L’industria italiana delle fiere reagisce alla crisi

L’industria italiana delle fiere ha reagito alla crisi economica meglio rispetto a quanto fatto dall’industria del paese. Questo in poche parole è emerso dal rapporto redatto da Cfi-Agenzia di Confindustria per le fiere e recentemente presentato Milano.
All’incontro sono intervenuti organizzatori di manifestazioni espositive in rappresentanza dei principali quartieri fieristici e settori che costituiscono il tessuto industriale del paese: dalla moda all’arredamento, dall’agroalimentare alla meccanica, dal bene strumentale al ciclo e motociclo, alla nautica.
Secondo i dati elaborati da Ufi, Unione delle fiere internazionali, nel 2008, sono stati venduti 109 milioni di metri quadrati di superficie allestita, per circa 31.400 eventi organizzati. Con il 43,6 per cento del totale, l’Europa è risultata l’area a maggior concentrazione di eventi espositivi, ben 13.700. Segue il Nord America, che ha ospitato 12.500 manifestazioni, pari al 39,8 per cento del totale.
Ai vertici delle graduatorie mondiali di settore, l’industria italiana delle fiere – ha affermato Gian Domenico Auricchio, presidente Cfi – è in grado di assicurare alle imprese, italiane e straniere, il palcoscenico adeguato per presentare la propria produzione, garantendo ai visitatori ampia e eccellente offerta”.
Con 6,5 milioni di metri quadrati di superficie espositiva allestita, nel 2008, l’Italia è risultata al quarto posto nella classifica mondiale dopo Stati Uniti (25 milioni di metri quadrati), Cina (12,3 milioni) e Germania (9,3 milioni).
 

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