Le nuove frontiere della nobilitazione

Si è parlato di nobilitazione lo scorso 9 maggio in Fiera Milano Rho. Il convegno è stata la seconda tappa del percorso divulgativo legato al tema della sostenibilità organizzato in occasione dell’ultima edizione di Xylexpo, nonché l’occasione per parlare di tendenze di mercato e nuovi materiali.

Il legno assorbe quasi tutte le lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico della luce solare e quindi subisce reazioni fotocatalitiche, foto-ossidative e termo-ossidative, fa notare Paolo Gronchi, professore associato del Dipartimento di chimica materiali e ingegneria chimica ‘Giulio Natta’ del Politecnico di Milano. Questo significa che la nobilitazione non è legata unicamente a un fattore estetico, ma anche funzionale. Ed è proprio di nobilitazione che si è parlato lo scorso 9 maggio nella Xylexpo Arena di Fiera Milano Rho, seconda tappa del percorso divulgativo incentrato sullo sviluppo sostenibile.

È il vicedirettore del Catas, Franco Bulian, a farci entrare ancora una volta nel vivo del tema della giornata, partendo da una introduzione relativa a due comparti molto affini al segmento della nobilitazione. “Il mercato mondiale dell’arredamento nel 2017, valutato a prezzi di produzione, è stato di circa 400 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2016 e le previsioni sono di una crescita stimata del 3,5% circa nel 2018”, ha spiegato. “Un altro dato interessante riguarda il mercato mondiale di pannelli, che poi di fatto è la spina dorsale del mondo del mobile. Anche la produzione mondiale di questi semilavorati sta vivendo una crescita costante e nel 2016 ha raggiunto quasi i 420 milioni di metri cubi di pannelli prodotti”.

Partendo dalle stime di Franco Bulian è indubbio che, dati alla mano, di pannelli da rivestire ce ne sono davvero tanti e che quindi il mercato della nobilitazione sta vivendo un momento particolarmente florido. Si tratta però anche di un periodo dove tematiche come sostenibilità e sicurezza assumono un ruolo centrale, portando inevitabilmente a una grande regolamentazione in materia.

Carte impregnate D, Laminati Hpl e Cpl, foglie polimeriche (come Pvc, Pp e Pet), piallacci di legno e di multilaminare, vernici sono solo alcune delle principali tipologie di rivestimento dei pannelli.

 

Ma quali sono le principali tendenze di mercato?

Sicuramente la necessità di processi di lavorazione molto veloci grazie all’utilizzo di tecnologie efficienti. Stiamo infatti andando nella direzione di una produzione snella, rapida e caratterizzata da un forte livello di automazione. “In Italia c’è una vera e propria cultura del saper lavorare”, ha fatto notare Bulian. “Vedo una grande attenzione verso le nuove tecnologie, oltre che una grande flessibilità verso il cambiamento. Questo significa che una macchina dotata di una tecnologia molto avanzata data in mano a un’impresa del nostro paese offre la possibilità di realizzare prodotti di alto livello con pochissimi scarti”.

Vero è però che, se le tecnologie hanno un ruolo determinante, grande importanza è ricoperta anche dal tema della sostenibilità, che si traduce per esempio nella esclusione dei materiali non sostenibili. Basti pensare che, nell’ambito del rivestimento con polimeri, ci sono forti limitazioni per materiali come per esempio il PVC che, pur non essendo vietato dalla legge e neppure pericoloso, pone di fronte a delle criticità legate principalmente al suo ciclo di vita. “Se nella fase finale della sua vita il cosiddetto cloruro di polivinile viene bruciato a basse temperature” , ha spiegato ancora Bulian, “libera diossine e questo porta molte aziende produttrici a non utilizzarlo”.

Esclusione di materiali non sostenibili, quindi, ma – restando in tema di sostenibilità – anche limitazioni per il contenuto sostanze pericolose e l’emissione di sostanze organiche volatili  (come metalli pesanti, solventi o plastificanti). Oltre al tema della formaldeide che abbiamo già trattato più volte nelle pagine di questa rivista, da qualche anno l’attenzione è focalizzata anche sulle emissioni derivanti da altre sostanze. Per farci capire meglio Franco Bulian ha fatto l’esempio del classico ‘odore di nuovo’, che tutti conosciamo molto bene. Quando infatti compriamo un mobile avvertiamo un odore che magari non è spiacevole, ma che di fatto deriva dall’utilizzo di solventi, plastificanti, monomeri e via dicendo.

Le tendenze di mercato, infine, vanno nella direzione della ricerca di prestazioni elevate in termini di resistenza al calore, alla luce, alle macchie, o al graffio.


Voce alle imprese

Tre gli ospiti del convegno “I nuovi percorsi della nobilitazione”, che – grazie alla loro esperienza diretta sul campo – hanno saputo offrire al pubblico preziose testimonianze.

Giorgio Agnoletti, senior product manager di Alpi ha parlato di design, innovazione e sostenibilità, spiegando come il tranciato Alpilignum – ottenuto tramite un particolare processo produttivo che “sfoglia” il legno, lo tinge per immersione e lo “ricompone”, sovrapponendo i vari starti tinti – e Alpikord, foglio di tranciato decorativo, stratificato ad alta pressione su backing fenolico (Alpilignum Preverniciato), rappresentino il giusto compromesso tra qualità, design e origine eco-responsabile.

Molto interessante anche l’intervento di Francesca Montefusco, Fenix product manager di Arpa Laminati, incentrato sulla nuova generazione di materiali innovativi e nanotecnologici realizzati per applicazioni verticali e orizzontali tipiche dell’interior design. Introdotti sul mercato nel 2013 con il nome di “Fenix Ntm” (NanoTech Matt material), questi materiali sono stati sviluppati da un team internazionale multidisciplinare di 15 ricercatori attraverso tecnologie proprietarie. La parte esteriore di Fenix viene ottenuta con l’ausilio di nanotecnologie ed è caratterizzata da una superficie trattata con resine acriliche di nuova generazione, indurite e fissate attraverso un processo chiamato Electron Beam Curing. Con una bassa riflessione della luce, la sua superficie risulta estremamente opaca, anti-impronte digitali e piacevole al tatto.

Luca Ballarin, titolare di Leansor, ha infine parlato di “B.stucco”, una linea di pannelli realizzati da Breda Pannelli, caratterizzati da finiture in microcemento e utilizzati da architetti e designer per le loro caratteristiche altamente performanti. Si tratta infatti di pannelli resistenti, idrorepellenti, igienici, ecocompatibili, antigraffio e antimacchia, oltre che gradevoli da un punto di vista estetico. Vengono impiegati negli elementi di arredo, nell’allestimento interno di hotel e negozi, e in tutte quelle applicazioni che richiedono una particolare esclusività estetica. Lo stucco microcemento è un premiscelato monocomponente in polvere costituito da cementi speciali, resine, additivi e inerti quarziferi selezionati che, con la sola aggiunta di acqua pulita, permette di ottenere un impasto cremoso e di facile stesura caratterizzato da elevata adesività e flessibilità. Questo permette di ottenere un elevato aggrappaggio della finitura al supporto in Mdf/Hpl.

 

 

 

Le nuove frontiere della nobilitazione ultima modifica: 2018-07-18T10:17:42+00:00 da Rossana