Le Casse edili contro la crisi
Venticinquemila imprese uscite dal mercato, sulle 150mila iscritte alle Casse edili; 110mila operai senza lavoro rispetto agli oltre 850mila tutelati dalle Casse.
É questa la drammatica fotografia scattata dalla Commissione nazionale delle casse edili (Cnce), l’organismo di coordinamento degli enti previdenziali bilaterali gestita dalle associazioni delle imprese di costruzione (Ance, associazioni artigiane, Aniem e Cooperative) e dalle organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, in occasione del convegno nazionale tenutosi a Caserta il 5 e 6 luglio scorsi.
“I dati del nostro sistema informativo – ha commentato Armido Frezza, presidente della Cnce − registrano ogni mese l’acuirsi di una crisi che sta spazzando via competenze e professionalità e sta impoverendo in modo drammatico un settore determinante per la nostra economia.” Il quadro descritto dalla Cnce si ferma al mese di Marzo e riguarda un periodo di 18 mesi, nel corso dei quali il numero delle ore lavorate, degli operai occupati e delle imprese iscritte è andato progressivamente diminuendo.
“La riduzione di attività – afferma Franco Turri, Vicepresidente della Cnce – risulta particolarmente rilevante in Sardegna dove nell’ultimo anno nelle principali province si è registrata una contrazione delle ore lavorate e della massa salari del 18 per cento. Ma un po’ tutto il Mezzogiorno sembra soffrire maggiormente la crisi. Nello stesso periodo il calo occupazionale più alto in percentuale si registra in Basilicata con un meno 16 per cento. Ma in valori assoluti la perdita di posti di lavoro raggiunge i suoi livelli massimi nei tradizionali distretti edili della Lombardia e del Nord Est dove si sfiorano i 20.000 operai in meno.”
Gravissima la situazione delle imprese, “il confronto tra i sei mesi che vanno da ottobre 2009 e marzo di quest’anno con lo stesso periodo di un anno prima − sottolinea Frezza − evidenzia una emorragia crescente di migliaia di aziende, che si vedono costrette a chiudere per mancanza di attività, ma anche per i ritardi eccezionali dei pagamenti di molte committenze pubbliche. Ma nonostante la forte crisi del settore delle costruzioni le associazioni di settore tengono la barra dritta sulla linea della regolarità contributiva e contrattuale. Abbiamo scelto Caserta non a caso per il nostro convegno annuale, per ribadire il ruolo di presidio della legalità svolto quotidianamente dalle 119 casse edili presenti sul territorio nazionale”.





