Mobile, stagnazione continua

Per la ripresa del settore del mobile in Italia si dovrà aspettare almeno il 2013. E il discorso, salvo la corsa dei Paesi emergenti principalmente in Asia e Sud America, vale in linea generale a scala mondiale per tutta l’economia occidentale ancora colpita dalla crisi. Lo afferma dati alla mano il Csil (Centre for Industrial Studies), che ha presentato a Milano il “Rapporto di previsione sul settore dell’arredamento in Italia nel 2012/2013” e il “World Furniture Outlook 2012” dedicato al commercio mondiale di mobili.
Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati preconsuntivi 2011 e le previsioni 2012-2013 elaborati da Csil, l’anno in corso ha segnato un nuovo crollo del mercato italiano del mobile, con una produzione a -4,7 per cento e un consumo interno che perde il 7,5 per cento in termini reali e non crescerà neppure nel prossimo biennio, a causa di possibili misure di consolidamento che comprimeranno ulteriormente i redditi. Nel 2012 la diminuzione stimata nel mercato interno di mobili è del 3,6 per cento a prezzi costanti, e porterà anche a una contrazione delle importazioni. Va meglio sul fronte delle esportazioni, che nel 2011 sono stimate con un incremento del 2,3 per cento in termini reali con prospettive di ulteriore crescita nel 2012.
Il commercio mondiale di mobili crescerà nel 2012 in modo modesto dopo la forte contrazione registrata nel 2009 e la ripresa fortemente differenziata fra le diverse aree che ha segnato il 2010 e il 2011. Con un valore globale a prezzi di produzione (escluso il markup per la distribuzione) di circa 370 miliardi di dollari statunitensi, i mercati migliori per consumo di mobili nel 2012 saranno Asia e Pacifico (incremento di circa 6,5%), seguiti da Sud America (poco meno del 4%), Medio Oriente e Africa (circa 3,6%), Europa centro-orientale e Russia (circa 2,8%) e Nord America (2%). Male l’Europa occidentale, che perde lo 0,5 per cento circa.

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