Al passo con il cambiamento

Come si trasformano i processi in azienda negli anni dell’Industria 4.0? Come deve evolvere l’offerta? Quali le tecnologie e gli strumenti più innovativi che possono essere di supporto? E, soprattutto, cosa vogliono i clienti? Rispondere a queste domande non è facile, ma la società di consulenza IQ Consulting (nonché spin-off dell’Università di Brescia) lo ha fatto. Prima in occasione di Xylexpo e poi direttamente per Xylon.

Pianificazione dei processi in azienda, passaggio dal prodotto al progetto, gestione della rete di fornitura e utilizzo di nuove tecnologie come la stampa 3D. Quattro i temi principali toccati in occasione dell’ultima edizione di Xylexpo dagli specialisti di IQ Consulting, una realtà giovane e innovativa, frutto dell’esperienza del Laboratorio di ricerca RISE e riconosciuta come spin-off dell’Università degli Studi di Brescia, che abbiamo avuto il piacere di ospitare nella Xylexpo Arena durante i quattro giorni della manifestazione.

La mission di IQ Consulting è quella di aiutare le imprese nella creazione di valore sostenibile nel tempo”, ci spiega Andrea Bacchetti, amministratore delegato dell’azienda, che – da qualche mese – fa parte del gruppo Digital 360, specializzata nell’ambito della trasformazione digitale. “In questo contesto IQ Consulting si occupa fondamentalmente di tutte le attività legate a Industry 4.0, della gestione della supply chain e di tutto ciò che è inerente all’innovazione di business model”.

Un percorso di trasformazione

Come ci spiega Pietro Pezzolla, consulente senior, IQ Consulting si rivolge a imprese di tutte le dimensioni e, nel concreto, si occupa di pianificazione e controllo di processi e di strategia. “Al di là della dimensione aziendale – precisa – quel che conta è quanto l’impresa in questione vuole innovare e, proprio sulla base di quello, sviluppiamo un progetto ad hoc per il cliente”.

Il percorso di trasformazione digitale avviene generalmente attraverso delle fasi, ma ogni specifica realtà segue una strada ben precisa. “Può capitare che sia l’azienda a contattarci perché ha bisogno di risolvere un problema specifico e, in quel caso, si lavora per trovare insieme una soluzione”, continua Pietro Pezzolla. “Ma succede anche che siamo noi a proporre all’impresa che ci contatta soluzioni e applicativi specifici che abbiamo sviluppato nel corso degli anni, perché pensiamo possano tornare utili per specifiche aree o attività”.

È il caso, per esempio, di GECO, l’applicativo sviluppato da IQ Consulting per la gestione dei progetti innovativi. Questo strumento si occupa in particolare di coordinare le attività all’interno di una commessa (project management), pianificare le molteplici commesse che richiedono le medesime risorse (pianificazione multi-commessa), e di supportare la contabilità di commessa, a preventivo e consuntivo.

A questo applicativo si affiancano tool dedicati al rischio di fornitura, alla definizione di metodologie, oppure alla realizzazione di progetti o piani per studiare che impatto potrebbe avere il cambiamento di business model in quella specifica situazione.

Da prodotti a soluzioni

Uno degli aspetti fondamentali dell’economia di questi ultimi anni è che le esigenze del cliente sono diventate il fulcro di tutto. A questo si aggiunge il fatto che parlare di prodotti e servizi in maniera separata ha sempre meno senso, perché quello che cercano i clienti sono soluzioni, spesso costituite proprio dall’unione di prodotti e servizi, in grado di soddisfare le proprie necessità.

Ma in che modo le imprese oggi devono modificare la propria offerta? “Le realtà che devono fare questo cambio di rotta e iniziare a fornire ai propri clienti delle soluzioni”, ci risponde Pezzolla, “hanno bisogno, prima di tutto, di promuovere il cambiamento internamente (cosa non sempre facile!), a volte di rivederne l’organizzazione, e, generalmente, di poter contare sulla formazione e sul cambio delle competenze”.

Ma, ancora una volta, al centro di tutto ci sono i dati, la loro raccolta e poi l’analisi, al fine di ricavarne informazioni utili e utilizzabili a tutti i livelli. “In questo contesto – conferma infatti Pezzolla – l’integrazione e la condivisione di informazioni accurate e aggiornate non abilita solo i diversi ruoli e le persone che sono coinvolte nelle fasi strategiche dell’azienda a prendere decisioni in maniera più consapevole, ma anche a raggiungere risultati migliori, lavorando in modo più rapido e snello. Andando ad analizzare i dati raccolti inoltre si comprende meglio il cliente, sia in termini di aspettative che del prodotto che gli si deve fornire. Questo permette di innescare un circolo virtuoso all’interno dell’azienda stessa, che va a coinvolgere le varie figure e i vari dipartimenti, che finiscono poi per lavorare molto meglio, aumentando anche il proprio grado di soddisfazione”.

Un nuovo paradigma produttivo

Al fianco di una tendenza che vede le aziende passare dal vendere semplici prodotti al realizzare soluzioni su misura del cliente, l’industria manifatturiera di questi ultimi anni si sta trovando ad affrontare un altro grande cambiamento, ovvero l’avere a che fare con lotti produttivi sempre più piccoli e con richieste di consegna in tempi sempre più rapidi. Vien da sé che anche questo nuovo paradigma stia avendo non poca influenza sui processi aziendali e Pietro Pezzolla ce lo conferma.

Ci troviamo sempre più spesso di fronte a scenari di questo genere”, spiega ancora, “perché, da un lato, i mercati di nicchia stanno diventando via via più importanti, e, dall’altro, il cliente è abituato ad avere tutto e subito. Questo significa che oggi come oggi è fondamentale dedicare tempo all’innovazione e cambiare il proprio modo di lavorare in funzione di quelle che sono le nuove tendenze di mercato”.

Ed è proprio all’interno di questo processo di trasformazione che IQ Consulting si propone come partner in grado di accompagnare le imprese attraverso questo percorso, adattando il proprio intervento sulle esigenze e peculiarità tipiche di ciascuna realtà. “A volte basta fare un’analisi dei processi, intervenendo in maniera solo superficiale perché l’impostazione è già corretta”, prosegue. “Altre invece è necessario intervenire in maniera più radicale, supportando le imprese a definire una nuova strategia di business, magari di lungo periodo. Altre ancora, infine, aiutiamo i nostri clienti a trovare i giusti strumenti informatici da integrare nelle varie attività”.

La rete di fornitura

Nello scenario di Industry 4.0 i fornitori non sono più soltanto dei fornitori, ma sono diventati dei veri e propri partner tecnologici“, continua Pezzolla. “Questo significa che partecipano dalla fase di sviluppo prodotto fino ai servizi di assistenza al cliente, attraversando gli step di industrializzazione, produzione e vendita”.

La diretta conseguenza è che l’affidabilità di servizio e la solidità economica dei fornitori possono influenzare in modo sensibile l’andamento del business di un’azienda, ragion per cui è importante mettere a disposizione delle imprese gli strumenti opportuni per una valutazione immediata dello stato di salute della propria “rete di fornitura”.

A questo proposito IQ Consulting mette a disposizione dei propri clienti un metodo innovativo per la valutazione del rischio di fornitura, che si basa su algoritmi rigorosi, sviluppati attraverso la ricerca universitaria, che hanno l’obiettivo di identificare la probabilità di accadimento di un default finanziario e i costi operativi connessi, sulla base di diversi valori come la forte variabilità delle condizioni geo-politiche, la crescente sensibilità verso problematiche etiche e ambientali, o come disastri naturali e climatici. L’analisi dei valori evidenziati attraverso questo sistema permette di ottenere una sorta di mappatura istantanea della rete di fornitura e di visualizzare eventuali aree critiche da approfondire. 

Si tratta di un servizio che possiamo fornire in poco tempo”, aggiunge Pezzolla, “ma che, al tempo stesso, riesce a dare alle aziende un feedback importante sulla loro rete di fornitura e su eventuali rischi cui potrebbero andare incontro”.

La stampa 3D

Xylexpo è stata infine l’occasione per gli specialisti di IQ Consulting di parlare di stampa 3D, una tecnologia che esiste da tempo, ma che sta vivendo un momento particolarmente florido, grazie anche ai grandi passi avanti fatti in questo campo. Passi avanti che magari le imprese conoscono solo superficialmente, soprattutto per quanto riguarda le alternative tecnologiche a disposizione e i materiali impiegabili.

Abbiamo così chiesto infine a Massimo Zanardini, consulente senior di IQ Consulting specializzato proprio in questo ambito, di spiegarci quale connubio può esserci tra stampa 3d e filiera del legno.“Se consideriamo la produzione globale manifatturiera, l’utilizzo di una tecnologia come la stampa 3D incide per meno dell’1 per cento”, ci ha risposto. “All’interno di tale valore è estremamente residuale l’impiego di questa tecnologia per la realizzazione di oggetti in legno, sostanzialmente per il fatto che si tratta di una tecnologia che permette di realizzare oggetti di piccole dimensioni. Al contrario la stampa 3D può trovare impiego presso aziende che costruiscono macchinari per la lavorazione del legno, che possono utilizzare questa tecnologia per produrre componenti che poi andranno a montare sui loro impianti“.

www.iqconsulting.it
www.rise.it
www.digital360.it/
www.geco.tech
www.rischiodifornitura.it
www.checkupstampa3d.it

Al passo con il cambiamento ultima modifica: 2018-09-19T10:46:10+00:00 da Rossana