Acm. Quarant’anni al servizio di professionisti, aziende e innovatori

Acm celebra un importante compleanno. 40 anni non sono uno scherzo e con Tiziano Ascari e la figlia Angela, insieme alla guida della società, ricostruiamo la storia e guardiamo al futuro di questa realtà specializzata nel taglio.

Una passione a cui si è aggiunta una vocazione per lo speciale, che arricchisce e amplia l’offerta “a catalogo”, composta da otto linee di seghe a nastro, due linee di sezionatrici orizzontali, senza trascurare le soluzioni dedicate alla finitura delle superfici, con due linee dedicate di levigatrici a nastro oscillanti e rusticatrici. In un mercato che tende a condensare le esigenze degli utilizzatori, Acm dedica invece una linea a ogni particolare esigenza, dall’hobbista all’industria.

Il tutto in quel di Novellara, a una manciata di chilometri da Reggio Emilia, nell’apparentemente quieto paesaggio emiliano. È qui, in uno stabilimento di circa tremila metri quadrati in cui lavorano 25 persone, che nascono macchine che hanno le proprie radici nel legno ma che esplorano i mondi dell’alluminio, delle leghe leggere e dei materiali innovativi.

“Acm è nata nel 1979 dalla mia voglia di essere indipendente, di mettere a frutto ciò che avevo avuto modo di imparare”, racconta Tiziano Ascari. “Non avevo certo una esperienza formidabile, ma avevo capito quali erano gli errori da evitare e decisi che era venuto il momento di provarci, di camminare con le mie gambe. Cominciai a costruire macchine per il legno, seghe a nastro, una tecnologia che calzava perfettamente con la mia impossibilità di mettere in campo investimenti importanti. Oggi devo riconoscere che non è proprio così, perché dietro a un processo apparentemente semplice si nascondono mille scelte se si decide di essere dei punti di riferimento. Oggi, quarant’anni dopo, fatturiamo oltre tre milioni di euro con una esportazione del 95 per cento in un centinaio di Paesi del mondo grazie a un catalogo che comprende le classiche seghe a nastro e soluzioni di taglio che definisco “semi industriali”, arricchite da sistemi di avanzamento dei pezzi in lavorazione che tolgono fatica e pericoli all’operatore. Nel tempo abbiamo aggiunto alcune macchine per la finitura: il nostro cavallo di battaglia è una macchina di levigatura straordinariamente versatile per il laboratorio artigiano che, di fatto, è l’equivalente della storica “combinata”, perché consente di fare molte lavorazioni: bordi diritti, inclinati, levigatura di profili, intestature e perfino l’interno dei fori!  Nel 2008, quando la crisi impose a molti di pensare a nuove strade, abbiamo iniziato a produrre le sezionatrici orizzontali, che hanno rappresentato per noi un salto epocale. Individuammo nella sezionatura, in qualche modo “vicina” alla nostra storia, una possibile evoluzione e vi abbiamo investito in modo deciso; così come avevamo fatto pochi anni prima, con le macchine specialiCi venne l’idea di abbinare la sega a nastro al carro di una sega circolare, idee originali che ci hanno permesso di farci notare. Con questo principio costruimmo anche una macchina con la quale tagliare il tungsteno, un materiale molto particolare, una sorta di “polvere pressata” che non è certo semplice da lavorare. Eppure, grazie a esperienza e caparbietà, abbiamo trovato il modo di farlo con un carro motorizzato che, una volta tagliato il materiale, ritornava al punto di partenza allontanandolo dalla linea di taglio evitando rotture; il collaborare con la nota multinazionale che ce l’aveva commissionata fu per noi un altro significativo biglietto da visita. Vede, sono convinto che con un progetto intelligente e l’utensile giusto si possa tagliare qualsiasi cosa e questa convinzione è sempre stata nel cuore di Acm: ci piacciono le sfide, ci sono sempre piaciute; ci piacciono le cose nuove, capire cosa potremmo inventare ancora, come trasformare un limite in una soluzione. Una attitudine all’evoluzione che si traduce in un patrimonio al servizio anche dei nostri rivenditori, che possono contare su un numero sempre maggiore di risposte per i loro clienti.

Dunque il legno è stato solo l’inizio….

 “Proprio così: con le nostre macchine si possono tagliare molti materiali. Abbiamo clienti che tagliano il fibrocemento o le leghe più strane grazie anche, lo devo dire, al continuo sviluppo degli utensili, che non sono più le lame che il falegname si affilava da solo con una lima… e se siamo arrivati a questo punto è perché al nostro interno abbiamo la fortuna di avere una squadra di persone che, come me, amano risolvere problemi, inventare soluzioni. Lavorare in squadra ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi, riconosciuti come specialisti del taglio ma con la voglia e la capacità di immaginare, progettare e costruire anche macchine diverse”.

Una scelta impegnativa..

“Certamente, alla quale ha contribuito non poco la crisi che abbiamo ricordato poco fa e che ha costretto le aziende a guardarsi attorno per costruire il proprio, nuovo “essere impresa”. Come tanti altri ci siamo messi in discussione e abbiamo capito che il nostro sapere era la risposta, perché potevamo soddisfare bisogni complessi, costruire macchine “particolari”, su misura. Nel giro di qualche anno lo “speciale”, come viene definito, è diventato una parte rilevante del nostro fatturato, anche perché non sono molti ad avere la nostra competenza e in un mercato sempre più difficile non basta certo la volontà di fare qualcosa di nuovo per riuscirci. I clienti che vogliono un prodotto su misura devono anche sapere cosa spenderanno, il che significa fare un progetto molto attento, quantificare ogni cosa e alla fine rispettare quanto si è preventivato. Non è per nulla semplice, perché quando si immaginano e si progettano macchine che ancora non esistono sul mercato le sorprese possono essere dietro a ogni angolo. Tutto questo privilegiando la massima sicurezza, che per lo “speciale” spesso è una scommessa tecnica e progettuale molto importante. Ricordo un cliente che ci chiese una sega a nastro inclinabile, una situazione che mise alla prova le nostre competenze per garantire il massimo livello di sicurezza all’operatore… ovviamente a un prezzo competitivo. Ora questa macchina fa parte della nostra gamma di proposte ed è sempre bellissimo ricevere richieste di chi, vedendola, capisce e immagina le sue potenzialità.”.

Signor Ascari, in occasione di certi compleanni i bilanci sono inevitabili…

“Cosa vuole che dica… lavoriamo su tanti mercati per clienti molto diversi, proponendo macchine diverse. Se guardo alla nostra storia la gioia è tanta, perché abbiamo superato difficoltà e portato a casa non poche soddisfazioni. Acm è una impresa capace di reagire ai cambiamenti e di trovare le risorse necessarie per “andare oltre”: non basta sopravvivere, è una condizione che una impresa non può e non deve accettare, perché assolutamente riduttiva. Bisogna sempre essere concentrati su ciò che siamo e impegnarsi nel realizzare qualcosa di originale, di proprio; questo comporta fatica e qualche volta ci si sente fuori posto, specialmente quando ci si trova a dover proporre qualcosa di speciale a un cliente con il quale si è potuto dialogare solo al telefono o scambiando qualche appunto per email, perché è dall’altra parte del mondo. Poi arriva il materiale su cui fare i primi test, si mette a punto la soluzione ed ecco che qualcuno che non abbiamo mai nemmeno incontrato di persona ci chiama o ci scrive per dirci tutta la sua soddisfazione. Immaginazione e perseveranza sono la chiave del nostro percorso.”.

Una evoluzione infinita?

“Credo proprio di sì: potranno essere cambiamenti più o meno veloci, ma è impossibile restare fermi. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, idee o materiali che importiamo nel nostro mondo e che ci permettono di fare le cose in modo nuovo, migliore, più veloce. Penso a quel produttore americano di lame che comprese che i suoi utensili, con velocità da 8 a 15 volte maggiori di quelle usate per il metallo, erano perfette anche per il legno. Fu l’inizio di una rivoluzione che ci ha portato a guardare con una certa tranquillità anche ai tagli di materiali più impegnativi.  Insomma, il cambiamento è inevitabile: in questi quarant’anni il mercato si è naturalmente trasformato, sono scomparsi tanti interlocutori e ne sono apparsi altri che hanno imposto la ricerca di materiali e soluzioni completamente diverse.  A mio avviso si è purtroppo persa la dimensione umana delle cose: nei prossimi anni sono convinto diventerà ancora più evidente che l’aver seguito a testa bassa il progresso tecnologico ci ha fatto perdere di vista altri valori. Non ho nulla, ovviamente, contro i principi dell’ Industria 4.0, ma sarebbe bello rinnovare e rilanciare quella peculiarità dell’ingegno italiano, che ci è sempre stato invidiato in tutto il mondo

L’ultimo decennio ha portato a galla questioni molto grandi e gravi e il contesto in cui ci muoviamo è completamente differente e incredibilmente dinamico. La sfida è grande.  L’importante è mantenere ai massimi livelli qualità e apertura al cambiamento. Una cosa è certa: continueremo a progettare e produrre soluzioni intelligenti per quella che è la nostra vocazione, il taglio, e per tutti quei processi che abbiamo sviluppato e che continueremo a sviluppare anche in futuro”.

 A cura di Luca Rossetti

www.acmitaly.it

Acm. Quarant’anni al servizio di professionisti, aziende e innovatori ultima modifica: 2019-10-09T15:17:27+00:00 da Rossana