Bilanci 2013: segnali di luce. L’analisi di Pambianco
28/04/2014
L’analisi di Pambianco sulle principali aziende di mobili e cucine rileva una crescita del 2,6 per cento del fatturato del campione. Il mercato italiano resta nel tunnel, ma emerge qualche segnale di ripresa. L’ancora di salvezza rimane l’estero. Mentre i negozi di arredamento…
Segnali di luce per l’arredamento italiano. Mentre il settore pare ancora prigioniero del tunnel congiunturale, le principali aziende italiane del mobile e cucina – secondo uno studio condotto da Pambianco Strategie di Impresa – hanno archiviato un 2013 in crescita e possono guardare al 2014 con un velo di ottimismo: i fatturati delle principali aziende del settore mobile-cucina valutati nel campione, infatti, sono cresciuti in media del 2,6 per cento, passando complessivamente da 1,87 miliardi a 1,92 miliardi di euro.
Un dato in controtendenza rispetto all’intero settore che evidenzia ancora un calo del fatturato del 3,2 per cento. Le statistiche del centro studi Cosmit-FederlegnoArredo (di cui parliamo a pagina 00, ndr.) sottolineano come il mercato nazionale sia quello particolarmente in difficoltà, con un consume interno in calo di oltre il 7 per cento.
Il bilancio del settore casa, quindi, evidenzia uno squilibrio che penalizza i risultati economici di quelle aziende che sono ancora troppo esposte sul mercato domestico. Anche se gli effetti del “bonus mobile” (il provvedimento entrato in vigore nel giugno del 2013), hanno consentito un recupero delle vendite negli ultimi mesi del 2013 tra il 4 e il 5 per cento. Il punto di forza restano le esportazioni: esaminando i risultati delle undici principali aziende del settore mobile e cucina, due hanno concluso il 2013 con un aumento a doppia cifra delle vendite e due un calo significativo. E il segno positivo non sembra legarsi al fattore dimensionale, quanto all’esposizione sui mercati internazionali.
Al vertice della classifica per fatturato c’è Poltrona Frau. La società, passata nelle mani degli americani di Haworth lo scorso febbraio, ha raggiunto un fatturato di 273 milioni di euro, in progresso del 10,5 per cento rispetto al 2012, con una quota export pari al 59,6 per cento. L’azienda, attiva nel settore dell’arredamento di alta gamma con i marchi Poltrona Frau, Cassina e Cappellini, ha chiuso il 2013 con un utile netto pari a 4,5 milioni di euro rispetto all’utile di circa 1,1 milioni del 2012, “pur in presenza – aveva commentato la società in una nota – di costi di natura non ricorrente legati all’operazione con Haworth”.
Al secondo posto della classifica troviamo Molteni. E qui, appunto, si inverte la correlazione tra crescita e dimensioni. Il gruppo, infatti, ha registrato un fatturato di 243 milioni di euro in calo del 4,3 per cento. “Nel 2014 – precisa la società guidata da Carlo Molteni – ci poniamo l’obiettivo di recuperare le quote perse, aumentando la penetrazione nei clienti multimarca e sviluppando la rete monomarca. Il fatturato previsto per il 2014 è di 270 milioni di euro”.
Proseguendo nella classifica, sul terzo gradino del podio si posiziona Chateau D’Ax con un fatturato pari a 206 milioni di euro: anche in questo caso prevale il segno meno (-0,3 per cento).
Quarta Scavolini, dal 1984 è la prima marca di cucine in Italia, che ha archiviato il 2013 con ricavi stabili a 198 milioni di euro (+0,2 per cento). “Per quanto riguarda il 2014 stimiamo un giro d’affari con una crescita a doppia cifra – ha sottolineato Vittorio Renzi, direttore generale di Scavolini – e contiamo infatti un trend di crescita pari al 10 per cento del fatturato complessivo (Italia e estero) sul 2013”.
Per ritrovare una solida crescita a due cifre si arriva alla quinta posizione. Qui c’è la best performer 2013, l’azienda di imbottiti Poltronesofà che ha registrato un fatturato di 181 milioni di euro, in crescita del 25 per cento rispetto ai 145 milioni di euro del 2012. “Per il 2013, anche a livello di ebitda, si prevede un risultato significativamente migliore rispetto agli anni precedenti”, rendono noto dall’azienda.
Al sesto posto c’è Snaidero che ha chiuso l’esercizio con ricavi pari a 180 milioni di euro in calo del 3,7 per cento.
Settima è B&B con vendite in linea con lo scorso esercizio e che ha registrato un fatturato di 150 milioni di euro. L’azienda brianzola di arredamento, presente oggi in 79 Paesi, ha realizzato nel 2013 una quota export pari all’83 per cento. Le previsioni per il 2014 vedono la società ancora focalizzata sull’estero verso nuovi mercati, come la Cina, dove sono previste aperture di store monomarca a Taichung, Suzhou e a Taipei (Taiwan).
Alle spalle di B&B troviamo Veneta Cucine, che nel 2013 ha registrato un incremento complessivo del 7 per cento, attestandosi a 140 milioni, in controtendenza rispetto a un mercato delle cucine componibili sul territorio nazionale che, secondo i dati Swg, perde ancora il 9 per cento. L’azienda, che a oggi fattura il 30 per cento all’estero, intende espandersi ulteriormente oltre confine.
Segue, al nono posto, Calligaris che ha registrato una frenata dei ricavi del 6,6% ed è scesa a 127 milioni di euro. “Il risultato del 2013 – sottolinea Giorgio Gobbi, ceo di Calligaris – riflette l’incrocio di diversi fattori e dei risultati dei progetti strategici avviati nello scorso triennio. Da un lato è continuato il progetto di valorizzazione del marchio anche attraverso il retail e l’avvio in molti Paesi di una distribuzione selettiva del marchio stesso (ormai più del 40 per cento del fatturato Calligaris viene generato da punti vendita a marchio). Dall’altro, il canale distributivo tradizionale multimarca, con particolare riferimento ai mercati del sud Europa, ha continuato a manifestare segni di debolezza”.
In decima posizione si trova Poliform, i cui ricavi 2013 sono calati appena dello 0,5 per cento a quota 122 milioni.
Chiude la classifica Kartell con 100 milioni di euro (+6,2 per cento). Fondata nel 1949 da Giulio Castelli, l’azienda ha oggi una forte proiezione internazionale con una distribuzione in 96 Paesi, e 120 store monomarca e più di 4mila punti vendita multibrand.
E I NEGOZI DI ARREDO?
Il settore del design sta cercando di superare il periodo di stallo dei consumi, ma chi paga lo scotto maggiore sono ancora una volta i negozi multimarca. Questi store, infatti, hanno registrato nel 2012 un calo del fatturato del 3,9 per cento. Sui risultati come sempre pesano le
dimensioni: solo un’azienda supera i 25 milioni di euro di ricavi.
È quanto risulta dallo studio che Pambianco Strategie di Impresa ha condotto per la prima volta, sui negozi principali negozi multimarca italiani di arredamento e design, in collaborazione con Webmobili, il principale motore di ricerca dell’arredamento in Italia.
Sono state prese in considerazione 300 società di capitale operanti su tutto il territorio nazionale con negozi di piccole, medie e grandi dimensioni localizzati sia nelle grandi città che nei piccoli centri. Dall’analisi è emerso che i negozi considerati lo scorso anno hanno registrato complessivamente un fatturato di 688,4 milioni euro, in calo – come già ricordato – del 3,9 per cento rispetto all’anno precedente.
Non risulta brillante neanche la redditività (Ebitda) che rimane costante al 2,1per cento, valore
ovviamente negative, del fatturato. Di questi trecento punti vendita, infine, sono stati selezionati i primi 50, che da soli fatturano ben 320,6 milioni di euro, quasi la metà del panel totale.
Esaminando i risultati delle dieci principali aziende del settore per fatturato, solo tre hanno concluso l’esercizio fiscale con un aumento delle vendite, due di queste a doppia cifra (Armonie & Design e Pezzini). Per contro, sette hanno registrato un calo significativo. Da sottolineare, inoltre, che tra le top ten per fatturato troviamo tutti negozi del nord o, comunque, al di sopra di Roma.
Al vertice della classifica si posiziona il gruppo Bergamin, operante in tutto il Veneto da molti anni, con nove punti vendita. Nel 2012 ha registrato un fatturato di 25,4 milioni di euro in calo dell’1,9 per cento. “Il nostro obiettivo è quello di creare un modello funzionale, flessibile che si adatti ai nuovi ritmi e stili di vita. Per questo diventa fondamentale riflettere su tutti i fattori che favoriscono la vendita: funzionalità, comfort ed estetica”, sottolinea l’azienda.
Al secondo posto della classifica troviamo Salvioni Arredamenti d’Interni. Lo store propone le migliori marche di design e ha fatto dell’estero il suo punto di forza, registrando un fatturato di 16,9 milioni, in crescita del 5,4 per cento.
Proseguendo nella classifica, sul terzo gradino del podio si posiziona Armonie & Design, best performer del 2012. Lo store aretino ha registrato una crescita dei ricavi del 47,8 per cento, arrivando a 16,3 milioni di euro.
Al quarto e quinto posto i lombardi Pezzini e Lazzarini, rispettivamente di Sondrio e
Bergamo, con un fatturato di 14,1 e 14 milioni di euro.
Alle spalle di Lazzarini troviamo Centro Arclinea e Interni.
Nel 2012 l’azienda specializzata da oltre 80 anni nella progettazione e vendita di arredamento per casa e ufficio, ha registrato un calo complessivo del 4 per cento, attestandosi a 12,6 milioni. L’azienda – dalla sede di Verano Brianza, storico polo produttivo del mobile made in Italy, agli showroom di Milano e Bergamo – ha legato il proprio marchio alle più prestigiose griffe italiane e internazionali dell’arredamento e del design.
Segue, al settimo posto, Granato Mobili di Torino che ha registrato una frenata dei ricavi del 2,7 per cento ed è scesa a 11,7 milioni di euro.
In ottava posizione si trova Centro Negri, i cui ricavi nel 2012 sono calati dell’8,9 per cento a quota 11,7 milioni.
Dietro Centro Negri, emerge in nona posizione Ostilio Mobili, famosa azienda in provincia di Brescia che ha registrato una flessione dei ricavi del 7,3 per cento, a quota 11 milioni di euro.
Chiude la classifica L’Ambiente, realtà veneta attiva con sette negozi, che ha chiuso il 2012 con un fatturato pari a 8,7 milioni di euro in linea con l’anno precedente (+1,1 per cento). L’azienda è nata nel 1990 e oggi possiede negozi in provincia di Treviso, Pordenone, Venezia e Belluno.





