Falegnameria 4.0 : vincere oggi

Nell’articolo apparso sul numero di novembre-dicembre di Xylon, abbiamo raccontato molte cose relative a Industria 4.0, si potrebbe quasi pensare che ormai non ci siano più segreti, però non è così. Si tratta di un argomento complesso e molto articolato, in cui molti concetti sono davvero nuovi soprattutto per molti imprenditori che ancora non riescono a comprendere che le regole del gioco sono cambiate, che il mondo sta avanzando senza tregua, che la tecnologia procede a velocità folle e che il non aggiornarsi ci porterà, senza neppure accorgerci ad essere i dinosauri dei tempi moderni.

Nella puntata precedente abbiamo fatto molta teoria, ci siamo detti come le cose potrebbero funzionare a grandi linee, ma ora è giunto il momento di toccare con mano, di vedere che in giro per il mondo, esempi di Industria 4.0 ce ne sono già tanti e che quindi analizzandone alcuni, potrebbero nascere idee interessanti da applicare anche nelle nostre falegnamerie.

Prima di cominciare però ti chiedo due cose: non pensare che intanto i casi che vediamo sono industrie mentre un piccolo artigiano non c’entra nulla, perché vedremo che non è così. Quindi lo sforzo che ti suggerisco di fare è di cercare di capire come idee usate in altri campi, in altri settori, possono essere applicati anche a casa tua. A questo proposito, per i vari concetti che vedremo, cercherò di fare esempi concreti con il mondo della falegnameria e ti dimostrerò che anche se alcune idee possono sembrare futuristiche, altre sono a tutti gli effetti già realtà, realtà a cui dovresti cominciare a pensare seriamente;

capire inoltre che oggi la differenza tra industria e azienda artigiana si sta riducendo sempre di più. Esistono aziende piccole per dimensione ma con un livello elevato di tecnologia e informazione, che permettono di produrre profitti e soddisfazione nei clienti, superiori ad aziende più grosse, che però non sono sufficientemente supportate da strumenti organizzativi/decisionali. Sappiamo tutti che i volumi si sono ridotti, percepiamo tutti che questa situazione non cambierà per parecchio tempo, quindi proprio per questo motivo, le nostre aziende devono poter gestire in modo profittevole, anche piccoli lotti o commesse molto variegate. Alle soglie del 2020, la dimensione di un’azienda o il suo fatturato non sono più le variabili rilevanti che portano vantaggi o svantaggi all’azienda. Oggi il vero vantaggio competitivo di un’azienda, indipendentemente dalla dimensione, è il livello di formalizzazione dei processi interni/esterni e questo lo si può ottenere solo attraverso l’impiego di tecnologie e software sempre più evoluti.

Fatte queste premesse, si può cominciare…

Un esempio classico che viene fatto quando si parla di Industria 4.0 è l’esempio delle stampanti 3D.

La stampante 3D è una cosa a dir poco rivoluzionaria, grazie a questa tecnologia il cliente può prodursi l’oggetto a casa sua. Non penso che a tutti sia proprio così chiaro cosa significa questa cosa, quindi provo a dirlo usando queste parole… lo sforzo industriale per produrre un bene, un oggetto è spostato sul consumatore. Con le stampanti 3D ormai ci stampano/producono di tutto, perfino case intere.

Grazie a questa tecnologia un fornitore non ti spedisce più il pezzo a casa, ma ti spedisce un programma per crearti il pezzo a casa tua, da solo…ma questa cosa non è assurda???

Se penso a noi, un domani non troppo lontano, il produttore di ferramenta potrebbe inviarti un file e tu ti stampi le cerniere, le maniglie. Se penso a noi, potresti stamparti una fresa per sviluppare un nuovo prodotto. Sei d’accordo con me, che le cosa stanno cambiando?

Fantascienza ? No, ti basti sapere che già oggi si stampano ossa umane.

Un altro caso interessante e curioso è una nostra eccellenza italiana, la Lamborghini.

La Lamborghini non fa grossi numeri in termini produttivi, ipotizziamo circa 30 prodotti (macchine) al giorno ed è per questo che l’ho scelto come esempio per le nostre falegnamerie.

In Lamborghini hanno conservato la loro natura artigianale, adattandola ad una produzione in piccola serie di automobili altamente esclusive, attraverso un impianto di produzione tra i più avanzati al mondo.

Attraverso l’uso di tecnologie moderne, oggi sono in grado di fare anche le lavorazioni più complesse con lo stesso livello di perfezione e per ogni fase di lavoro i componenti sono disponibili su carrelli nell’ordine giusto. Ogni fase di lavoro è dotata di strumenti touchscreen che indicano le operazioni da eseguire di volta in volta, visualizza le informazioni specifiche della vettura, fornisce le specifiche liste di controllo e memorizza le attività fatte.

Perfino gli attrezzi sono progettati per garantire l’assenza di errori e la massima precisione di lavoro.

Per esempio le avvitatrici elettriche permettono di essere impiegate solo rispettando l’ordine prestabilito per gli utensili e sono programmate per erogare la giusta coppia dinamometrica per ogni vite, oltre a memorizzare le operazioni più importanti.

Siamo cosi sicuri che produrre una Lamborghini sia cosi differente (intesa in ottica di organizzazione produttiva) dal produrre una finestra o un mobile?

L’ultimo esempio per capire dove siamo oggi, è legato ai robot.

Immagino avrai visto che ci sono i robot da cucina oppure quelli per tagliare il giardino, tutte cose molto carine che però in fondo in fondo ci portano a pensare ad un robot come un ammasso di ferro stupido che va bene giusto per tagliare le carote alla julienne o fare il prato all’inglese per metterci su il tavolo da ping pong. A proposito, a chi non piace giocare a ping pong? Il ping pong è uno sport olimpico e immagino tu sia d’accordo con me che bisogna essere veloci, intelligenti, svegli, reattivi per giocare a ping pong, sbaglio?

Ma mettiamo caso che ci piace giocare a ping pong ma non troviamo mai gli amici per farlo, bene l’azienda Omron ha pensato proprio a questo e ha creato “Forpheus”, vale a dire il robot di ultima generazione costruito per allenare i giocatori di ping pong.

“Forpheus” attraverso due telecamere, una serie di sensori avanzanti e sofisticati software che contengono algoritmi di intelligenza artificiale, segue la palla e adegua il suo stile di gioco sulla base della valutazione di ottanta fattori diversi al secondo. Oggi i robot non servono più solo a tagliare le carote, ma se sono capaci di giocare a ping pong, prova a immaginare quante cose possono fare per le nostre aziende!

Naturalmente non era mia intenzione terrorizzarti quindi è giusto che tu sappia che, per ora, “Forpheus” non è stato programmato per battere il suo avversario.

Bene, un pò di esempi li abbiamo fatti e abbiamo capito che oggi ci sono a disposizione tecnologie incredibili, che possono fare cose fino a pochi anni fa impensabili…quindi come possiamo trasformare la nostra falegnameria in Falegnameria 4.0?

La falegnameria è un’azienda e come tutte le aziende per sopravvivere deve produrre e poi vendere.

Ho detto bene? No, purtroppo ho detto male.

Se vivessimo negli anni Ottanta avrei detto benissimo, ma purtroppo gli anni Ottanta sono passati da parecchio. Negli anni Ottanta bastava produrre qualcosa, si poteva produrre qualsiasi schifezza e trovavi la gente fuori dalla falegnameria a fare la coda, per avere i tuoi serramenti, scale, mobili… oggi no.

Oggi il meccanismo si è invertito e quindi dovremmo chiederci “se non ho venduto, cosa produco a fare?”.

Oggi la regola è “prima si vende, poi si produce“, oggi funziona così e spero che questa cosa ti sia chiara, perché senza questo passaggio non andiamo da nessuna parte e possiamo dimenticarci Falegnameria 4.0.

E anche se abbiamo capito la nuova regola, purtroppo oggi non è comunque sufficiente, non basta, perché mancano ancora due passaggi importanti: marketing e controllo. Il marketing sono quell’insieme di attività precedenti alla vendita, che hanno come scopo la vendita stessa. Sebbene considero questo aspetto di primaria importanza nel mercato attuale, non è lo scopo di questo articolo scendere in profondità. Invece il controllo, è la capacità di elaborare l’enorme insieme di dati che le vendite e la produzione generano per produrre statistiche e dati che aiutino a capire in tempo reale, dove sta andando la falegnameria e permettano quindi di prendere decisioni strategiche e consapevoli.

Quindi Falegnameria 4.0 ha bisogno di quattro punti : marketing, vendita, produzione, controllo.

Partendo da questo presupposto teorico, proviamo ora a definire in modo molto pratico l’insieme delle funzioni necessarie per “armare” la tua falegnameria a questa nuova rivoluzione industriale.

Nella catena delle funzioni, prima di tutto viene il marketing, la falegnameria deve cominciare, come minimo a familiarizzare con il concetto di software CRM (Customer Relationship Managment – Gestione relazione con clienti), ossia i dati di contatto dei clienti, al fine di poter disporre di informazioni su di loro e usarle per sollecitarli attraverso nuove proposte commerciali.

Poiché studi americani hanno dimostrato che il 64 per cento del processo decisionale che conduce un cliente all’acquisto avviene prima che il cliente entri in contatto fisicamente con l’azienda, diventa facile capire come sul lato marketing le cose che una falegnameria dovrebbe fare per il suo bene, sono molte altre.

Successivamente entra in gioco la forza vendita dove, attraverso software specifici, devono poter essere generati preventivi o varianti di preventivi in modo veloce e quanto più possibile automatico.

Tali preventivi devono essere spesso basati sui costi, non possono essere spanno-metrici poiché un principio cardine di Industria 4.0 è il poter guadagnare anche su commesse piccole e variegate, quindi non solo è importante fare i conti velocemente, ma anche e soprattutto in modo preciso e analitico.

Già in fase vendita è necessaria una prima forma di controllo per comprendere quali sono i prodotti più venduti, dove ci sono i margini maggiori, quali sono le zone più redditizie, in quali zone gli ordini vengono chiusi più rapidamente, eventuali performance dei singoli agenti…

Nel percorso delle informazioni, potremmo dire che ottenuto l’ordine, questo deve dare vita, sulla base delle giacenze in magazzino, agli ordini ai fornitori basandosi su criteri quali prezzo, rispetto dei tempi di consegna, qualità del materiale… e allo stesso tempo l’ordine deve essere pianificato su un calendario che tenga conto dell’impegno delle risorse aziendali (macchine, persone, materiali).

A questo punto, si può cominciare a parlare di produzione e per esempio il magazzino del legno potrebbe essere completamente robotizzato, una struttura a rotazione, parzialmente sotto terra composta da cassoni, dove l’operatore digita il codice del legno e il magazzino ruota fino al cassone giusto, come succede alle bibite nei distributori automatici.

Non è detto che a prendere il legno ci sia per forza un uomo, abbiamo visto il robot che gioca a ping pong quindi ci saranno anche robot in grado di prelevare il legno dai cassoni e metterli sulla troncatrice/ottimizzatrice. Avendo poi l’impianto in linea i pezzi possono finire direttamente sulla scorniciatrice e successivamente nella “bagnatrice”.

Una volta che i pezzi sono asciutti, e pronti per il lavoro e il turno delle macchine automatiche, quali pantografi o linee ad alta produzione, macchine evolute che riescono a eseguire sui pezzi ogni lavorazione con una precisione assoluta e senza intervento manuale.

Inoltre durante queste lavorazioni, le macchine sono interconnesse (parola chiave anche per l’iper-ammortamento al 250 per cento) al software di gestione e scambiano dati per tenere tracciato l’avanzamento del lavoro in tempo reale.

Dopodiché siamo pronti per la verniciatura, dove macchine a riconoscimento laser individuano la sagoma da verniciare con infinite sfumature di colore disponibili. E infine anche magazzino ferramenta, accessori si troveranno direttamente presso i banchi di montaggio e faranno trovare gli elementi giusti da montare in quel momento.

Una volta che il prodotto è finito e magari ha bisogno di montaggio, anche i tecnici montatori potranno, attraverso applicazione web dell’azienda, inserire in tempo reale quanti chilometri hanno fatto, quanto tempo ci hanno messo, ottenendo così un controllo dei costi reali collegati al montaggio.

Arrivati a questo punto è facile capire come una quantità enorme di dati verrà generata ogni ora, ogni giorno e questi dati daranno origine a grafici e statistiche di facile comprensione, che aiuteranno a capire se le singole parti dell’azienda stanno generando profitti o perdite.

A prima vista questo esercizio che abbiamo fatto insieme, per immaginare come sarà Falegnameria4.0, può far spaventare, può far pensare che è quasi più semplice produrre una Lamborghini di un manufatto in legno (finestra, mobile, scala, …) ma alla fine se penso a dove siamo adesso, dopo che Internet è apparso sulla faccia della terra solo 26 anni fa, tutto mi porta a pensare che ce la faremo alla grande, anzi in tutta onestà, penso che tra dieci anni non potranno esistere falegnamerie che non siano almeno 4.0.

Nella prossima puntata cominceremo a raccontarci qualcosa sul software, che come abbiamo capito in questi due articoli centrati sul prossimo futuro, rappresenta una parte molto importante di tutto il processo.

di Stefano Frignani

 

 

Falegnameria 4.0 : vincere oggi ultima modifica: 2018-02-22T15:28:47+00:00 da Rossana