Decreto Prezzi: le reazioni del legno-arredo

15/02/2022

Il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani ha firmato ieri il nuovo Decreto Prezzi, che vedrà scorporate l’Iva, il costo della posa in opera e gli oneri professionali. Una decisione che, dopo l’iniziale paura per il rischio di avere inseriti dei massimali omnicomprensivi, ha generato delle reazioni positive da parte della filiera del legno-arredo. “La decisione di escludere dai massimali previsti dal Decreto Prezzi l’Iva, la posa e gli oneri, e al contempo di aumentarli almeno del 20 per cento, come più volte da noi richiesto, è la conferma che il nostro obiettivo era condivisibile e corretto: consentire che la spinta propulsiva dell’edilizia non si fermasse e, al tempo stesso, che imprenditori e cittadini onesti fossero difesi dal dilagare delle frodi”, ha infatti dichiarato Claudio Feltrin, il presidente di FederlegnoArredo.

Diamo atto al Governo e al ministro Cingolani di aver ascoltato le nostre ragioni – prosegue Feltrin – Come FederlegnoArredo abbiamo fin da subito evidenziato nelle opportune sedi e tramite la stampa che i massimali non potevano essere omnicomprensivi di Iva, oneri professionali e costi di posa in opera, che cambiano in funzione di tantissime variabili e che avrebbero, di fatto, portato le aziende a lavorare in perdita. Salutiamo con grande favore anche la decisione del Governo di aumentare gli stessi massimali del 20 per cento in conseguenza dei costi delle materie prime e dell’energia ormai trasformati in vere e proprie tasse per le aziende. Non tenerne conto avrebbe significato decretare una brusca frenata al nostro tessuto produttivo e di conseguenza al Pil del Paese”.

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