Sicam numero dieci

Tutto pronto per la decima edizione di Sicam, il Salone internazionale dei componenti, semilavorati e accessori per l’industria del mobile, che aprirà i battenti presso il quartiere fieristico di Pordenone dal 16 al 19 ottobre prossimo.
Le premesse, secondo gli organizzatori, sembrano quelle giuste per confermare il trend di crescita della manifestazione. Con i suoi 583 espositori, di cui il 28 percento da 35 Paesi esteri, e le 7.765 aziende in visita, per il 31 per cento dall’estero, la nona edizione di Sicam dell’anno scorso è stato un momento di grande promozione del business internazionale per la componentistica e accessoristica.
Quest’anno sarà operativo dalle 8.30 del mattino il servizio shuttle riservato ai clienti del Salone che prevede un collegamento con aeroporto internazionale “Marco Polo” ogni mezz’ora.
Le registrazioni online sul sito www.exposicam.it saranno attive fino al 14 ottobre.

“… e anche quest’anno abbiamo fatto il “tutto esaurito” – ci racconta Carlo Giobbi e ne siamo molto contenti. Abbiamo sempre qualche decina di aziende in lista di attesa e qualche nome importante, arrivato nelle ultime settimane, che non potremo accontentare nonostante abbiamo deciso di realizzare un “padiglione provvisorio”, il padiglione numero 10, che sarà collegato al 9 da due passaggi”.

Un padiglione provvisorio? Non è nel suo stile, ci consenta…

… e infatti è qualcosa di diverso da quanto si è abituati a vedere. Non è la solita tensostruttura decisamente precaria e priva di ogni comfort, ma un vero e proprio padiglione prodotto in Germania da una azienda specializzata e installato a Pordenone da tecnici qualificati. Una vera e propria struttura architettonica con una altezza al perimetro di poco meno di sei metri e mezzo, con una facciata di vetro e pannelli che coprirà una superficie di 3.500 metri quadrati, permettendoci di arrivare a uno spazio complessivo di 16.495 metri quadrati, il massimo della capacità di cui possiamo disporre a Pordenone. Due campate da 25 metri, una lunga 50 e l’altra 75, dove ospiteremo nuovi espositori e uno dei nostri bar. Abbiamo scelto questa soluzione perché ci permette di dare continuità alla visita dei visitatori: quasi non si percepisce di essere in un padiglione “diverso”. Un investimento importante, indubbiamente, ma che ci permette di sostenere una volta ancora che per noi tutti i padiglioni hanno uguale importanza e dignità e che per ognuno facciamo il possibile perché espositori e visitatori possano incontrarsi nel massimo comfort. Ci piace essere una fiera comoda, dove non è indispensabile percorrere chilometri fra un padiglione e l’altro, dove non esistono stand-cattedrali che di fatto drenano tutta l’attenzione: siamo una fiera concreta, facile da visitare, della quale l’operatore visita ogni angolo, se lo ritiene opportuno.

E’ parte della nostra filosofia, come l’evitare stand di dimensioni esagerate o il fornire gratuitamente il catalogo e un servizio catering decoroso a tutti. Chi viene da noi con uno stand anche solo di 15 o 30 metri quadrati non deve sentirsi inferiore agli altri o sminuito, come succede spesso in altre manifestazioni blasonate. Dallo scorso anno abbiamo portato la dimensione massima dello stand a 120 metri quadrati: niente – lo ripeto – cattedrali! Insomma, abbiamo sempre lavorato in modo coerente e la linearità dei risultati ci premia: abbiamo sempre meno stand di piccoli dimensioni, il numero di visitatori ed espositori è sostanzialmente sempre lo stesso, una vera mosca bianca vista l’altalenante andamento di questi parametri negli ultimi dieci anni. Si è consolidata anche la percentuale di espositori stranieri, da tempo oramai intorno al 35 per cento, con diversi nomi di una certa importanza”, aggiunge Giobbi sorridendo soddisfatto.

E prosegue: “In ogni caso noi non siamo interessati ai numeri, non facciamo come le altre fiere che troppo spesso sparano cifre che non sono credibili. Non inseguiamo alcun record e poi gli operatori non solo percepiscono molto in fretta se una fiera è di successo o meno, ma sanno anche benissimo che nessuna fiera può vantare andamenti stratosferici, salvo che in determinati Paesi, perché assistiamo sempre più ad acquisizioni e a fusioni che non possono che portare a una diminuzione dei dati assoluti”.

Signor Giobbi, però non ci ha ancora detto quanto è contento di aver raggiunto questo traguardo dei dieci anni…
Cosa vuole che le dica? Ci fa piacere, ne siamo contenti, celebreremo questa ricorrenza con segni precisi in tutta la fiera ma niente di più. Ciò non significa che non lo riteniamo un anniversario importante: quando il caso è scoppiato, quando ci siamo ritrovati da un momento all’altro buttati letteralmente fuori da una fiera di grande successo che avevamo fortemente contribuito a creare ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato a costruire tutto da capo. Come volevamo noi.. C’è un vecchio detto: “chi non risica non rosica”; noi abbiamo rischiato, ci siamo messi in discussione, abbiamo anche temuto di aver fatto il passo più lungo della gamba, ma solo per un momento, forti delle nostre convinzioni e della nostra lunga esperienza fieristica. In tasca non avevamo alcuna certezza, ma solo qualche promessa, eppure abbiamo investito subito qualche milione di euro per acquistare le strutture necessarie per fare la fiera
che sognavamo. Abbiamo iniziato con tanta umiltà, cercando di proseguire un discorso che sapevamo essere apprezzato da espositori e visitatori in un angolo d’Italia, Pordenone, che pochissimi ritenevano adatto. Eppure siamo ancora qui, siamo ancora a Pordenone, crediamo ancora nella formula definita dieci anni fa e siamo passati dai circa 400 espositori del 2009, di cui gran parte dalla ferramenta, agli oltre 600 attuali, grazie ai quali Sicam offre uno spaccato completo ed esaustivo di tutto il mondo del pannello, delle forniture, dei componenti, dei semilavorati; dai 9.549 metri quadrati netti espositivi della prima edizione ai già ricordati 16mila e rotti di oggi e senza fare carte false, sconti o favoritismi; non ci siamo nemmeno lasciati sedurre dalle sirene di produttori di Paesi lontani disposti a tutto pur di esporre a Pordenone
”.

Signor Giobbi, per questa festa dei dieci anni qualche sasso nello stagno possiamo tirarlo? Perché, ad esempio, non ha mai accettato di entrare in qualche scuderia fieristica di rango o qualcuna delle prestigiose proposte di collaborazione che ha ricevuto?
Amiamo essere in buoni rapporti con tutti, ci piace pensare di aver fatto così bene il nostro lavoro da indurre qualcuno più grande di noi a pensare a una qualche forma di collaborazione, ma siamo contenti di dove e di come siamo e non crediamo nella possibilità di fare meglio il nostro lavoro se fossimo in compagnia di altri… facciamo quello che sappiamo fare e come vogliamo farlo e continuiamo a girare il mondo per promuovere Sicam in ogni contesto…”.

Però nemmeno una festa di piazza, fuochi artificiali, una banda… proprio niente per sottolineare questi primi dieci anni?
Se devo essere sincero con i miei figli Carolina e Michele avevamo pensato a una festa, a qualcosa di “particolare”, ma non ci siamo lasciati distrarre da quello che è il nostro vero obiettivo, ovvero dare il miglior servizio possibile a espositori e visitatori. Dunque nessuna cerimonia, niente fronzoli, magari qualche brindisi… per il resto continuiamo a essere quello che siamo, ovvero una rassegna molto concreta. Festeggeremo, lo ripeto, con un brindisi e con la sobrietà che ci contraddistingue. Come ho già detto all’inizio siamo molto contenti di questo anniversario e mi piace pensare che sia una tappa che vede la “prima generazione”, ovvero Carlo Giobbi, consolidare il passaggio ai figli, una transizione che peraltro è già in corso da diversi anni. Spazio alla seconda generazione, sapendo che la terza sta già arrivando: ecco cosa mi rende davvero felice, orgoglioso e pronto a festeggiare, a mio modo, questa ricorrenza. Pensiamo a fare contenti i nostri espositori e i nostri visitatori, piuttosto, raddoppiando i pullman che collegano il quartiere fieristico all’aeroporto di Venezia, ad esempio, o facendo in modo che al Marco Polo ci siano sempre tre persone pronte ad accogliere e a informare chi arriva e chi parte. Abbiamo fatto in modo che attorno alla fiera aumentasse il numero dei parcheggi disponibili, quest’anno apriremo un punto di ristoro in più nel nuovo padiglione 10: che altro vuole? Quali candeline sulla torta possono essere più gradite di queste?”.

Sicam numero dieci ultima modifica: 2018-10-16T15:57:04+00:00 da Rossana