La volontà di andare oltre

Qualcuno – fortunatamente più di qualcuno – non si è fermato di fronte alla crisi, non si è abbandonato alla tentazione di chiudersi in un congelatore e di aspettare i tempi migliori. Fra questi Christian Salvador – amministratore delegato della omonima azienda di San Vendemiano – che ha scelto di non accontentarsi di curare solo le rose del suo giardino…

Insomma, fare l’imprenditore è una sorta di male difficile da guarire. Non si può rimanere fermi. Non si può mettere i motori al minimo. Non si può accettare che tutto tenda alla immobilità.
Qualcuno, come dicevamo nel sommario, ha scelto di darsi da fare, convinto che sia proprio così, che le stagioni di crisi celino anche grandi opportunità e, senza fermarsi a contemplare il luogo comune, ha provato a capire dove andare.

I risultati ci sono stati per Salvador, con fatturati raddoppiati nel giro di qualche anno, ma sono anche nate nuove esperienze imprenditoriali, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, in Polonia, con il marchio Salvamac. E poi – ma questo non dovremmo scriverlo, perché il cantiere è ancora “estremamente aperto” e Christian Salvador ci aveva chiesto di attendere – c’è un altro progetto piuttosto interessante che si sta testando in un Paese pilota, prima di farne un’altra avventura globale…

Dunque proviamo a fare un po’ di chiarezza e a raccontare queste tre storie, partendo dalla Salvador, marchio noto per la produzione di ottimizzatrici di elementi in legno massiccio.

“Abbiamo vissuto un 2017 estremamente positivo, che ha consacrato la fine della crisi anche per chi ancora nutriva qualche dubbio”, ha esordito Salvador. “A livello macroeconomico è indubbio che il barometro punti al bel tempo, anche se non vediamo tassi di crescita a livelli eclatanti per moltissimi Paesi, Italia soprattutto.

Guardando agli investimenti, però, ci si rende meglio conto che tanti hanno deciso di rimpinguare scorte ridotte oramai al minimo e rinverdire un parco macchine reso obsoleto da un decennio di tendenza all’immobilismo. Stiamo godendo di una corsa a recuperare il tempo perduto ed è proprio in questo che cogliamo uno degli ingredienti più importanti di questa più favorevole stagione. A mio avviso ci sono ancora diversi nodi da sciogliere, innanzitutto comprendere se siamo di fronte a una ripresa strutturale o a un’onda anomala generata da una reazione al recente passato, piuttosto che da incentivi statali o scelte di sostegno all’economia messe in atto dalle banche centrali.

Comunque c’è maggiore ottimismo. Non ci sono dubbi che l’inversione di tendenza ci sia e sia perfettamente chiara, anche se mi piacerebbe capire meglio le ragioni di fondo…”.

Beh, ma dopo tanto patire potremmo anche goderci questa primavera senza porci troppo domande! O no?

“Certo! Lo faccio e lo farò, perché in Salvador siamo davvero soddisfatti di come stanno andando le cose in tutti, o quasi tutti, i mercati. Abbiamo vissuto questo tempo con grande energia, facendone una stagione di crescita: da diversi anni, ci tengo a dirlo, aumentiamo i nostri fatturati e il numero degli ordini di percentuali a due cifre! Abbiamo avuto la capacità e quel briciolo di indispensabile incoscienza per fare le scelte giuste nel momento giusto, anche se – lo ribadisco – trovo saggio mantenere sotto costante controllo gli elementi che ancora generano dei dubbi, dalla politica internazionale alle dinamiche demografiche e sociali che sono rivoluzionarie, esplosive!”.

Il crescere tanto, dunque, non è riservato solo ai grandi gruppi?

 “Direi di no. A patto di vivere ogni aspetto della propria “imprenditorialità” con passione e dedizione quasi maniacale. Salvador ha consolidato la propria presenza in molti mercati: guardiamo con soddisfazione a quanto sta accadendo nell’Est Europa, perfino nei Paesi della ex-Yugoslavia, dove il legno massiccio – e noi con lui – ha sofferto per anni e oggi è in decisa ripresa, un ottimismo generalizzato che ha dato il via a nuovi investimenti, soprattutto macchine a più alta produttività, soluzioni che consentono di fare di più. Come le nostre ottimizzatrici!

C’è stato un cambiamento che da solo dimostra quanto questa stagione sia diversa dal passato: negli anni scorsi i nostri clienti, il mondo del legno cercava flessibilità, oggi si cerca una maggiore produttività, perché la domanda di beni da parte del consumatore finale fila con il vento in poppa in molti contesti e i “numeri” sono tornati a essere importanti. Questo è indubbiamente un indicatore che questa ripresa ha comunque solide basi per poter essere definita “strutturale”.

Bisogna fare i conti con una domanda positiva, dunque, a cui fanno da contraltare margini ancora ridotti, per cui la capacità di produrre di più, aumentare l’efficienza aziendale contenendo i costi è un differenziale che porta a maggiori possibilità di affermazione. Da qui la scelta di investire in tecnologie che rispondano a queste domande. Come le nostre ottimizzatrici, lo ribadisco!”.

Ci sono piazze che danno maggiori soddisfazioni?

“I mercati tradizionali sono in pieno risveglio: migliorano i segnali dall’Ex Unione Sovietica e dalla Ucraina, molto meglio i Paesi dell’Est Europa o la Scandinavia, che pare essersi risvegliata con un ottimo appetito dopo anni di sonno. Molto bene i Paesi Balcanici e la Romania dove ancora non sono arrivati i fondi europei – attesi a partire dal 2018 – ma la domanda è sempre più forte. Eccellente il Nord America, mentre dall’America meridionale e centrale ci attendiamo notizie migliori nei prossimi mesi”.

Negli ultimi anni avete definito nuove macchine e ampliato la vostra gamma: in base a quale principio?

“… semplicemente seguendo il mercato, rifiutandoci di credere che una singola, particolare commessa potesse essere la dimostrazione di una nuova tendenza in grado di rivoluzionare il settore, ma piuttosto interpretando le domande dei nostri clienti, cercando di trarne indicazioni precise da proporre ad altri. E il mercato ha risposto con entusiasmo: oggi siamo una azienda snella con meno di una ventina di addetti, e un fatturato che quest’anno si avvicina alla soglia dei 6 milioni di euro, risultati che solo fino a tre anni fa erano poco più che un sogno ad occhi aperti.

Io, però, non ho mai smesso di interrogarmi, di mettermi in discussione o di cercare nuovi fiumi nei quali bagnarci, seguendo l’insegnamento di Eraclito, che invitata a non entrare mai due volte nello stesso fiume! Abbiamo ben interpretato un cambiamento che, in fondo, ci è stato suggerito dall’esterno, ma io sono convinto che massima attenzione vada posta nel cambiamento all’interno, di noi stessi…”

… ci aiuta a capire meglio?

 “Personalmente ho scelto di non pensare solo in termini “tradizionali”, preferendo andare a piantare nuovi alberi anche quando avrei potuto fermarmi a raccogliere i frutti. La crescita della Salvador, in concreto, non mi ha convinto che potevamo anche fermarci a guardare la strada percorsa, ma mi ha spinto verso nuovi sistemi, nuove tecnologie, nuove strutture aziendali.

Da qui la mia personale decisione, oramai quasi due anni fa, di aprire Salvamac in Polonia, una realtà produttiva molto snella, con un catalogo coerente: troncatrici semiautomatiche e manuali che completano la gamma di Salvador, soluzioni che richiedono investimenti contenuti ma sono un deciso passo in avanti verso una produzione più veloce, sicura ed efficace. Uno zoccolo duro al quale abbiamo aggiunto e stiamo aggiungendo nuovi aggregati ed elementi supplementari che potenziano in modo significativo le prestazioni anche di macchine più “semplici”, passando anche da sistemi intelligenti di carico e scarico, automazioni che permettano anche alle piccole aziende, agli artigiani evoluti di ragionare e lavorare con gli stessi principi della grande impresa”.

Non pare semplice….

 “… in realtà lo è: basta decidere di lasciare i sentieri battuti. C’è un altro progetto in cui credo molto, ovvero la possibilità di declinare le grandi potenzialità di internet con i sistemi di vendita e di assistenza più tradizionali. Non voglio dire di più, perché stiamo partendo con una “versione pilota” di questo innovativo modo di fare impresa in un Paese, per poi affinare le nostre motivazioni e pensare più in grande.

Vede, troppo spesso guardiamo alle imprese come a un “passaggio di materiali”: entrano materie prime, escono prodotti finiti. In tempi più recenti si è guardato e si guarda alle imprese come un passaggio di informazioni; io concordo con quanti ritengono debbano essere sempre più un input e un output di relazioni: l’azienda deve diventare un network di relazioni, l’imprenditore agire da network maker. L’evoluzione dell’impresa, il suo successo, sarà la capacità di fare – grazie alle relazioni – ciò che prima era impossibile: pensi ad Amazon…

… ma stiamo parlando di un altro universo!

“Ne è davvero convinto? Io ho scelto di essere un “creatore di reti”, di contatti, di interconnessioni fra persone, professionalità, capacità produttive, progettazione, competenze tecniche. Più sarò bravo nel “sincronizzarle”, nell’attivare le giuste sinapsi, più facile che nascano nuove e proficue strutture industriali. Magari non proprio canoniche, ma proprio per questo decisamente meglio gestibili, più flessibili e performanti, capaci di adattarsi a un mercato che è una sorta di leopardo estremamente veloce, pronto a cambiare direzione rapidamente, annusando gli odori che ad ogni minuto si avvertono attorno…

Il mondo è cambiato, il nostro mercato è più grande e risponde a regole diverse: sono molti più spazi aperti che chiusi e l’importante è guidare guardando avanti, non negli specchietti retrovisori!”.

La volontà di andare oltre ultima modifica: 2017-11-30T09:53:45+00:00 da Rossana