Pioppo: una risorsa per la crescita del made in Italy

Il pioppo rappresenta una filiera di nicchia che meglio di altre rappresenta il made in Italy. Nonostante ciò, negli ultimi anni la superficie coltivata è costantemente diminuita portando a un significativo aumento delle importazioni di materia prima di provenienza estera a discapito di un materiale, quello nostrano, dalle caratteristiche fisiche ed estetiche uniche apprezzate dai designer di tutto il mondo. Questo il tema centrale del convegno “Pioppo: il valore di una filiera sostenibile” che ha avuto luogo il 3 dicembre a Milano e che ha visto confrontarsi imprese e istituzioni per trovare una soluzione che consenta all’industria del pioppo italiano di rafforzarne il ruolo da protagonista sui mercati.

Partendo da una fotografia della situazione attuale confermata dal primo inventario della pioppicoltura in Italia − “Attualmente si contano 46mila ettari coltivati che garantiscono una produzione di un milione di metri cubi di materia prima su una domanda annua di oltre due milioni”, ha spiegato Piermaria Corona di Crea − e dalle “difficoltà di mettere in atto politiche coordinate tra le regioni a maggiore vocazione pioppicola”, come sottolineato da Rinaldo Comino della Direzione Foreste della regione Friuli Venezia Giulia e da Luca Cesaro di Crea, è stato ricordato il valore economico e culturale della filiera del pannello di pioppo che, con una produzione industriale pari a oltre 2 miliardi di euro (6,5 miliardi considerando l’intero sistema pannelli e semilavorati) e 41mila addetti, contribuisce in maniera fondamentale alla crescita del made in Italy.

Aspetto sottolineato da Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison, secondo cui “L’industria italiana legata al pannello di pioppo ha tutte le caratteristiche per mantenere un ruolo di primo piano nell’industria del design, ma la mancanza di un’efficace politica industriale di filiera e di un’adeguata produzione nazionale di materia prima rischiano di far perdere competitività all’intera filiera, mettendo a rischio un’economia di scala fortemente radicata sul territorio e con una forte vocazione all’export”.

Criticità che preoccupa le imprese e che ha spinto il presidente di Assopannelli, Nicoletta Azzi, a lanciare due proposte che consentirebbero nel breve-medio periodo di aumentare la superficie coltivata a pioppo: “La nostra è un’industria florida che deve assolutamente essere sostenuta dalle istituzioni affinché non si perda un patrimonio unico al mondo, per questo chiediamo la creazione di consorzi che vedano impegnati pubblico e privato nella coltivazione delle aree golenali del bacino del Po attualmente incolte. Sarebbe un primo importante passo per incrementare la produzione di pioppo italiano con il vantaggio di rendere più sicure aree a rischio esondazioni. Chiediamo inoltre di estendere al pioppo la ‘capacità di stoccaggio di CO2’ creando un marchio ecologico che rafforzerebbe ulteriormente le caratteristiche intrinseche di un materiale privilegiato per la realizzazione di arredi, imbarcazioni e altri manufatti di altissima qualità”.

IL FABBISOGNO INDUSTRIALE DI PIOPPO
Il legno di pioppo trova il suo principale utilizzo industriale nella produzione dei pannelli (in modo particolare, dei pannelli compensati), nell’industria degli imballaggi di legno e della carta. Le disponibilità attuali di materia prima italiana non sono però in gradi di soddisfare il fabbisogno dell’industria di trasformazione nazionale che è costretta a importarne notevoli quantitativi dall’est Europa e dalla Francia. In particolare, il fabbisogno industriale stimato è pari a circa 2 milioni di metri cubi annui. Per raggiungere il livello minimo di autosufficienza industriale sarebbe necessario raggiungere una superficie coltivata pari a 115mila ettari, più del doppio della superficie attuale. Utile citare i dati consuntivi 2016 relativi al settore pannelli che hanno fatto registrare una crescita del 3 per cento pari a oltre 2 miliardi di euro. Tale crescita è sostenuta sia dalle esportazioni sia dall’aumento della domanda interna del settore arredamento, trend confermato anche dai preconsuntivi 2017 che rilevano un’ulteriore crescita del 4 per cento. 

Pioppo: una risorsa per la crescita del made in Italy ultima modifica: 2018-12-04T15:38:32+00:00 da Rossana