Dialoghi tra chimica e legno

Morbido al tatto, seducente alla vista: il trattamento superficiale restituisce emozioni percettive governate da un rigoroso rapporto tra la chimica e i materiali. Le vernici hanno “l’ultima parola” nella definizione degli oggetti, degli elementi d’arredo e dei rivestimenti. Le frontiere dell’innovazione e le tendenze più recenti al seminario Trend in Wood Coatings organizzato dal Catas e dal Politecnico di Milano che si è tenuto a Milano lo scorso mese di dicembre. Il tema del coating è a metà tra chimica e materiali. La lettura del coating, trasversale ai substrati, alle tecnologie e alle materie prime, è guidata dal grande tema della sostenibilità che si interseca con quello dell’innovazione in una tensione costante a definire elementi di arredo in linea con i volubili trend del design.

Questo il nucleo centrale del seminario Trend in Wood Coatings organizzato da Catas e Politecnico di Milano e patrocinato da Acimall, che si è tenuto il 13 dicembre scorso, per fare il punto sullo stato della verniciatura del legno e del mobile in Italia.

Il fattore sostenibilità che si declina nell’applicazione degli indicatori classici – rinnovabili, riuso, energia, sicurezza, durabilità e riciclo – comprendendo i substrati, i nuovi materiali, le tecnologie e le superfici. La normativa governa l’evoluzione tecnologica fortemente accelerata e guida, anch’essa, nella direzione della necessaria sostenibilità ambientale. In primo piano anche il tema dei costi: le vernici sono in competizione con altri sistemi di finitura altrettanto evoluti e che la richiesta di un mercato “capriccioso” esige finiture sempre più complesse con effetti naturali o “zero gloss”.
Tuttavia, nella realtà dei fatti  le vernici a solvente e le poliuretaniche fanno ancora la parte del leone. Come se negli ultimi dieci anni, il design mix delle vernici si fosse evoluto solo nei laboratori senza passare alla produzione industriale diffusa.
In numeri, il volume globale di vernici prodotte in Italia è di oltre quaranta miliardi di litri, il settore delle vernici per legno si attesta sui 2,6 miliardi di litri per un corrispondente valore in euro di dieci miliardi circa con una prospettiva di crescita per il prossimo triennio fino a 12,6 miliardi. Il mercato, come abbiamo visto, richiede vernici a ridotte emissioni in atmosfera, a ridotte emissioni indoor, sostenibili e, per competere alla progressiva riduzione della quota legno rispetto all’impiego di altri materiali (pvc), il comparto ha messo a punto studi sulla materia prima (legno modificato), sul miglioramento delle prestazioni delle vernici, in adeguamento alla normativa (EN 927, UNI 11717), puntando su adeguate strategie di marketing. Per il mercato dei prodotti vernicianti per interni  si predilige l’impiego di cicli veloci e a basso costo, la sostituzione delle vernici con altri materiali di rivestimento e gli effetti ”naturali” e speciali (low gloss).

Questi i temi messi in campo da Paolo Gronchi (Politecnico di Milano) e Franco Bulian (Catas) che hanno moderato la giornata di lavori. Il seminario si è articolato in tre distinte sessioni, la prima relativa al design,alle tendenze della moda, alle richieste del marcato; la seconda sulle materie prima nei termini di normative, sicurezza e sostenibilità e la terza sugli impianti e sulle tecnologie per la finiture superficiali.

DESIGN
Nella prima sessione è emerso, dagli interventi di Gianluigi Landoni, ADI (associazione designer industriali) e Francesca Valan (designer), Polidesign come le linee guida suggerite dal dibattito culturale sul tema del design dell’oggetto e dell’arredo influenzino profondamente le tipologie e le tendenze dei trattamenti superficiali. Finitura e colore rappresentano l’ultima fase del processo, interpretando tecnicamente le competenze di protezione e di estetica. Ma, in passato, raccontavano, per il designer, una fase secondaria del progetto. Negli ultimi anni la percezione è cambiata; oggi, contribuisce a esaltare le capacità espressive dell’oggetto e dell’ambiente. La finitura ha acquisito capacità percettive tattili, oltre a quelle visive, e la matericità della finitura include le pertinenze ecologiche e responsive (di reattività e adeguamento all’ambiente). La superficie è essa stessa trattamento e, in un’ottica di sperimentazione, il materiale diventa elemento “non di struttura”, ma di supporto alla superficie nel suo ruolo sensoriale e interattivo. Ecco allora che si parla di “design della superficie” e di soluzioni customizzate, due definizione che influiscono sulla direzione che deve essere presa dalle industrie di produzione di coating, così come dalla ricerca e sviluppo correlati. Materiali e colori non si improvvisano, ma seguono dei percorsi che si intrecciano con il sociale, con il gusto individuale e collettivo. L’attuale cambiamento radicale dello stile di vita, la temporaneità residenziale come elemento ricorrente ha indotto uno sdoppiamento dell’ambiente che si declina in permanente e itinerante: entrambi rientrano in una logica diversa dell’abitare e del lavorare. In particolare in un momento di grande instabilità complessiva, il legno ritorna a essere un’icona di sicurezza, un riferimento di stabilità nella libreria dei materiali. Si tratta di “legno” che non vive da solo, ma in uno schema polimaterico contaminato con altri materiali. I trend attuali che caratterizzano gli anni Venti del nuovo secolo vedono la convivenza e la diffusione del naturale, del classico, di nuovi cromatismi e del new tech. La finitura diventa essa stessa un nuovo materiale. Le tendenze nell’interior-design, per quello che riguarda i colori e le finiture nel mercato del mobile sono stati raccontati da Barbara Bartolomei, Sherwin-Williams. I temi chiave del 2019 saranno l’eco-sostenibilità, la rivalutazione della sensorialità, il ritorno al classico e all’artigianalità e le vernici hi-tech.

Per quanto riguarda l’ecosostenibilità di sta diffondendo l’uso di materie prime da fonti bio-rinnovabili alternative al fossile, la riduzione emissioni di solventi organici (Cov): prodotti alto secco, 100 per cento secco; la diminuzione della tossicità delle vernici attraverso l’eliminazione dei solventi aromatici, l’uso di prodotti esenti isocianati/formaldeide/monomeri e la tecnologia NISO (Prodotti PU esenti da isocianati Not Iso Pu). Risparmio energetico (prodotti IR riflettenti), coloranti conformi Ios Mat0066 e EN71-3 e il rispetto delle normative specifiche completa il quadro di adeguamento agli input eco sostenibili. Soft touch effect, natural effect e l’uso di resine sintetiche ultra trasparenti; l’uso di legno, cuoio, marmo, pietra e le lavorazioni artigianali e l’uso di vernici high tech (self healing (auto riparanti, coffe proof 1K come 2K; fire retardant, Tecnologia Niso) prefigurano il prossimo futuro.

Domenico Bruno, Fca (Fiat Crysler Auto) ha raccontato come il legno sia protagonista anche all’interno dell’automotive di alta gamma.. Gli abitacoli delle auto sono tuttavia degli ambienti molto particolari con climi che possono variare molto rapidamente e con condizioni di temperatura e umidità molto severe per questo materiale. L’approccio deve essere di tipo integrato coinvolgendo tutti i materiali coinvolti senza delegare alle sole vernici la responsabilità di proteggere le superfici da possibili danneggiamenti. Un “insegnamento” interessante trasferibile ai prodotti destinati ad ambienti meno severi.

MATERIE PRIME
La seconda sessione dedicata ai materiali è stata introdotta da Matteo Aglio, direttore di Federchimica/Avisa: quello della chimica è un settore soggetto a fortissima normazione nazionale e locale, con requisiti fortemente restrittivi. Diventa necessario individuare persone preposte (regulatory) alla comprensione degli adeguamenti legislativi e ai passaggi di conformità necessari. Quello della chimica è uno dei settori a maggiore standard di sicurezza e salute, con un altissimo tasso di innovazione e con altrettanto alto valore di made in Italy per la ricerca. Per le aziende del settore vernici è importante non subire il cambiamento, ma governare il processo evolutivo. L’importante valore di export (520 milioni di euro circa il 63 per cento sui complessivi 820 milioni) sottolinea l’importanza dell’aggiornamento sui temi di normazione europei e di armonizzazione.

Davide Niego, Dsm e Lorenzo Paniccia, Ica hanno introdotto il discorso della sostenibilità ambientale. La bio-revolution, così definita, prevede l’impiego sempre più massiccio di materie prime che non derivino più da fonti fossili, ma che provengano da biomasse. Questo mutamento è reso necessario dalla necessità di ridurre la produzione di gas serra che stanno rapidamente portando a cambiamenti climatici che già stanno mettendo a grave rischio il pianeta. Le due relazioni hanno reso evidenti le problematiche alla base di questa rivoluzione e che riguardano, da un lato la ricerca di biomasse “sostenibili” che non entrino in competizione con la filiera alimentare e, dall’altro, la formulazione di prodotti in linea con le aspettative del mercato. Resine e prodotti vernicianti bio-based sono la chiave di sviluppo per un futuro che vede le industrie in primo piano per la salvaguardia ambientale.

Federico Galvan, Adler W.L. ha trattato il tema delle vernici all’acqua autoriparanti. Si tratta di prodotti che contengono al loro interno delle speciali microsfere colme di resina liquida le quali, al momento di una rottura della vernice provocata da eventi accidentali si aprono andando a riparare e proteggere la zona colpita. È questa un’innovazione, ad altissimo valore aggiunto per il materiale legno, che gli attribuisce una notevole competenza high tech e aumenta la competitività sul mercato.

Berta Vega Sanchez, Covestro ha illustrato i progressi nella formulazione di vernici a base acquosa trattando, in particolare, la formulazione di una nuova generazione di induritori a base di isocianato per prodotti bicomponenti che determinano un indurimento più rapido garantendo, contemporaneamente, delle prestazioni superiori del film essiccato.

IMPIANTI
Infine la terza sessione nella quale si è dibattuto di tecnologie e impianti preposti alla verniciatura è stata introdotta da Dario Corbetta dell’Acimall che ha ripreso il tema dell’export ricordando quanto sia importante per il settore delle macchine per la lavorazione del legno e sottolineandone il valore anche in relazione al Pil nazionale (0,2 per cento rappresentato da poche aziende, 150) e al bilancio commerciale (3 per cento). Corbetta ha infine sottolineato come la variazione del super ammortamento che si riserva solo alle pccole impresi, rappresenti un danno importante per tutto il settore.
Stefano Tibé della Giardina Group ha presentato la tecnologia degli eccimeri, che prevede l’utilizzo di una lampada particolare che emette radiazioni ultraviolette al di sotto dei 200 nm ed essiccando la vernice in atmosfera completamente inerte per la presenza di azoto. I risultati in termini estetici (bassissimo gloss) e di durezza sono notevoli aprendo quindi dei nuovi orizzonti alla verniciatura industriale. Gloria Valtorta e Roberto Finetti della Scm hanno trattato il tema della fotopolimerizzazione delle vernici indotta da lampade Led. La sostituzione delle lampade Uv tradizionali con quelle a led porta indubbiamente a diversi benefici soprattutto in termini di risparmi energetici considerando che la gran parte dell’energia prodotta dalle prime è dissipata come calore. Come capita per tutte le innovazioni, anche questa nuova sfida non è tuttavia esente da difficoltà che riguardano, in particolare, le diverse lunghezze d’onda a cui emettono le nuove lampade. La messa a punto delle formulazioni con l’impiego di fotoiniziatori specifici è dunque basilare per sfruttare appieno gli indubbi vantaggi di questa tecnologia.

Silver Santandrea della Cefla ha chiuso questa sessione illustrando le potenzialità di un innovativo impianto per la stampa digitale e finitura 3D. Si tratta della combinazione di più sistemi che in modo integrato riescono a copiare e riprodurre gli effetti estetici (venatura, colore) nonché tridimensionali del legno partendo da superfici neutre. Si tratta in sostanza di un impianto a più stadi: scansione immagine da riprodurre, stampa digitale, applicazione vernici fotoreticolabili, applicazione di inchiostri speciali per la creazione dell’effetto tridimensionale ed essiccazione finale. Un nuovo modo di verniciare “a poro aperto” riproducendo completamente quest’effetto.

Il seminario si è chiuso con una tavola rotonda intitolata “Conversazione sull’infinito universo futuro delle superfici di legno” moderata da Patricia Malavolti, Verniciatura del legno e Luca Rossetti, Xylon. Gli interventi di Maurizio Carrer, Taka, Alessio Ferluga, Material Scan/Università di Trieste, Davide Zanardo, Home Cucine, Irene Dardani, HDG, e Gianni Giardina (Anver) hanno spaziato tra i trattamenti di modifica superficiale del legno (acetilazione), la verniciatura a polveri, le difficoltà di proporre al mercato finiture a basso impatto ambientale fino ad arrivare alla provocazione di sostituire le vernici con altri materiali di nobilitazione.

 

 

 
   
   
   
   

 

Dialoghi tra chimica e legno ultima modifica: 2019-03-01T13:36:08+00:00 da Rossana