Un punto di incontro tra estetica e prestazioni

Da un lato l’impulso verso le novità di mercato, le mode e quindi verso l’utilizzo di nuovi materiali, spesso presi in prestito da altri settori. Dall’altro l’importanza di privilegiare superfici con proprietà prestazionali di un certo genere in grado di svolgere un ruolo protettivo. Se ne è parlato a Xylexpo durante l’ultima tappa del percorso divulgativo a tema sostenibilità.

Immaginiamo un mobile di rovere, posizionato in prossimità di un lavello. É quasi certo che, nel giro di poco, diventi scuro a causa dell’insorgere del tannino provocato dall’umidità. Lo stesso accade se quel mobile di rovere viene posto vicino a un forno oppure accanto alla porta di uno scantinato. Ma pensiamo anche alla superficie di un tavolo da cucina sulla quale è stato depositato – attraverso un processo innovativo ideato proprio in questi ultimi anni – un micro strato di materiale prezioso come l’oro. Sull’aspetto estetico nulla da dire, ma se malauguratamente su quel tavolo dovesse cadere una goccia di limone, il danno sarebbe fatto. E il perché chiaro: se superfici di mobili e oggetti di uso comune non vengono trattati a dovere, si rovinano. Dove per “trattati a dovere” si intende sia una particolare attenzione in merito all’ambiente in cui vengono ubicati sia la scelta di un trattamento superficiale adeguato, non solo in termini di estetica, ma anche e soprattutto, di prestazioni.

È proprio attraverso questi esempi pratici e dalle successive osservazioni che Franco Bulian, vicedirettore di Catas, ci introduce al tema della quarta e ultima giornata del percorso divulgativo a tema sostenibilità nel settore del legno-arredo, che si è svolto lo scorso mese di maggio in occasione di Xylexpo.

 

Tendenze

Ancora una volta Bulian affronta l’argomento del giorno partendo da una disamina delle tendenze di mercato nell’ambito delle superfici. Tendenze che non sempre possono essere definite innovazioni, ma che il più delle volte sono di fatto riscoperte di qualcosa già diffuso e usato in passato.

Oggi si parla di superfici di legno molto naturali, con verniciature di pochi micron, perché la tendenza del design è quella di privilegiare le cosiddette superfici “materiche”, quindi molto piacevoli anche al tatto”, spiega il vicedirettore di Catas. “Dal punto di vista tecnologico, però, tale tendenza ci pone di fronte a una serie di criticità da risolvere, a partire dal fatto che il ruolo della vernice – come abbiamo visto nel corso degli altri incontri – è anche quello di proteggere l’oggetto che ricopre. Vien da sé quindi che, se utilizzate in maniera limitata, difficilmente riescono a svolgere a dovere il proprio compito”.

Un’altra tendenza è quella di privilegiare superfici molto opache, ma, specifica Bulian, “anche l’opacità può portare dei problemi perché la si ottiene utilizzando degli additivi opacizzanti che rischiano di essere rimossi – rovinando così l’aspetto estetico del mobile o dell’oggetto in questione – magari anche solo attraverso semplici manovre di pulizia. Quindi, anche in questo caso, siamo di fronte a qualcosa di esteticamente gradevole che però richiede un successivo intervento tecnologico mirato a rendere più resistenti le superfici in questione, altrimenti rischia di non essere utilizzabile nella quotidianità”.

Poi ci sono i materiali cementizi, oggi particolarmente di moda, perché sono ideali per realizzare mobili in stile “minimal”. “Non va dimenticato però – fa notare il vicedirettore di Catas – che il cemento è un materiale molto poroso e un suo utilizzo in ambienti come la cucina lo espone facilmente all’insorgere di macchie. Anche in questo caso quindi è essenziale abbinare l’aspetto estetico con quello prestazionale, sottolineando l’importanza dei trattamenti superficiali”.

E ancora: trend di mercato di questi ultimi anni è anche quello dell’impiego di materiali trattati con processi molto innovativi, che depositano micro-strati di metalli anche molto preziosi (come per esempio il PVD). Anche in questo caso è importante considerare che l’utilizzo quotidiano di oggetti e mobili caratterizzati da queste superfici in ambienti come la cucina può portare ad alterazioni e che, per evitare che ciò accada, è necessario ricorrere a tutti gli adeguamenti del caso.

 

Il giusto compromesso

Esiste quindi da un lato un impulso verso le novità di mercato, le mode e pertanto verso l’utilizzo di nuovi materiali, spesso presi in prestito da altri settori”, spiega ancora Franco Bulian. “Dall’altro siamo di fronte a uno scenario, quello del mondo del mobile, che in questi ultimi anni soprattutto si è ben consolidato in tema di sicurezza e di prestazioni con il rispetto di determinate normative”. Ciò significa che questi nuovi materiali e queste nuove finiture di tendenza devono necessariamente fare i conti con impieghi e normative sempre più stringenti, e trovare il giusto compromesso, proprio al fine di garantire bellezza e, al tempo stesso, qualità.

Alle parole di Franco Bulian fanno eco quelle del Paolo Gronchi, professore associato del Dipartimento di chimica materiali e ingegneria chimica ‘Giulio Natta’ del Politecnico di Milano, che sottolinea l’importanza di distinguere tra superfici con proprietà prestazionali – come rivestimenti intelligenti multifunzionali (antimicrobici, antiappannanti, super-repellenti), rivestimenti conduttivi (grafene per esempio), materiali polimerici autoriparanti, composti ibridi polimerici nanostrutturati, rivestimenti intelligenti per il rilevamento precoce della corrosione e la prevenzione preventiva della corrosione – e superfici con proprietà decorative.

 

Un punto di incontro tra estetica e prestazioni ultima modifica: 2018-09-19T11:05:27+00:00 da Rossana