende tedesche, con l’eccezione di quella per Osb alla società I-Pan, fornita dal gruppo italiano Imal/Pal.

PANNELLI COMPENSATO
Quella dei pannelli compensato è sicuramente la storia più antica nel panorama italiano e non solo, relativamente ai pannelli a base legnosa, tralasciando ovviamente il settore del massiccio. Ancora oggi la materia prima più utilizzata è il legno di pioppo, nome volgare del genere Populus che comprende oltre 18 specie e sono principalmente concentrate nella pianura padana. Tuttavia si utilizzano anche tronchi di pioppo provenienti dalla vicina Francia e sfogliati importati dai paesi dell’Europa orientale, dove diverse aziende italiane hanno installato siti produttivi, in particolare in Russia ed in Ungheria. L’inizio della produzione di compensato in Italia risale ai primi anni 30’ e da allora ha avuto uno sviluppo numerico incredibile, arrivando a contare negli anni 50’ oltre 250 aziende produttrici. Successivamente si è avuto un drastico ridimensionamento numerico e anche in parte in termine di capacità di produzione, dovuto principalmente all’utilizzo sempre più diffuso dei pannelli di particelle legnose, quali i pannelli truciolari ed i pannelli di fibra Mdf. Per cui si è arrivati alla fine del 1975 a 154 aziende, per poi ancora ridursi fino alle attuali circa 20 aziende che hanno costantemente rinnovato le tecnologie produttive e aumentato le capacità di produzione; oggi possiamo definire la capacità produttiva italiana intorno a circa 2800 m3/giorno. In particolare poi, nel settore delle macchine di processo, abbiamo assistito ad una completa sostituzione delle presse con caricamento di tipo manuale con quelle completamente automatiche; nelle linee di sfogliatura a macchine ad elevatissima capacità produttiva e ad essicatoi sempre più efficaci ed efficienti.

COSTRUTTORI DI MACCHINE E IMPIANTI ITALIANI
Le evoluzioni avvenute nel mercato dei pannelli italiano e non solo sono avvenute grazie alle industrie italiane che hanno sviluppato nuove tecnologie impiantistiche, permettendo così di diventare negli anni gli unici veri antagonisti dei principali attori di questo settore: le industrie tedesche. Senza citare tutti i principali attori industriali di questo settore è importante sottolineare come la genialità e la creatività italiana si è sempre distinta in tutto il mondo. In particolare nel settore dei pannelli truciolari e Mdf, le imprese italiane delle macchine e impianti, sono le più innovative e hanno generato una enorme e favorevole bilancia commerciale, grazie alle esportazioni di macchine in tutto il mondo.

CONCLUSIONI
Possiamo tranquillamente affermare che il mercato italiano dei pannelli ha trovato oggi una sua stabilità e perfetta complementarietà con il mercato della seconda lavorazione del pannello per gli usi principalmente nel campo dei mobili. Come dicevamo all’inizio dell’articolo, si è grandemente sviluppato il campo delle finiture e della nobilitazione dei pannelli; in particolare i disegni delle carte, le finiture superficiali, le applicazioni in svariati campi ed anche un forte impulso all’esportazione. Nel prossimo articolo analizzeremo il mercato americano e successivamente quello asiatico, per avere un quadro complessivo a livello mondiale del mercato dei pannelli.

Il mercato del pannello in Italia ultima modifica: 2017-11-06T11:20:37+00:00 da Rossana