Timber&Woodworking: report dal Kazakistan

Si è svolta presso l’Atakent Expo di Almaty (Kazakistan) la fiera Timber&Woodworking, dedicata alle tecnologie per la lavorazione del legno. In concomitanza si sono tenute le manifestazioni Architecture&Design e Furniture interior dedicate rispettivamente alla componentistica e al mobile finito.

I tre eventi si sono svolti u cinque padiglioni espositivi che hanno coperto un’area netta di circa 7mila metri quadrati, in aumento rispetto all’edizione dello scorso anno.
Secondo gli organizzatori il trend sarà decisamente in ascesa nelle prossime edizioni.
Gli espositori sono stati circa 250; per quanto riguarda la tecnologia per la lavorazione del legno, l’offerta espositiva è avvenuta esclusivamente tramite il rivenditore locale.
Il flusso di visitatori è stato medio-basso, in netta contraddizione con le impressione degli operatori che evidenziano sensazioni positive sul mercato.
 
Secondo i pareri raccolti tra i dealer, il mercato crescerà in maniera repentina nei prossimi anni, grazie allo sviluppo di centri mobilieri di seconda lavorazione. Le scarse risorse forestali costringono gli operatori a importare il legno da altri Paesi, Russia in particolare. Fino a poco tempo fa i mobili venivano acquistati direttamente dalla Cina e poi rivenduti. Il recente aumento dei prezzi del mobile finito però, hanno spinto alcune aziende a valutare l’idea di produrre direttamente in loco, avvalendosi di manodopera locale, in questo momento molto conveniente dal punto di vista economico. Il Governo, inoltre sta attuando una politica fiscale a favore degli imprenditori che avviano un’attività e che comprano attrezzature per produrre beni “made in Kazakistan”.
Secondo i dealers, tuttavia, la dimensione media dell’utilizzatore è ancora molto ridotta in quanto la richiesta di mobile finito non è ancora elevata. La speranza è che il potere d’acquisto del consumatore aumenti progressivamente.
 
Gli organizzatori confermano a grandi linee il punto di vista degli espositori. La crisi del 2010 sembra ormai alle spalle e la politica governativa favorisce lo sviluppo delle attività produttive. Prima della crisi la manifestazione contava sei padiglioni interi mentre, nel 2009, al culmine della fase recessiva la fiera contava 3 padiglioni con evidenti tamponamenti.
 
Le tecnologie esposte hanno mostrato prevalentemente macchinari dedicati alla seconda lavorazione del pannello: bordatrici, sezionatrici orizzontali e squadratrici mentre la presenza di tecnologia a cnc era molto ridotta.
Per quanto riguarda la competizione internazionale, la presenza di macchine tedesche era preponderante, seguita dalla rappresentanza italiana. Anche qualche marchio cinese è stato esposto dai rivenditori locali.
 

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