Export mondiale: il primo semestre 2025 per il settore legno

24/02/2026

Nessuno può negare che sia una stagione a dir poco “confusa”. Una incertezza che ha troppo spesso risvolti drammatici e che non manca di condizionare l’andamento delle economie di ogni ordine e grado, indipendentemente dalla tipologia di merci o servizi.
Le tecnologie per la lavorazione del legno e l’industria del mobile non rappresentano certo una eccezione e dai dati elaborati dall’Ufficio studi di Acimall, l’associazione che rappresenta le aziende italiane del settore, le conferme non mancano.
Abbiamo dunque pensato di offrire ai nostri lettori una sintesi dei contenuti di questo importante lavoro che offre un quadro estremamente significativo delle linee di tendenza in atto.

 

Partiamo da un paio di considerazioni generali, relative al periodo 2017-2024. Innanzitutto c’è da dire che il volume complessivo delle esportazioni mondiali negli ultimi anni non ha subito grandi variazioni: si è passati dagli 8,9 miliardi di euro del 2017 ai 10,8 del 2024, con un paio di picchi nel 2021 (10,9 miliardi di euro) e 2023 (11,4 miliardi).
Qualche cambiamento, anche significativo, lo rileviamo se guardiamo al ruolo dei singoli Paesi produttori, sempre nel periodo 2017-2024 (tabella 1): la Cina è il primo esportatore, primato che ha raggiunto nel 2021, sopravanzando la Germania, che rimane stabile al secondo posto. I valori espressi dalla industria di settore dei due Paesi sono piuttosto vicini, tanto è vero che nel 2023 la Germania si era ripresa la prima posizione, ma il “testa a testa” sembra comunque indicare una linea di tendenza precisa che racconta la crescita della Cina anche nella produzione di tecnologie per la filiera legno, un primato mondiale che pare destinato a consolidarsi definitivamente, anche alla luce della attuale situazione della economia tedesca.
Anche l’Italia vive il sempre più acceso confronto con l’offerta cinese e già nel 2019 perde la seconda piazza: negli anni successivi si mantiene saldamente al terzo posto della classifica degli esportatori, chiudendo un terzetto di testa che mantiene da sempre un notevole distacco dalle inseguitrici.
Un dato, il distacco dalle prime tre posizioni al resto della classifica, che appare evidente dalla tabella 1, che mostra anche l’avanzata cinese – che vive un momento di riflessione nel solo 2023, passando dai 2,82 miliardi del 2022 a 2,30 – a confronto con la sostanziale stabilità tedesca e italiana. Forte, come accennavamo, il distacco dalle inseguitrici, Austria e Taiwan in primis, che arrivano a un terzo delle esportazioni italiane e a un quinto rispetto alla prima della classe.

IL PRIMO SEMESTRE 2025

Diamo ora una occhiata alla tabella 2, ovvero alla evoluzione dell’ultima stagione, sulla base degli ultimi dati globali disponibili. La prima considerazione da fare è la contrazione del totale delle esportazioni mondiali, che diminuiscono del 6,9 per cento, (dai 5,34 miliardi di euro del primo semestre 2024 ai 4,97 del 2025). Vengono poi confermate alcune linee di tendenza a cui abbiamo già accennato: nel primo semestre 2025 la Cina ribadisce la propria determinazione con una esportazione che passa da 1.192 a 1.303 milioni di euro: il 9,3 per cento in più, valori che la portano a rappresentare, come evidenziato nel grafico riportato nella parte destra della stessa tabella, il 26 per cento del volume complessivo delle esportazioni mondiali.
Anche l’export della Germania nel periodo gennaio-giugno 2025 perde quota, passando da 1.219 milioni dei primi sei mesi 2024 a 1.110 (meno 8,9 per cento). Ancora più significativa la contrazione dell’Italia, che rappresenta pur sempre il 13 per cento dell’export mondiale ma passa dai 780 milioni del primo semestre 2024 ai 641 dello stesso periodo 2025, con un calo del 17,8 per cento.
Tiene Taiwan, quarto nella classifica degli esportatori del periodo in considerazione, che vede una crescita del 9,4 per cento, mentre perdono terreno Austria, Canada e Stati Uniti.

I SINGOLI PAESI

Interessante dare una occhiata anche alle tabelle che raccontano l’andamento dei principali Paesi produttori ed esportatori di tecnologie per il legno nei vari Paesi del mondo. A partire dalla Cina (tabella 3) che nel primo semestre 2025 aumenta in modo considerevole le proprie esportazioni in Vietnam, in Tailandia (più 42 per cento), in Brasile, Indonesia, Malesia e Canada, ovviamente con valori assoluti decisamente diversi.
Rilevante la contrazione delle vendite negli Stati Uniti (da 167 a 129 milioni di euro, meno 22,2 per cento) e in Germania (meno 24,3 per cento).

Tab 3.

La Germania (tabella 4) mantiene un certo dinamismo, nonostante una stagione economica pesantemente condizionata dagli interrogativi che stanno coinvolgendo l’industria automobilistica e, di conseguenza, tutti gli altri settori. Le esportazioni nel periodo gennaio-giugno 2025 sono cresciute in modo generalizzato: bene le vendite in Cina (133 milioni contro i 112 del 2024, più 18,9 per cento) e in Italia (più 43,2 per cento); benissimo, in termini percentuali, in Tailandia e Australia. Meno fortuna negli Usa (meno 30,8 per cento) e nella pur vicinissima Austria (meno 44,1 per cento).

Tab 4.

L’Italia (tabella 5) perde terreno in Cina, con un export nel primo semestre 2025 che si ferma a 12,9 milioni, contro i 26,3 dello stesso periodo 2024 (meno 50,8 per cento). Perde terreno anche in Francia (meno 33,3 per cento), nel Regno Unito (meno 23,3 per cento) e in Germania (meno 15,2 per cento). I primi dieci Paesi di destinazione mostrano una certa “disaffezione” per il prodotto italiano, eccezion fatta per il Canada, dove passiamo da 17 a 18 milioni di export.

Tab 5.

E per concludere togliamoci una curiosità e diamo una occhiata alla Turchia, Paese di cui si parla sempre molto alla luce degli importanti passi fatti nelle ultime stagioni nella produzione di macchine e tecnologie per il legno e l’industria del mobile, una evoluzione che non trova però ancora conferme sul fronte delle esportazioni, assorbita da una domanda interna “importante”. Ebbene, la Turchia – che non appare nella “Top Ten” dei Paesi esportatori – pur se a livelli decisamente contenuti in termini di valori assoluti vede crescere la propria presenza in Arabia Saudita (più 87,8 per cento), in Spagna (più 66,3 per cento), in Iraq (più 17 per cento), in Germania (più 34,3 per cento) e in Polonia (più 32,8 per cento). Stiamo parlando, complessivamente, di qualche decina di milioni di euro, ma potrebbe anche essere un segno di una presenza internazionale nuova nei prossimi lustri?

Tab. 6.

NOTA METODOLOGICA

I dati presi in esame riguardano tutte le macchine per la lavorazione del legno fisse, inclusi i ricambi. Sono escluse le macchine portatili, in quanto la codifica internazionale non contempla una disaggregazione per l’utilizzo su legno. Confluiscono, infatti, in un’unica voce generica le macchine portatili destinate alla lavorazione di legno, metallo, marmo… Quanto sopra riportato è valido anche per la voce utensili, che quindi non compaiono nell’analisi seguente.

CODICI DOGANALI CONSIDERATI

8465.10.00   Macchine a più operazioni differenti con ripresa manuale del pezzo per

ogni operazione (combinate)/Macchine a più operazioni differenti senza

ripresa manuale del pezzo per ogni operazione (ad operazioni multiple)

8465.20.00   Centri di lavorazione che possono eseguire diversi tipi di operazioni con

cambiamento di utensili automatici da un magazzino o simile, in

conformità con un programma di lavorazione

8465.91.00   Segatrici di ogni tipo

8465.92.00   Macchine per spianare, piallare, fresare

8465.93.00   Macchine per pomiciare, smerigliare o lucidare

8465.94.00   Macchine per curvare, montare, comprese le presse

8465.95.00   Foratrici, mortasatrici

8465.96.00   Macchine per spaccare, tagliare, tranciare o svolgere

8465.99.00   Altre: macchine per il condizionamento del legno, macchine e

apparecchiature ausiliarie relative alla voce 8465

8479.30.00   Presse per la produzione di pannelli truciolari ed MDF / altre

8466.92.00   Parti e pezzi staccati di macchine fisse (ricambi) relative alla voce 8465

Leggi anche...

24/02/2026

SCM, una nuova visione nella bordatura “Lotto Uno”

24/02/2026

L’industria italiana prova a rialzare la testa: i dati della congiunturale flash di Confindustria

18/02/2026

Addio a Lorenzo Primultini, presidente Primultini e past president Acimall