Si è tenuta a Bogotà la dodicesima edizione di M&M, manifestazione settoriale di riferimento per il mercato colombiano; la rassegna si è svolta presso il quartiere fieristico cittadino, denominato Corferias, coprendo la quasi totalità di uno dei padiglioni di ultima realizzazione del complesso; 14mila i metri quadri dichiarati occupati.
M&M ha visto una nutrita partecipazione da parte dei principali dealer locali dediti alla importazione ed alla vendita di macchinari, utensili ed accessori; altrettanto interessante e ben strutturata la sezione dedicata ai produttori locali ed agli importatori di semilavorati per l’industria del mobile. Il numero totale di aziende partecipanti era pari a 197.
Nei quattro giorni di manifestazione, l’affluenza è stata circa di 15mila visitatori professionali; risultato senz’altro positivo, tenuto conto delle dimensioni relativamente ridotte del mercato.
La provenienza dei visitatori è stata in prevalenza locale ma un buon numero di operatori sono arrivati anche dagli altri paesi sudamericani limitrofi, in particolar modo da Perù, Cile ed Ecuador. La collettiva italiana organizzata in collaborazione con Ita (ex Ice) aveva un’area di 60 metri quadrati e hanno partecipato all’iniziativa le seguenti aziende: Storti, Mion & Mosole, BigonDry e Dorigo Utensili.
Analizzando gli aspetti qualitativi della rassegna, si evidenzia innanzitutto l’ottimo livello tecnologico delle macchine presenti in fiera, segno tangibile di un mercato in forte evoluzione e pronto per soddisfare le esigenze più svariate dei potenziali clienti, dalla piccola falegnameria alla grande azienda; stessa valutazione viene fatta anche per i semilavorati e gli accessori per l’industria del mobile. Sono risultati positivi i giudizi sia degli operatori italiani che degli importatori locali intervistati durante la manifestazione; la Colombia è un mercato assolutamente in crescita, forse al di sopra delle aspettative.
Il trend positivo è favorito dalla stabilità governativa, da divergenze sociali meno marcate che hanno aumentato il potere di acquisto, da burocrazie meno invasive che in altri Paesi sudamericani e, fattore di assoluta rilevanza, da dazi all’importazione ragionevolmente contenuti. Riguardo all’export italiano di macchine per il legno si evidenzia un trend di vendite più che positivo, compatibilmente con le dimensioni del mercato di sbocco; i dati considerati coprono tutto il 2013 e fanno registrare un valore assoluto di 5,3 milioni di euro contro i 4,3 del 2012, con un incremento percentuale di 24,3 punti. La Colombia, attualmente, è il quarto mercato più appetibile in Sud America per le nostre macchine, dopo Brasile, Argentina e Cile.