Csil: cento di questi giorni!

Ci ha fatto particolarmente piacere essere presenti anche quest’anno all’oramai rituale appuntamento con Csil per la presentazioni delle “previsioni” per il 2018…

… e il perché è presto detto: quest’anno, infatti, l’appuntamento con la sfera di cristallo che Csil coraggiosamente ogni dodici mesi prende fra le mani è giunto alla sua trentesima edizione. Sì, proprio così: gli analisti di Csil da trent’anni si cimentano in quello che è indubbiamente uno dei compiti più difficili anche per il più abile degli economisti, ovvero esaminare i tanti dati disponibili e che potrebbero avere una influenza più o meno forte su quanto si sta per “immaginare” e formulare delle ipotesi sugli andamenti futuri del settore del mobile.

Ci è particolarmente piaciuto che Massimo Florio – “uomo Csil” e docente alla Università di Milano – abbia voluto cogliere l’occasione per ricordarci questo anniversario con leggerezza, mostrandoci alcune icone di questo passato trentennio, dal fax ai primi Apple, per poi guardare con tutta onestà alla bontà delle previsioni. Come? Semplicemente dando una occhiata a come erano andate le cose e mostrando a tutti di quanto la realtà si è discostata dall’immagine che ci ha dato Csil anno dopo anno. Ebbene, dobbiamo ammetere, ma non avevamo molti dubbi, che i risultati sono stati lusinghieri per il centro studi. Dunque non solo buon compleanno, ma anche vivissimi complimenti!

Ma veniamo alla cronaca di quanto è accaduto e di cosa si è detto lo scorso 24 novembre 2017 presso la sede Confcommercio di Milano, quando Csil-Centro studi industria leggera ha presentato le edizioni 2017 di due rapporti: il World Furniture Outlook 2018 e il Rapporto di previsione sul settore del mobile in Italia, 2018-2020. Sempre numeroso il pubblico, quest’anno circa duecento persone arrivate in sala da aziende della filiera, rappresentanti delle istituzioni e di associazioni di categoria, oltre a economisti, operatori della comunicazione e giornalisti.

Il rapporto World Furniture Outlook 2018 offre dati analitici sull’industria del mobile e previsioni sulla crescita della domanda di mobili nel 2018-2019 in cento Paesi, di cui 40 Paesi europei, 21 Paesi dell’Asia e del Pacifico, 21 del Medio Oriente e dell’Africa, tre del Nord America e 15 del Centro Sud America.

Il Rapporto di previsione sul settore del mobile in Italia fornisce, invece, un quadro aggiornato e dettagliato sulle prospettive dell’industria e del mercato italiano dell’arredamento, includendo un’analisi del settore del mobile nel suo complesso ma anche una “visione” per i singoli comparti (imbottiti, cucina, arredo per la casa e gli ambienti di lavoro) Tanti i dati: dai preconsuntivi per il 2017 alle previsioni al 2020 per produzione, export, consumo interno e importazioni. Oltre alle previsioni, il rapporto presenta un capitolo dedicato al tema della “omnicanalità” e alle strategie distributive messe in atto dalle imprese del settore sul mercato italiano e sui mercati internazionali.

Una precisazione metodologica: gli scenari macroeconomici che fanno da sfondo ai rapporti sono stati elaborati da Prometeia, nell’ambito di una lunga e preziosa collaborazione con Csil, e dal Fondo monetario internazionale; informazioni che come sempre aprono l’appuntamento di novembre e che sono state presentate da Stefania Tomasini (Prometeia). Le previsioni dello scenario globale dei mercati sono state illustrate da Sara Colautti di Csil nel corso di una sessione presieduta dal già ricordato Massimo Florio.

L’evento Csil è reso possibile non solo dall’equipe che lavora costantemente alla stesura di questi e dei tanti rapporti che Csil sforna ogni anno, ma anche dalle imprese e delle realtà che collaborano con il centro studi, da Federmobili, l’associazione dei commercianti d’arredo, agli sponsor che hanno sostenuto la realizzazione del seminario: Biesse, Feneal-UIL, Filca-CISL, Fillea-CGIL, Fulgor Milano, Ivm Chemicals.

Il pomeriggio si è poi concluso con un altro momento oramai “tradizionale”, ovvero una tavola rotonda che di anno in anno viene incentrata su un tema di particolare interesse per la filiera. Quest’anno il titolo di questa conversazione era le “Strategie Omnichannel sui mercati internazionali. L’approccio delle imprese di arredamento. A coordinare i lavori Alberto Marcati (Università Luiss Guido Carli di Roma e Csil) che ha accompagnato gli interventi di Salvatore Federico, segretario nazionale Filca-CISL; Mauro Mamoli, presidente Federmobili); Tiziano Pazzini, founder e ceo di Furnichannel; Valentina Pontiggia dell’Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano; Fabiana Scavolini, amministratore delegato di Scavolini; Christian Tomadini, direttore della Moroso, e Margot Zanni, co-founder di Dalani.it.

Il quadro macroeconomico nel triennio 2018-2020
Lo scenario internazionale che fa da cornice alle previsioni presentate da Csil si fonda su precise considerazioni. Innanzitutto che nel 2017 il ciclo economico mondiale si è rafforzato e il prodotto interno lordo mondiale è aumentato del 3,5 per cento, grazie a un andamento più vivace sia delle economie industrializzate (Uem in particolare) che dei Paesi emergenti rispetto all’anno precedente (tabella 1). Nel triennio di previsione tale trend sarà confermato, con i Paesi emergenti che continueranno a registrare tassi di crescita superiori al 4 per cento, mentre i Paesi industrializzati si manterranno in media sotto il 2 per cento.

Il quadro macroeconomico va migliorando in Brasile, ma la situazione è ancora complessa, anche se le riforme poste sul tavolo dal governo aprono spiragli di crescita per il medio periodo. In Russia si sono registrati segnali positivi, in un contesto comunque ancora molto incerto; l’aumento del reddito disponibile sta comunque spingendo i consumi e l’apprezzamento del rublo sta contenendo l’inflazione sotto i limiti fissati dalla banca centrale. La Cina, dopo la crescita del 2017 superiore alle attese del governo, dovrebbe sperimentare un “rallentamento controllato” (da un più 6,3 per cento nel 2018 a un più 5,5 per cento nel 2020). In India, nel triennio di previsione, il Pil riprenderà a crescere con tassi superiori al 7 per cento.

Tra le economie ad alto reddito gli Stati Uniti continueranno lungo il loro sentiero di crescita, mentre i Paesi Uem che vedono consolidarsi la ripresa nel 2017 (più 2,2 per cento del Pil in termini reali) registreranno incrementi pur sempre positivi ma in rallentamento, in seguito al venir meno delle politiche accomodanti e a un lieve rallentamento del commercio mondiale.

Il commercio mondiale di manufatti nel 2017 ha ripreso vigore e si stima che l’anno si sia chiuso con un più 5 per cento in termini reali. Nel 2018 la crescita rimarrà superiore al 4 per cento, mentre nel restante periodo i tassi scenderanno di poco sotto tale soglia, anche in seguito alla minore crescita della Cina e nel 2020 degli Stati Uniti.

Sul fronte dei tassi di cambio, l’euro continuerà ad apprezzarsi sul dollaro generando pressioni al ribasso sui prezzi interni, con possibili effetti anche sulle esportazioni europee, mentre per i prezzi delle materie prime, dopo l’impennata nel 2017, è previsto un nuovo moderato rialzo.

Per l’Italia i dati del terzo trimestre 2017 hanno confermato la solidità della ripresa con una crescita acquisita per il Pil pari all’1,5 per cento. Le previsioni mostrano una prosecuzione del sentiero di crescita anche nei prossimi anni, grazie al sostegno alla domanda interna. L’economia italiana è prevista, infatti, in crescita dell’1,2 per cento nel 2018 e dello 0,9 nel 2019.

Nel 2018-2020 si prospetta una crescita della spesa delle famiglie italiane, anche se a livelli inferiori a quella del 2016-2017. Il potere d’acquisto delle famiglie risentirà della ripresa dell’inflazione con il reddito disponibile in termini reali che vedrà scendere il tasso di crescita sotto l’uno per cento negli ultimi anni del periodo di previsione.

Gli investimenti hanno finalmente preso il via e le prospettive sono positive anche per i prossimi anni, in particolare per la componente dei macchinari e attrezzature. Anche gli investimenti in costruzioni (residenziali e non) riprenderanno a crescere sebbene a tassi moderati.

Le esportazioni italiane stanno godendo dei benefici dell’aumento della domanda potenziale rivolta ai prodotti italiani ma la crescita delle esportazioni è accompagnata da un incremento delle importazioni di maggiore entità generato dalla ripresa della domanda interna con conseguente riduzione del saldo commerciale. Nell’orizzonte di previsione il divario tra i tassi di crescita di import ed export andrà diminuendo e il contributo delle esportazioni nette alla crescita del Pil da negativo diverrà nullo.

I fattori di rischio: su questo quadro economico gravano diversi rischi al ribasso che riguardano sia la sfera economica che quella politica; sul fronte economico permangono incertezze sulle conseguenze della Brexit, sulle politiche americane in tema di protezionismo e sulla dimensione della manovra correttiva che sarà richiesta dall’Unione europea all’Italia. Sul fronte politico, le elezioni in Italia, la mancanza di un governo di maggioranza in Germania con la probabilità di andare a nuove votazioni, la situazione di tensione con la Corea del Nord, le presidenziali in Russia e le tensioni in Medio Oriente rappresentano ulteriori elementi che potrebbero mutare lo scenario.

Il mercato mondiale del mobile

Il consumo mondiale di mobili – valutato a prezzi di produzione, escluso cioè il markup per la distribuzione – è di circa 425 miliardi di dollari Usa. Il grado di apertura dei mercati (cioè il rapporto fra importazioni e consumi) è attualmente nell’ordine del 30 per cento. I principali Paesi importatori di mobili sono Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia. Le esportazioni di mobili della Cina, che è il primo esportatore al mondo, erano più che raddoppiate tra il 2009 e il 2015 e attualmente valgono circa 50 miliardi di dollari all’anno; anche nel corso degli ultimi anni sono cresciute, seppure a tassi moderati. Gli altri grandi esportatori di mobili – quali Germania, Italia e Polonia – hanno continuato a crescere nel 2017.
Nel 2018 la crescita dei consumi di mobili per il mondo sarà di circa il 3,5 per cento in termini reali, ma l’incertezza della situazione internazionale comporta diversi rischi al ribasso. Le aree che si prevede possano conoscere la crescita più sostenuta sono l’Asia e il Pacifico. Per il commercio estero di mobili le previsioni per il 2018 sono di una crescita del 4 per cento in dollari correnti dell’importo degli scambi internazionali.


Il settore del mobile in Italia nel 2017-2020

Nel 2017 il mercato interno ha consolidato la crescita riportando un più 1,3 per cento in termini reali. Sui mercati esteri le vendite hanno ripreso ad aumentare su tassi più vivaci, favoriti da una domanda in crescita. Il trend positivo registrato dalle principali determinanti della domanda, unito a un clima di fiducia in netto rialzo e alla conferma del “bonus mobili”, hanno infatti favorito la tenuta dei consumi interni. Il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto dell’1,2 per cento in termini reali, con un’inflazione settoriale pressoché inesistente e una spesa delle famiglie nuovamente in aumento dell’1,5 per cento.

I prodotti italiani continuano a soddisfare la maggior parte degli acquisti di mobili in Italia, ma ancora una volta i mobili importati, pur rappresentando solo il 23 per cento dei consumi totali, registrano performance migliori (più 3,6 per cento in termini reali). Per quanto riguarda le esportazioni, i dati preliminari sull’andamento delle esportazioni di mobili nei primi sette mesi del 2017 consentono di stimare un aumento della crescita delle esportazioni nel 2017 intorno al 2 per cento in termini reali, con un tasso di cambio dollaro/euro pari a 1,13. Le vendite sui mercati extra europei stanno registrando crescite quasi doppie rispetto a quelle sui mercati dell’Unione europea, grazie soprattutto alle buone performance sul mercato americano e cinese. Resta ancora debole la domanda dalla Russia e dai Paesi del Medio Oriente. La produzione del settore è stimata quindi per l’anno che si è appena concluso in aumento dell’1,4 per cento.
Il 2018 sarà ancora un anno di crescita moderata per il settore, con una domanda potenziale estera in lieve miglioramento che sosterrà nuovamente le esportazioni italiane; sul mercato interno permarranno ancora elementi trainanti dei consumi, ma non tali da consentire una crescita superiore a quella del 2017. La Legge di stabilità per il 2018 in corso di approvazione contiene ancora elementi di sostegno ai consumi, ma allo stato attuale si può presupporre che non saranno tali da generare una crescita più elevata rispetto al 2017. La crescita del reddito disponibile delle famiglie rimarrà positivo, ma inizierà a risentire del rallentamento dell’occupazione.
Sui mercati esteri, il previsto apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro non sarà tale da compromettere l’andamento delle vendite di mobili, che saranno sostenute dalla domanda proveniente dai paesi dell’Unione Europea e dagli Stati Uniti; segnali positivi arriveranno anche dalla domanda russa e cinese. Nel 2018 ci si attende dunque una crescita delle esportazioni di poco inferiore al 3 per cento a prezzi costanti. Sostenuta sia dalle vendite sul mercato interno che sui mercati esteri; il valore della produzione in termini reali aumenterà di quasi il 2 per cento.
Nel biennio 2019-2020 l’economia italiana mostrerà una crescita più debole del Pil e della produzione industriale e ci si attende una crescita del intorno all’1 per cento e di poco inferiore al 2 per cento per la produzione industriale. Sul fronte della spesa delle famiglie i consumi continueranno a crescere ma a tassi inferiori all’1 per cento e anche per i consumi di beni durevoli nel 2019 si registrerà un rallentamento.
Per il settore del mobile questo scenario porterà a una decelerazione del tasso di crescita del mercato interno e anche le esportazioni, verso la fine del periodo di previsione, inizieranno a rallentare il ritmo di crescita, che comunque si manterrà in media intorno al 2,5 per cento.

Strategie omnichannel

Il tumultuoso sviluppo digital sta modificando profondamente il contesto in cui le imprese del settore competono. In particolare, cambiano i processi di acquisto dei clienti (customer journey) e aumentano le interazioni tra attività (di comunicazione e acquisto/vendita) on-line e off-line; aumenta l’utilizzo di canali multipli da parte dei clienti più interessanti in termini di tempi dello shopping, coinvolgimento, redditività. Le imprese produttrici e la distribuzone sono spinte a utilizzare una molteplicità di canali. Per evitare il rischio di cannibalizzazione, ciascun canale viene inizialmente isolato e gestito in maniera autonoma, ma successivamente prevale una logica totalmente diversa per assicurare ai clienti un seamless customer journey
, sviluppando una strategia incentrata sul cliente. In quest’ottica la capacità di mappare i punti di contatto e le attività nelle diverse fasi dei processi di acquisto, combinando on-line e off-line, diventa la base della gestione di comunicazione e vendita. Le attività del cliente e le sue scelte si trovano quindi a essere poste al centro di analisi e della gestione e le modalità di integrazione delle diverse unità organizzative vengono ripensate. Il panel di operatori che hanno partecipato al seminario ha presentato le diverse sfaccettature dell’argomento, mettendo a fuoco i nuovi scenari della Digital innovation e le modalità di approccio e di gestione strategica dell’omnichannel, che consentono di interagire con il mercato e con i canali tradizionali in modo integrato e coerente, all’interno di nuove logiche di relazione e di acquisto.

Csil: cento di questi giorni! ultima modifica: 2018-02-22T13:41:11+00:00 da Rossana