Proteggere il legno con la verniciatura

Terza tappa del percorso divulgativo incentrato sullo sviluppo sostenibile. Lo scorso 10 maggio nella Xylexpo Arena di Fiera Milano Rho si è parlato di verniciatura, come trattamento ideale per salvaguardare il legno dal suo degrado naturale.  

Gli ultimi anni hanno visto un sostanziale incremento dell’utilizzo del legno per applicazioni in esterno. A causa però della sua intrinseca idrofilia e oleofilia, ovvero della sua tendenza ad assorbire e trattenere acqua e sostanze oleose, questo materiale – se non protetto adeguatamente – è soggetto a fenomeni di instabilità dimensionale e degradazione biologica. Con queste parole Paolo Gronchi, professore associato del Dipartimento di chimica materiali e ingegneria chimica ‘Giulio Natta’ del Politecnico di Milano, ci introduce al tema portante della terza giornata del percorso divulgativo incentrato sullo sviluppo sostenibile, che si è svolta lo scorso mese di maggio in occasione della 26esima edizione di Xylexpo: la verniciatura. Sì, perché l’esigenza di migliorare la resistenza del legno agli agenti atmosferici e al degrado naturale, aumentandone di conseguenza la durata, porta inevitabilmente alla ricerca di prodotti vernicianti idonei a questo scopo. Sostanze però che, al tempo stesso, devono essere adeguate sul fronte della sostenibilità.

Le esigenze dei consumatori hanno portato – in questi ultimi anni soprattutto – i produttori di vernici a investire molto in questa direzione compiendo significativi passi avanti in termini di innovazione.

Il mercato

Sono oltre 40 miliardi i litri di vernici prodotti a livello globale”, spiega il vicedirettore di Catas Franco Bulian, fornendoci un quadro generale di questo comparto. “Le vernici destinate al settore del legno in particolare hanno un volume pari a circa 2,6 miliardi di litri ed equivalgono a un giro d’affari di 10 miliardi di euro, un dato destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni, raggiungendo – si prevede – una quota pari a 12,6 miliardi di euro nel 2021”.

Si tratta indubbiamente di un mercato molto importante, ma – fa notare Bulian – malgrado si parli molto di sostenibilità, i prodotti vernicianti che si utilizzano prevalentemente sono ancora quelli tradizionali. Vernici usate principalmente nel settore legno-arredo sono infatti ancora per il 40 per cento a base di solventi tradizionali, per il 25 per cento a base di solvente alto solido e solo per il 30 per cento all’acqua. “Queste ultime”, continua Bulian, “sono prodotti molto avanzati in tema di emissioni in atmosfera, ma una serie di difficoltà legate al loro impiego sta rallentando la loro diffusione, facendo di fatto prevalere ancora un utilizzo di vernici a solvente”. 

La contraddizione infatti è proprio questa: l’utilizzo di rivestimenti ad acqua su un materiale molto sensibile a questa sostanza determinando la necessità di una serie di specifiche attenzioni per gli utilizzatori.

Questione di esigenze

Ma quali sono le necessità del mercato delle vernici? “I consumatori cercano prodotti in grado di soddisfare determinati livelli prestazionali specificati in norme o capitolati”, spiega ancora il vicedirettore di Catas, “purché abbiano un certo valore in termini di sostenibilità ambientale”.

Massima attenzione quindi non solo alle emissioni in atmosfera, ma anche a quelle indoor, vale a dire successive alla fase di applicazione. Quelle, in altre parole, con le quali deve fare i conti l’utilizzatore finale.

Proteggere il legno con la verniciatura ultima modifica: 2018-09-19T11:01:00+00:00 da Rossana