
Bioeconomia, Cei-Bois: “Prima garantire le materie prime”
L’industria europea del legno chiede all’Unione europea di garantire un accesso stabile e di lungo periodo alle materie prime forestali come condizione preliminare per qualsiasi strategia sulla bioeconomia. È il messaggio lanciato a Vienna in occasione dell’evento internazionale “Coli” dedicato alla bioeconomia forestale, dove ministri e decisori politici hanno discusso il contributo del settore alla neutralità climatica.
Nel corso dell’iniziativa, le organizzazioni di settore hanno ribadito che la sostituzione di materiali fossili e non rinnovabili con prodotti in legno è già in atto nei comparti delle costruzioni, della manifattura e dei beni di consumo. Ma per aumentare la scala degli interventi – sostengono – non basta il sostegno alla ricerca: serve un quadro normativo coerente, orientato al mercato e fondato sulla “realtà industriale”, che tenga conto in primo luogo della disponibilità effettiva di legname.
Il nodo centrale è quello dell’approvvigionamento. Secondo il settore, lo sviluppo della bioeconomia non può prescindere da un rafforzamento della mobilitazione del legno in Europa, nel rispetto dei sistemi nazionali di gestione forestale sostenibile. Le imprese chiedono un approccio non discriminatorio che integri risorse primarie e secondarie e metta al centro la competitività, evitando nuovi oneri amministrativi sproporzionati, in particolare per le piccole e medie imprese.
Nel documento diffuso a margine dell’evento si sollecita inoltre un maggiore coordinamento tra la strategia europea per la bioeconomia e le politiche abitative, affinché i materiali bio-based siano riconosciuti in modo adeguato negli standard e nelle valutazioni del ciclo di vita degli edifici. Tra le richieste figura anche il riconoscimento della rinnovabilità, accanto a riciclabilità e riutilizzo, nella legislazione europea sull’economia circolare
“Se l’Europa è seria nel costruire una bioeconomia competitiva e climaticamente neutrale, deve prima garantire una base stabile di materie prime”, ha dichiarato Silvia Melegari, segretaria generale di Cei-Bois ed Eos, indicando nell’aumento della mobilitazione del legno e nell’accesso affidabile alle risorse forestali la “… priorità “numero uno” per sostituire materiali ad alta intensità fossile“.
Cei-Bois rappresenta oltre 160 mila aziende del comparto europeo del legno, con un fatturato annuo di 194 miliardi di euro e circa 930 mila occupati, mentre Eos riunisce il settore delle segherie, che copre circa il 77 per cento della produzione europea di legno segato.
Il confronto avviato a Vienna si inserisce nel percorso di revisione della strategia Ue sulla bioeconomia, in un contesto in cui la competizione per le risorse forestali e la pressione regolatoria restano temi aperti.





