Il mercato del pannello in Cina

Dopo aver affrontato e analizzato nei precedenti articoli il mercato dei pannelli in Italia, in Europa, in Nord America, in Sud America e in Australasia, affrontiamo questa volta il mercato del pannello truciolare e Mdf in Cina, rimandando a un successivo numero il resto del continente asiatico.

La mia prima esperienza del mercato cinese risale al 1984, quando effettuai la prima visita in quel Paese e dove il mercato del pannello di particelle (Pb, Mdf, Hb) era alle sue prime esperienze, mentre il mercato del pannello compensato era già molto ben radicato. Il primo forte impulso al mercato lo diede il pannello Mdf, che per le sue caratteristiche di lavorabilità si avvicinava maggiormente alla sostituzione del legno massiccio per molte applicazioni nel campo della costruzione dei mobili. Per questo motivo, inizialmente, la maggior parte degli impianti erano relativi alla produzione di pannelli Mdf e solo nell’ultimo decennio hanno cominciato a spingere forte anche sul pannello truciolare; questo motivo è anche derivante dalla reperibilità di legno adatto al pannello Mdf.
L’economia della Repubblica Popolare Cinese è soprattutto una economia di mercato ed è il risultato di anni di trasformazioni a partire già dal 1992 con lo storico documento approvato dal XIV Congresso del Partito che introdusse ufficialmente il termine “economia di mercato socialista“.
La crescita economica del Paese è stata accompagnata da profondi cambiamenti istituzionali e riforme economiche, le quali hanno permesso una transizione da una economia pianificata sul modello sovietico a una economia più libera e per molti aspetti di mercato.
L’economia cinese sta tuttora vivendo un momento di transizione e cambiamento massiccio.

Il Pil del Paese è cresciuto con una media del 10 per cento negli ultimi 30 anni, trasformando la Cina da una arretrata economia agricola a una potenza economica mondiale. La Cina è inoltre l’esportatore più grande al mondo, insieme agli Stati Uniti, mentre è il secondo importatore più grande dopo quest’ultimo Paese. Possiamo constatare che il tasso di crescita del prodotto interno lordo è cresciuto parallelamente al numero di nuovi impianti per pannelli truciolari e Mdf nel Paese. Difatti se nel 1999 il Pil era del 7 per cento, già nel 2004 saliva al 9,1 per cento per arrivare al suo massimo nel 2007 con l’11,9 per cento per poi scendere al 10,3 per cento nel 2010 e stabilizzarsi negli ultimi tre anni intorno al 7 per cento. Interessante l’analisi della società di investment management di New York, Van Eck: mentre all’inizio dell’anno 2018, investitori ed esperti erano ancora ottimisti sulla crescita globale e nel secondo trimestre è subentrato ovunque un generale disincanto nei confronti dell’andamento economico futuro, nessun problema di sviluppo in Cina.
L’esperto presenta due motivi alla base del suo ragionamento: da un lato vi sarebbe una sopravvalutazione del vantaggio della crescita economica statunitense rispetto alle altre aree geografiche. “L’economia Usa è stabile, ma il resto del mondo non si trova esattamente in condizioni ottimali. Molti mercati hanno infatti difficoltà, soprattutto in Sud America e nel Medio Oriente”. D’altro canto, si darebbe troppa importanza alla flessione del mercato cinese. “Sicuramente le azioni cinesi sono scese complessivamente del 20 per cento, tuttavia la crescita nel “Paese di mezzo” non subirà un tracollonel lungo periodo. Il Governo cinese adotterà infatti delle misure per riavviare il mercato”. Analizziamo da un punto di vista statistico l’evoluzione della produzione di pannelli in Cina a partire dai primi dati a disposizione del 1991, quindi oltre 27 anni orsono. Necessario sottolineare che i dati ufficiali disponibili sono spesso contrastanti tra loro, per questo motivo mi sono affidato principalmente alle statistiche ricavate dalla rivista Wbpi che da oltre 38 anni si occupa del mondo del pannello a livello globale. I primi dati mondiali disponibili con una certa precisione risalgono al 1991, quando la produzione mondiale di Mdf assommava a 8,526 milioni di metri cubi e quella cinese a soli 340mila metri cubi. Interessante notare che la stragrande maggioranza degli impianti cinesi erano dotati di piccole presse multivano di costruzione locale e dotate di una piccola capacità unitaria. Questa caratteristica è rimasta molto radicata per moltissimi anni, tant’è che ad un certo punto si contavano oltre 450 installazioni sparse in tutta la Cina, ma tutte di modeste capacità produttive.

Come già precedentemente ricordato in quegli anni la produzione di pannelli truciolari era assolutamente risibile e di scarsa rilevanza statistica. Poi a distanza di soli sei anni nel 1997 la produzione mondiale di Mdf sale a 21,290 milioni metri cubi, quindi un aumento del 250 per cento a livello mondiale e la produzione cinese segue quasi parallelamente a 1,161 milioni di metri cubi quindi un aumento del 340 per cento.

Vediamo adesso l’andamento della produzione di pannelli truciolari e Mdf nel 2004. Interessante verificare che la produzione a livello mondiale di pannelli truciolari sia assolutamente importante e stabilizzata a 81,463 milioni di metri cubi, quella cinese è ferma a soli 2,791 milioni di metri cubi. Sempre nel 2004 parlando di Mdf la produzione mondiale è di 43,578 milioni di metri cubi e quella cinese è già salita a 9,554 milioni di metri cubi; quindi rispetto al dato del 1997 siamo saliti del 822 per cento. In questo periodo dal 1997 al 2004 sono installate in Cina oltre 30 linee con presse continue di provenienza europea e nello stesso periodo inizia anche la produzione di presse continue di produzione cinese; praticamente dei cloni di quelle europee.

Un altro salto di sette anni e siamo nel 2011, dove possiamo constatare che il volume di produzione del pannello Mdf si avvicina in maniera impressionante a quello dei pannelli truciolari. Difatti la produzione mondiale di truciolare è di 96,771 milioni di metri cubi cioè un aumento di solo il 18 per cento (quella cinese sale a 4,864 milioni di metri cubi); mentre il pannello Mdf nel 2011 sale a 83,820, praticamente un raddoppio della capacità mondiale in soli sette anni. In Cina la situazione è ancora più esplosiva e sale a 38,420 milioni di metri cubi appunto nel 2011, con un aumento rispetto al 2004 del 400 per cento.

Come già riportato nei numeri precedenti, ad oggi, 2018, la produzione mondiale di pannelli Mdf è per la prima volta superiore a quella dei pannelli truciolari; vediamo come il mercato cinese partecipa a questo primato. La produzione complessiva mondiale nel 2018 di pannelli truciolari sarà di 105,654 milioni di metri cubi, in Cina di 10,644 milioni di metri cubi, per cui il 10 per cento su base complessiva.

Alla fine del 2016 in Cina operavano oltre 320 unità produttive (factories) con 337 linee di produzione; interessante verificare che nei due anni successivi e cioè il 2017 e il 2018, sono entrate in produzione oltre 43 nuovi impianti, la maggior parte dei quali dotati di presse continue. Viceversa parlando di pannelli Mdf, la produzione mondiale nel 2018 sarà di 109,654 milioni di metri cubi, di cui 44,910 milioni di metri cubi prodotti in Cina, significa ben il 41 per cento. Ma questa enorme produzione di pannelli Mdf crea problemi di reperimento della materia prima legnosa, oltre a una domanda ormai molto diffusa.

Questi alcuni dei motivi che hanno spinto un produttore di Mdf, il gruppo Guangxi Fenglin a sostituire a Nanning, un impianto Mdf con uno di pannelli truciolare che utilizzerà come materia prima solo scarti legnosi e non tronchi. D’altra parte anche l’industria del mobile si è attrezzata sempre di più per l’utilizzo dei pannelli truciolari che hanno aumentato in maniera considerevole la quantità utilizzata a scapito dei pannelli Mdf, come d’altro canto avviene ad esempio in Europa e negli altri mercati. Il primato cinese di produzione di pannelli Mdf ha ovviamente causato una fortissima riduzione della produzione di pannelli compensato, infatti secondo la China National Forest Products Industry Association, in Cina hanno chiuso negli ultimi anni ben 5.435 fabbriche di pannelli di compensato. Le restanti saranno progressivamente rinnovate e modernizzate, non solo da un punto di vista tecnologico e produttivo, ma anche dal punto di vista delle emissioni e delle responsabilità sociali. Sempre parlando di pannelli compensato, la Cina ha già sperimentato i recenti dazi imposti dagli Stati Uniti, difatti su base annua la diminuzione delle esportazioni verso gli Usa è già diminuita di oltre il 5 per cento.

Vale la pena di sottolineare comunque che i pannelli compensato a livello mondiale rappresentano oltre 160 milioni di metri cubi/anno, cioè il 42 per cento sul totale dei pannelli di particelle a base legnosa che comprendono i pannelli truciolari, i pannelli Mdf e i pannelli Osb. Una ulteriore importante novità del mercato cinese è rappresentata dai primi impianti per la produzione di pannelli Osb. Attualmente esistono solo quattro linee di produzione, tutte equipaggiate con presse continue e prossimamente altre due linee entreranno in funzione, portando la capacità cinese a 1,430 milioni di metri cubi/anno. Ricordiamo che la capacità mondiale di Osb alla fine di questo anno 2018 sarà di 39,128 milioni di metri cubi, di cui oltre il 64 per cento suddivisa tra Usa e Canada.

CONCLUSIONI
La Cina rimane il mercato a più forte espansione complessiva nel mondo dei pannelli e i numeri lo confermano, con oltre il 25 per cento di quota di produzione e il più alto numero di nuovi progetti; in particolare la crescita è soprattutto concentrata nel pannello truciolare che può essere prodotto a partire da scarti legnosi e non come l’Mdf di soli tronchi.

di Riccardo Ferrari

Il mercato del pannello in Cina ultima modifica: 2018-10-01T13:10:16+00:00 da Rossana