World Furniture Outlook, la diciasettesima edizione

Nella cornice del Salone del Mobile svoltosi come di consueto a Milano a metà di aprile, è stata organizzata la diciassettesima edizione del World Furniture Outlook, incontro organizzato da Csil in cui esperti internazionali del mondo del mobile hanno ragguagliato la platea sulle ultime evoluzioni di un comparto sempre più strategico per l’economia mondiale.

Gli esperti Csil hanno illustrato le previsioni mondiali del settore e i principali fattori che determinano l’andamento di produzione, consumo e commercio internazionale del mobile. I dati sono stati arricchiti da interventi di relatori internazionali, rappresentanti istituzionali che hanno offerto un quadro delle strategie di internazionalizzazione messe in atto nei loro Paesi sul mercato globale.

Come al solito è stata ottima l’affluenza del pubblico, attorno alle 100 persone per un appuntamento che fornisce informazioni aggiornate e utili per valutare i movimenti del settore nel breve periodo. In queste pagine vogliamo fornirvi parte dei concetti con sono stati espressi con maggiore esaustività durante l’evento. E’ comunque doveroso esprimere una premessa, ormai è ripetibile ogni volta che si parla di una conferenza o di un convegno a sfondo economico.

I nuovi asset aziendali strategici sono rappresentati dai dati, dalla capacità di sintetizzare al meglio le informazioni a propria disposizione per orientare al meglio le politiche aziendali. Siamo entrati in una fase economica delicata dopo tre anni di crescita discretamente consistente. Il naturale e ovvio “controrimbalzo” impone scelte più oculate per le imprese che di conseguenza hanno bisogno di informazioni estremamente precise. Non solo le multinazionali e le grandi imprese ma anche le PMI stanno mostrando un grande interesse sul tema. Il dato come fattore critico di successo quindi, le statistiche come linee guida per le scelte di mercato, le previsioni di mercato come argomento su cui discutere per stabilire le policy aziendali.

In questo quadro seminari come il World Furniture Outlook trovano una precisa collocazione e un grande interesse da parte della platea. L’evento, come anticipato, è entrato subito nel vivo del tema con gli esperti Csil che presentano alcuni dati sul comparto dei mobili. Il compito è stato affidato a Alessandra Tracogna e Giulia Taveggia.

Nel 2018 la produzione di mobili mondiale, sostenuta sia dalle vendite sul mercato interno che sui mercati esteri, ha l’anno con un aumento pari all’1,1 per cento in termini reali. Il mobile è un comparto che evidenzia una buona propensione all’internazionalizzazione come dimostra il 58 per cento di percentuale di fatturato all’estero nel 2018. Una percentuale importante, cresciuta negli ultimi anni (era il 52 per cento nel 2012).

Parlando invece di commercio internazionale il valore odierno stimato è di 151 miliardi dollari, più del triplo dei 48 miliardi che furono registrati nel lontano 1999. Vent’anni che hanno evidenziato una fortissima crescita del settore dal punto di vista dell’internazionalizzazione, seppur al lordo dell’effetto inflazionistico. Analizzando solo il commercio intra-Nord America si stima che oggi il valore sia pari a 9 miliardi di dollari, anche in questo caso molto più alto rispetto a vent’anni fa quando si scambiarono mobili per 6 miliardi di dollari. Proseguendo la serie di dati, il consumo mondiale di mobili è passato da 214 miliardi dollari nel 1999 a 457 miliardi nel 2018, anche in questo caso un balzo che ci dimostra una crescita imponente del comparto.

Un ulteriore analisi che annualmente viene redatta da Csil è quella relativa ai primi 200 produttori di mobili a livello mondiale, un documento interessante che permette ai lettori di capire le dinamiche delle multinazionali del mobile.

Ben 85 aziende del campione sono ubicate in Unione Europea mentre 38 lavorano negli Stati Uniti. Molto importante il dato della Cina che conta 33 imprese mentre il Giappone si difende con 12 rappresentanti. Corea del Sud (7), Canada (4) e Brasile (4) sono gli altri Paesi caratterizzati da presenze multiple di aziende appartenenti alle “top 200”.

L’altro grande tema affrontato dai relatori di Csil è stato quello della distribuzione ed in particolare del peso che l’e-commerce sta guadagnando rispetto all’acquisto “on site”. Lo sviluppo è incrementale specialmente in Nord America e in Nord Europa. Nelle aree latine e nell’Est Europa la tendenza, seppur in aumento, mostra tassi di crescita meno consistenti.

L’evento è proseguito con la carrellata degli ospiti internazionali e con i loro interventi perfettamente cadenzati in una quindicina di minuti ciascuno. Ad aprire le danze è stata Linda Tu, rappresentante della China National Furniture Association. L’ospite asiatica ha esposto in modo razionale alcuni dati molto chiari del mercato cinese. Innanzitutto ha ribadito che la Cina conta su un Pil annuale che cresce del 6,6%.

Questa tendenza viene sostanzialmente confermata anche dal settore “furniture” per cui la crescita annuale del fatturato è del 4,3 per cento. Tra i mobili comunque è necessario effettuare una differenziazione tra gli andamenti dei vari materiali. Più specificatamente negli ultimi tre anni la plastica ha evidenziato un forte aumento (quasi 25 per cento) mentre bamboo, e rattan hanno mostrato un incremento più moderato attorno al 10 per cento. Legno e metallo sono in controtendenza con una diminuzione di circa 5 punti percentuale rispetto al 2017. Per il 2019 l’analista cinese prevede una forte crescita sull’imbottito di oltre 40 punti percentuali e bamboo e rattan (più 19 per cento). Purtroppo il legno rimane attualmente il materiale meno attrattivo con una sostanziale stabilità. L’ultima statistica è stata inerente al commercio al dettaglio di mobili che vale circa 30 miliardi di euro ed è aumentato del 10 per cento nel 2018.

L’analisi internazionale è proseguita con il Vietnam che attualmente rappresenta il prospetto più interessante, almeno per quanto riguarda l’area asiatica. Buoni numeri e grande curiosità attorno al contesto vietnamita che mostra trend in crescita per tutta la filiera del legno. Il relatore, Nguyen Chanh Phuong della Vietnam Handicraft and Wood Industry Association, ha snocciolato statistiche molto rilevanti. Ben 4.500 aziende e 500mila dipendenti lavorano il legno e producono un export di 8,9 miliardi di dollari rivolto a 120 Paesi nel mondo. A completare il quadro il Vietnam è il primo esportatore di prodotti in legno verso gli Stati Uniti. Insomma le potenzialità sembrano esserci e il mercato ci dirà la verità nei prossimi anni.

Il quadro internazionale si è spostato in Europa con Nazzareno Mengoni che ha parlato per Efic – European Furniture Industries Confederation evidenziando la strategicità che rappresenta ancora il Vecchio Continente per il settore del mobile. Oltre un milione di lavoratori, 120mila imprese (di cui la maggior parte PMI), una produzione che supera i novanta miliardi di euro e un peso pari all’1 per cento del Pil sono i numeri illustrati dal giovane imprenditore.

L’Europa è uno dei polmoni della filiera del legno e non dobbiamo dimenticarci che parlare di tassi di crescita a due cifre di contesti emergenti non significa automaticamente che il valore assoluto sia significativo. I contesti europei, seppur caratterizzate da tassi di crescita bassi, sono caratterizzati da importi elevati in tutte le variabili che caratterizzano la filiera. Questo concetto è stato ben espresso da Clive Pinnington rappresentante di Epf – European Panel Federation. L’Associazione rappresenta oltre 25 paesi europei e 100mila lavoratori per un fatturato misurabile in 22 miliardi di euro con 5mila aziende coinvolte.

L’esperto ha mostrato alla platea alcuni valori relativi alla produzione delle differenti tipologie di pannello. Più specificatamente le due tipologie più diffuse sono i pannelli truciolari e l’Mdf, rispettivamente con 31,2 e 12,3 milioni di metri cubi. L’intervento è proseguito con un processo di sensibilizzazione verso il tema dell’economia circolare e del riutilizzo a cascate dei materiali. L’ambizione dell’EPF sarebbe quella di creare un circolo virtuoso di riutilizzo dei materiali entro il 2050.

Artem Vasiliev di Mebelny Biznes ha proseguito i lavori illustrando alla platea alcuni numeri relativi al mercato russo: la produzione di mobili ha raggiunto nel 2018 il valore di 160 milioni di rubli, pari a 2,2 miliardi di euro e in aumento del 5,5 per cento rispetto al 2017. Una produzione modesta che ha registrato trend in crescita dal 2011 ad oggi. A livello di importazione di mobili, il primo Paese fornitore è la Cina con il 23 per cento di share, seguita dalla vicina Bielorussia (13 per cento). L’Italia ricopre la terza posizione con il 9 percento; proprio il nostro Paese che storicamente è un grande fornitore di mobili del colosso est-europeo non riesce a realizzare i valori pre-crisi. Basti pensare che nel 2012 l’Italia vendeva mobili in Russia per oltre 500 milioni di dollari mentre nel 2018 sono stati appena 186.

La sequenza degli ospiti prosegue con Piotr Beer e Sylwia Olensa rappresentanti della Camera di Commercio polacca dei produttori di mobili. La Polonia è il sesto Paese produttore di mobili nel mondo ed è il terzo esportatore. L’industria può contare 161.000 dipendenti e più di 27mila imprese registrate. Il comparto registra un aumento di produzione annuale del 6 per cento e la propensione all’internazionalizzazione delle imprese polacche è pari al 43 per cento. Grandi numeri quindi, che descrivono un settore imponente dal punto di vista numerico; bisogna comunque precisare che oltre 26mila aziende sono registrate come micro-aziende.

Un ulteriore dato interessante espresso dai relatori è la forte dipendenza del mercato polacco dai vicini tedeschi; infatti il 36 per cento dei principali clienti proviene dalla Germania. L’Italia, in questa graduatoria, non è presente neanche tra i primi dieci.

Conclude la sequenza degli esperti internazionali Candida Cervieri rappresentante dell’Associazione brasiliana dei produttori di mobili; 19mila imprese, 256mila impiegati e un valore di produzione pari a 18 miliardi sono i numeri di un comparto da sempre strategico in Brasile. La bilancia commerciale è decisamente positiva come dimostrano gli oltre 600 milioni di dollari di esportazione e i “soli” 200 di importazione.

E’ stato un convegno decisamente esauriente, ricco di contenuti che ha permesso alla platea di inquadrare al meglio la dimensione e il posizionamento di alcuni mercati. L’evento è inoltre stato sponsorizzato da Xylexpo, la fiera biennale dedicata alle tecnologie per la lavorazione e alle forniture per il mobile che si svolgerà a Milano dal 26 al 29 maggio 2020.

World Furniture Outlook, la diciasettesima edizione ultima modifica: 2019-05-20T12:29:21+00:00 da Rossana