Giardina Group: oltre la verniciatura

31/03/2026

Lungimiranza e capacità di anticipare le richieste del mercato. Parlare con Stefano Mauri, contitolare di Giardina Group insieme al fratello Riccardo Mauri, significa entrare in una dimensione che va ben oltre la tecnologia.
Il confronto non si ferma alla macchina o all’evoluzione dei processi di verniciatura in senso stretto, ma si allarga inevitabilmente alla visione, al futuro di un settore che negli ultimi anni è cambiato profondamente e che continuerà a trasformarsi con sempre maggiore rapidità.
Oggi verniciare non è più – concedendoci una semplificazione – “spruzzare vernice” su un pannello o su un elemento in legno e in altri materiali. È un processo articolato e complesso, che richiede competenze trasversali: dalla chimica dei prodotti ai sistemi applicativi, dalle fasi di preparazione e levigatura alla gestione dell’essiccazione. Un insieme di passaggi interconnessi che non possono più essere letti singolarmente, ma solo all’interno di una logica di processo.

Una logica che richiede anche una conoscenza approfondita del prodotto finale: che si tratti di un serramento, di un elemento d’arredo o di qualsiasi altro manufatto, ogni applicazione porta con sé esigenze specifiche in termini di materiali, prestazioni, estetica e durabilità. È proprio questa capacità di comprendere il contesto finale che oggi fa la differenza nella progettazione di un ciclo di verniciatura realmente efficace.
E in questo scenario è cambiato anche il modo di fare impresa. Il mercato richiede alle aziende di crescere, evolvere e ripensare il proprio approccio: non più fornitori di singole tecnologie, ma partner capaci di presidiare l’intero ciclo produttivo, offrendo soluzioni integrate e coerenti.
È proprio in questa direzione che si inseriscono le scelte strategiche di Giardina Group, tra cui la recente integrazione di CML Finishing, una realtà ben nota nella verniciatura del serramento, che contribuisce ad ampliare ulteriormente il perimetro tecnologico e applicativo del gruppo.

Stefano Mauri

L’ingresso di CML Finishing rappresenta un passaggio importante per Giardina Group. Da dove nasce questa scelta?
Per comprenderla bisogna fare un passo indietro. Giardina Group ha sempre avuto una forte vocazione industriale, costruita nel tempo attraverso un percorso di integrazione progressiva di competenze che affonda le sue radici nella storia di Mauri Macchine, l’azienda fondata nel 1972 da mio padre, Giampiero Mauri.
Nel tempo queste competenze sono state trasferite, ampliate e reinterpretate all’interno di Giardina Group, dando vita a un’identità sempre più orientata ai sistemi avanzati di finitura. Un percorso che ha trovato un passaggio fondamentale nel rafforzamento del gruppo con Destefani, consolidando ulteriormente il know-how nella levigatura.
In questo contesto – prosegue Stefano Mauri – continuare ad ampliare le conoscenze e le possibilità di processo è stato un passaggio quasi naturale, direi inevitabile. Negli anni si sono così sviluppate ulteriori collaborazioni, tra cui quella con Marval, realtà specializzata nella realizzazione di soluzioni per la produzione di vetrocamera.
Sia Marval che CML Finishing rappresentano il risultato di una lunga “gioventù industriale” condivisa con partner con cui abbiamo costruito nel tempo relazioni solide e continuative. La scelta di rafforzare questi legami nasce da una consapevolezza molto chiara: oggi il mercato richiede un’offerta sempre più completa, articolata e integrata.
Non si tratta più di proporre singole tecnologie, ma di essere in grado di rispondere in modo organico a esigenze produttive sempre più complesse.
È in questa logica che si inserisce l’evoluzione del nostro posizionamento: le competenze sviluppate negli anni – dalla verniciatura dei profili fino ai sistemi più avanzati – ci hanno portato a progettare soluzioni specifiche anche per il settore del serramento, come le nostre spruzzatrici “Profisprayer 1VE”, “2VE”, “1VR” e “2VR”.

Oggi però il tema non è più solo “verniciare meglio”, ma comprendere sempre più a fondo il prodotto finale. In questo senso, il vetrocamera rappresenta un passaggio chiave: è diventato un elemento strutturale del serramento, che ne determina prestazioni e qualità. Avvicinarsi a questo ambito significa entrare ancora più nel cuore del prodotto e del processo.
In parallelo, abbiamo colto l’opportunità di rafforzare la nostra presenza nella verniciatura del “serramento appeso”, un ambito che avevamo già esplorato in passato.
È in questo contesto che si inserisce il coinvolgimento di CML Finishing, che ci consente di completare la nostra offerta.
Oggi ci presentiamo al mercato con un’offerta estremamente ampia: Giardina Group è in grado di dialogare con il serramentista proponendo soluzioni che non riguardano solo la finitura, ma che si estendono anche all’automazione e alla logistica industriale, elementi sempre più centrali nei moderni processi di verniciatura”.

Nel settore si parla sempre più spesso di “vendere il processo” piuttosto che la singola macchina. È davvero così?
Bisogna fare attenzione alle semplificazioni, perché la realtà è più articolata. Oggi convivono due tendenze ben distinte, legate soprattutto al livello di maturità dei diversi mercati.
Nei contesti tecnologicamente più avanzati la direzione è chiara: la soluzione vincente è la linea ad alta automazione. Le aziende cercano prodotti sempre più uniformi e qualitativamente elevati; per ottenere questo risultato è necessario garantire una qualità ripetibile e questo è possibile solo attraverso sistemi integrati e un elevato livello di automazione. È un percorso iniziato decenni fa ma che oggi è diventato dominante nei mercati maturi.
Allo stesso tempo, però, esistono realtà in cui la manodopera è ancora disponibile e ha un costo relativamente contenuto. In questi contesti la macchina singola continua ad avere un ruolo centrale. Sempre più spesso, inoltre, gli utilizzatori finali acquistano diverse soluzioni stand-alone e costruiscono in autonomia il proprio impianto produttivo, sulla base delle competenze acquisite e di informazioni oggi facilmente accessibili.
Per rispondere a questa doppia esigenza abbiamo strutturato la nostra offerta su due livelli: da un lato sviluppiamo progetti di linea, affidati a tecnici e area manager con grande esperienza, in grado di analizzare l’azienda nel suo complesso. Layout, volumi produttivi, tipologia dei prodotti e vincoli strutturali: in molti casi il problema non è solo tecnologico ma anche architettonico, e richiede soluzioni su misura che permettano di integrare le nostre linee anche in contesti complessi.
Dall’altro lato abbiamo costruito un’offerta di macchine stand-alone, con modelli disponibili a catalogo e spesso pronti in magazzino, che ci consentono di rispondere rapidamente a esigenze più immediate.
Questi due approcci si riflettono anche nella nostra organizzazione commerciale, che è strutturata in modo diverso a seconda del tipo di progetto. È proprio questa flessibilità che ci permette di adattarci ai diversi mercati e di offrire soluzioni coerenti con le reali necessità dei clienti”.

Avere un “network” solido diventa sempre più importante dunque…
Esattamente. La “distribuzione internazionale” ha un ruolo sempre più centrale nella nostra strategia. In molti Paesi stiamo lavorando per strutturare una presenza attraverso referenti locali stabili, che fungano da collegamento tra Giardina Group e i rivenditori. Sono figure fondamentali perché conoscono il mercato, supportano i partner e contribuiscono a rendere più efficace la nostra presenza sul territorio.
Questi partner operano proponendo cataloghi di prodotti integrandoli con soluzioni complementari. In sostanza ci adattiamo ai diversi mercati, sempre nel pieno rispetto dei nostri partner industriali. Questo approccio ci consente di coprire esigenze molto diverse, passando da singole macchine – come una levigatrice Destefani – fino a linee complete. È l’unico modo per affrontare un mercato sempre più fluido e variabile.
Ma non solo: stiamo investendo molto anche nella formazione, perché oggi rappresenta un elemento chiave. Abbiamo sviluppato una “Academy” che verrà presentata ufficialmente nei prossimi mesi, iniziativa per la quale abbiamo realizzato un manuale tecnico sulla verniciatura che raccoglie tutto il know-how accumulato negli anni.
Si tratta di uno strumento concreto, già tradotto in più lingue, pensato per supportare le aziende clienti nella formazione di nuove risorse, ma anche nell’aggiornamento di tecnici e operatori di linea. I processi sono sempre più complessi e sofisticati, e mettere a disposizione conoscenza strutturata è oggi parte integrante del valore che possiamo offrire al mercato.
Oggi la relazione con il mercato e il cliente è cambiata, deve essere costruita sulla competenza. Il cliente si aspetta un interlocutore capace di entrare in azienda, analizzare concretamente il problema, comprendere le esigenze produttive e tornare con una proposta tecnologicamente corretta. Non si tratta più solo di vendere una soluzione, ma di contribuire in modo concreto al miglioramento del processo produttivo. È su questo terreno che oggi si gioca la qualità della relazione e, di conseguenza, la scelta del partner”.

“Vede – spiega Stefano Mauri – la tecnologia oggi è matura e se parliamo dei produttori di fascia alta le macchine sono spesso comparabili. La vera differenza non sta più tanto nella macchina in sé, quanto in tutto ciò che la precede e la segue.
Prima della vendita è fondamentale una forte capacità consulenziale: non basta conoscere la macchina, bisogna comprendere – come abbiamo detto – a fondo i materiali, i cicli di verniciatura, i prodotti chimici e l’intero processo produttivo.
Quando si interviene, ad esempio, su un serramento o su un’anta di cucina, si entra in una filiera che parte molto prima della fase di finitura, e solo una visione completa permette di proporre soluzioni realmente efficaci.
Dopo la vendita, invece, entra in gioco la capacità di affiancare il cliente nel tempo. Le macchine lavorano, si usurano, consumano e devono essere ottimizzate continuamente. Il cliente ha bisogno di un partner che lo supporti nell’evoluzione del ciclo produttivo, che lo aggiorni rispetto a nuovi materiali e tecnologie e che lo aiuti a migliorare costantemente le performance.
È su questo doppio livello – prima e dopo – che oggi si costruisce il vero vantaggio competitivo e, soprattutto, una relazione solida e duratura con il cliente”.

Guardando al futuro quale ruolo potranno avere tecnologie come l’IA nel vostro settore?
L’intelligenza artificiale è sicuramente uno dei temi più discussi oggi, ma va affrontata con grande attenzione e senza semplificazioni. È uno strumento potenzialmente molto potente, ma anche delicato, che richiede un approccio consapevole.
Nel nostro settore può avere applicazioni interessanti, soprattutto nelle aree legate ai servizi e alla relazione con il cliente. Più complesso è il discorso per la progettazione degli impianti: molti dei nostri sistemi sono realizzati su misura, costruiti attorno a contesti produttivi specifici e a vincoli strutturali unici, dove l’esperienza e la competenza umana restano fondamentali.
Proprio per questo non ci limitiamo a “valutarla”, ma la stiamo studiando con attenzione, cercando di individuare gli ambiti in cui può portare un reale valore aggiunto. È un percorso ancora in evoluzione, ma è probabile che già entro l’anno potremo avere qualcosa di concreto da condividere.
Per adesso – mi conceda il termine – preferiamo “evitare spoiler…”.

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