Quota 25 per Termolegno

Risale a 25 anni fa la scelta
di Agostino Fornasier di creare Termolegno e di produrre essiccatoi a San Giorgio della Richinvelda, il paese in provincia di Pordenone dove è diffusissima la coltivazione di barbatelle che diventeranno viti e vigneti per gli ottimi vini friulani e di tutto il mondo. C’è anche una cooperativa a Rauscedo, a un tiro di schioppo, a cui fanno capo in molti ed è forse il più importante produttore mondiale di queste piantine.

“… e io ero uno di quelli – ci racconta Agostino Fornasier, patron della Termolegno – fino al 1983, quando decisi che non volevo più fare quel mestiere. Ma cos’altro potevo fare? Il “Triangolo della sedia”, allora fiorente, era poco lontano e pensai che commerciare legno o elementi per sedie potesse essere una buona idea: cominciai a viaggiare e capii subito che uno dei problemi più grandi era avere a che fare con legno non stagionato, che potevi trasportare senza rischi di vederlo rovinato solo se il contenuto di umidità fosse sotto una certa soglia. Girai le segherie in mezza Europa, perché volevo capire e imparare, fino a quando incontrai un tecnico che si occupava di essiccatoi. Non sapevo nemmeno cosa fossero, ma realizzai immediatamente che poteva essere la risposta ai miei problemi e nel giro di un mese ero da loro: la mia av- ventura era iniziata. Mi sono costruito una competenza e due anni e molte prove dopo consegnai i primi quattro essiccatoi firmati da Termolegno a Mosca: viaggiavo molto, ero estremamente curioso e imparavo da tutte le persone con cui parlavo, anche nelle lunghissime ore passate negli aeroporti ad aspettare il mio volo, e i miei essiccatoi funzionavano alla perfezione, anche perché se così non fosse stato non me lo sarei mai perdonato!”.

Signor Fornasier, anni indubbiamente intensi…
“… la svolta è avvenuta nel 1999, il 5 agosto, quando è entrata in azienda mia figlia Irene, che ancora oggi segue l’amministrazione, le spedizioni e diverse altre cose: avevo proprio bisogno di una mano… esattamente dieci anni dopo è stato il turno di Ilaria, fresca di una laurea in lingue e con una gran voglia di viaggiare, dunque perfetta per occuparsi della parte commerciale. Oggi siamo in quattordici, per un fatturato di circa 3,5 milioni di euro e una quota di esportazione che arriva al 95 per cento della produzione in una sessantina di Paesi, dove vendiamo attraverso una trentina fra agenti e rivenditori. Specialmente in Europa, centro e sud America e Africa centrale: ovunque ci sia materia prima, dove serva essiccare e dove c’è competenza è per noi terreno fertile. Lavoriamo molto bene in Germania, in Francia, nell’Europa dell’est, soprattutto Russia, Bielorussia e Ucraina o nelle repubbliche baltiche”.

E ora festeggiate 25 anni di onorata carriera: un bilancio?

“Si può sempre fare di più, questo è chiaro: gli ordini non mancano e potremmo anche fare di più, ma purtroppo siamo in un distretto dove non è così semplice rivolgersi ai terzisti, anche perché vogliamo sempre avere l’assoluto controllo della qualità che produciamo: perfino l’installazione è curata da nostri dipendenti. Sul versante del prodotto posso dire che l’essiccazione, in fondo, è una tecnologia semplice: abbiamo sicuramente migliorato le strutture e l’elettronica, ma il principio è sempre quello di riscaldare e di creare una ventilazione tale da ottenere il più breve tempo di essiccazione possibile, ben sapendo non bisogna avere troppa fretta per garantire sempre il miglior trattamento a qualsiasi specie legnosa. In questi venticinque anni abbiamo imparato molto e sappiamo dare risposte precise, sia in termini di tecnologia che di conoscenza delle procedure. La nostra presenza internazionale, infatti, ci ha permesso nel corso degli anni di acquisire competenze specifiche e arricchirci con l’esperienza sul campo negli ambiti dell’essiccazione di legni tropicali, latifoglie di provenienza europea, resinosi del nord Europa, della Russia, del Sud America e del Sud Africa. Puntiamo molto su un servizio di assistenza completo, monitoriamo i cicli di essiccazione e forniamo consulenze mirate e specifiche per ogni singolo cliente”.

… e in termini più generali?

“Le cose sono cambiate e di molto dagli inizi”, prosegue Fornasier. “Il mercato è diventato molto più esigente, anche perché siamo tutti più informati e possiamo più facilmente fare confronti fra un prodotto e un altro. Vent’anni fa l’essiccatoio era considerato poco più che un male necessario, mentre oggi intervenire in modo adeguato sui tempi di essiccazione significa accrescere il proprio fatturato. Di fondo una competenza sulla materia prima legno certamente più evidente e diffusa in clienti che chiedono sempre di più: noi dobbiamo mettere a loro disposizione tutte le nostre conoscenze per arrivare ai risultati che vogliono.
Ed è proprio in questa ottica che la tecnologia di essiccazione in Termolegno si è molto evoluta: grazie all’utilizzo di dispositivi innovativi possiamo stimare i tempi di essiccazione con una migliore precisione, fornire i consumi reali e gestire i cicli di essiccazione rilevando la velocità dell’aria direttamente nella catasta.
 L’essiccazione ha cambiato il rapporto con la materia prima legno, garantendo una qualità e un servizio migliore, permettendo di tagliare i prezzi della logistica, perché parliamo di una materia alla quale viene tolto il 30 per cento del peso…”.

Insomma, una storia da festeggiare…
“Certamente: abbiamo organizzato un momento importante in occasione di Ligna lo scorso maggio, una festa a cui hanno preso parte i nostri rivenditori, molti nostri clienti e amici. Abbiamo avuto ospiti da 35 nazioni e questo è stato un gran bel segno di quanto abbiamo saputo costruire in questi venticinque anni. E mi lasci dire che la festa più grande devo farla perché ho la fortuna di avere due figlie in azienda che sono cresciute professionalmente con me, alle quali spero di avere passato non solo tutto quello che so, ma soprattutto la mia passione per il lavoro, per il fare le cose in un certo modo, per coltivare i rapporti con le persone. Siamo una famiglia e la famiglia contraddistingue la nostra storia, il nostro impegno, la nostra volontà di fare bene anche e soprattutto in futuro.
I nostri clienti da noi trovano tutto ciò che ho cercato di raccontarle, perché siamo schietti, fieri del nostro lavoro, convinti che la prima cosa sia il rapporto fra le persone, al di là dei ruoli o delle funzioni”.

E il futuro?
“Il futuro è di Ilaria e Irene, saranno loro a continuare il successo di Termolegno in un mercato sempre più difficile e impegnativo. Sono convinto che il passaggio generazionale, quando ci sarà – precisa Fornasier con una risata – non sarà problematico: continueremo a curare ogni singolo elemento dei nostri essiccatoi, a cu- rarci dell’intero ciclo di produzione, a studiare nuove tecnologie e dettagli costruttivi che permettano di migliorare sempre il prodotto e i sistemi di gestione continuando a essere internazionali al 100 per cento. Solo così potremo vincere la sfida che arriva dai “Paesi emergenti”, anche se non le nascondo la convinzione che potremmo fare ancora meglio se riuscissimo ad attivare qualche collaborazione con i nostri colleghi. In altri Paesi queste sinergie esistono ma da noi è molto difficile: speriamo che le seconde e terze generazioni sappiano fare meglio di noi…”.

a cura di Luca Rossetti

 

Quota 25 per Termolegno ultima modifica: 2019-10-11T10:10:20+00:00 da Rossana