Quando le aziende scelgono la sostenibilità…

È di questi giorni la presentazione del secondo Rapporto ambientale curato dall’Ufficio ambiente di FederlegnoArredo. Riciclo, produzione di rifiuti e consumi energetici sono gli indicatori ambientali presi in esame dal rapporto, oggetto di una analisi qualitativa e quantitativa di dati pluriennali.
Emerge un netto aumento nell’uso di materie prime con caratteristiche ecologiche, pari al 18,32 per cento del totale, con un aumento del 59 per cento rispetto al 2005, il primo anno di indagine.
Non solo: gli scarti in legno offrono un contributo fondamentale, che negli ultimi quattro anni non è mai sceso al di sotto del 20 per cento, una quota quasi pari a quella offerta dal metano e dai gas naturali.
La seconda edizione del Rapporto ambientale – sottolinea Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo – testimonia l’impegno della federazione nell’affiancare le imprese del settore verso la sostenibilità ambientale. Alla tradizionale qualità produttiva è infatti strategico e vitale affiancare prestazioni ambientali in linea con le aspettative odierne. Ritengo, infatt,i che la ripresa passi attraverso le eccellenze ambientali, che la filiera del legno per sua natura già può vantare, supportate da un’innovazione tecnologica attenta ai temi legati all’ambiente”.

Nella prospettiva dei nuovi accordi sul clima che saranno discussi a dicembre a Copenaghen, il Rapporto ambientale assume una importanza ancora maggiore. Diventa fondamentale, infatti, porre l’attenzione anche sul ruolo che i prodotti in legno hanno nello stoccare carbonio per tutto il loro ciclo di vita. Questo sarebbe un ulteriore e decisivo passo per una maggiore propensione all’impiego del legno anche in edilizia che oramai da diverso tempo, proprio per le sue caratteristiche, è al centro di una crescente attenzione anche da parte di progettisti e costruttori.
Senza tralasciare che in molti Paesi industrializzati l’utilizzo del legno al posto di altri materiali è oramai accettato come un valido strumento alla lotta contro il cambiamento climatico, grazie alla già ricordata possibilità di immagazzinare al proprio interno enormi quantità di carbonio. Il secondo rapporto si rivela quindi anche un documento di grande interesse, che le autorità governative e le istituzioni coinvolte dovrebbero utilizzare per la definizione del loro impegno su questo versante.
Dai dati diffusi dall’indagine emerge che gli investimenti in impianti e macchinari che tengano l’a,ambiente nella dovuta considerazione superano 31 milioni di euro. “Indicativo che, in un anno difficile come il 2008 – sottolinea Enrica Foppa Pedretti, presidente della commissione ambiente FederlegnoArredo – molte aziende si siano comunque orientate verso produzioni più sostenibili, ottenendo anche di essere più appetibili nei confronti dei consumatori e di poter soddisfare le esigenze specifiche dei mercati internazionali. C’è infatti piena consapevolezza nelle aziende che il momento delicato che attraversiamo rende indispensabile concentrarsi su quelle che sono le vere priorità, quei temi che possono rappresentare una svolta per il rilancio della competitività delle nostre imprese e della nostra economia”.
Ottima la partecipazione raccolta dal Rapporto da parte delle aziende della filiera che hanno riconosciuto l’importanza del fattore ambiente anche come valore su cui diventare competitivi sul mercato.
Gli elementi che emergono, infatti, sono il risultato dell’elaborazione di un questionario compilato da un campione di 75 aziende che rappresentano un fatturato di 2,34 miliardi di euro e occupano oltre 10mila addetti.

Per maggiori informazioni: www.federlegno.it.
 

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