
”In Essetre siamo sostenibili, come il materiale che lavoriamo”
Dalla sostenibilità all’innovazione, dalle nuove tecnologie agli investimenti e al rinnovato rapporto con Weinig: Cristina Sella, Managing Director di Essetre, ci ha raccontato gli ultimi sviluppi e la visione futura dell’azienda italiana.
C’è un filo che attraversa il presente e tende al futuro. Un filo fatto di scelte, alcune piccole e invisibili, altre capaci di cambiare il modo in cui vivremo domani. Oggi parlare di sostenibilità – specialmente per le imprese – significa parlare di responsabilità, di un modo concreto di stare nel mondo, come individui e come imprese, in un contesto in cui ogni decisione pesa sulle performance industriali, ma anche sul benessere delle persone e sull’eredità che lasceremo alle generazioni future.
Nel mondo produttivo questa consapevolezza è diventata un vero motore di cambiamento. La transizione energetica, la riduzione delle emissioni, l’uso più intelligente delle risorse, il rispetto del territorio, ma anche l’attenzione alla qualità della vita dei lavoratori: la sostenibilità non è più una semplice etichetta, ma un approccio che prende forma in molti modi diversi.
Ed è in questo scenario che si inserisce anche Essetre, realtà italiana specializzata nella progettazione e produzione di centri di lavoro cnc per il settore del legno, macchine che vengono utilizzate in tutto il mondo per la lavorazione di travi, pannelli e componenti strutturali. Da anni l’azienda porta infatti avanti un percorso che unisce visione e pragmatismo, un impegno che nasce sia dal senso etico sia dalla necessità di rispondere a clienti, mercati e processi produttivi sempre più complessi. È un cambiamento che, come racconta Cristina Sella, Managing Director dell’azienda veneta, ha richiesto tempo, coraggio e la volontà di lavorare per migliorare ogni aspetto. Dalle certificazioni a nuove soluzioni che riducano l’impatto energetico, dalle scelte etiche e sociali in azienda, fino a un nuovo showroom “paradigmatico”, fatto in legno e in grado di mostrare i tanti passi avanti dell’azienda.

Cristina Sella
“Per noi la sostenibilità non è solo un insieme di procedure o certificazioni”, spiega Cristina Sella. “È un impegno quotidiano a usare meglio le risorse, a dare indietro al territorio quello che ci offre e a far crescere l’azienda senza lasciare macerie, né ambientali né sociali. È un equilibrio tra ciò che è giusto fare e ciò che è necessario per restare competitivi. E quando si parla di concretezza, è inevitabile passare anche da strumenti come le certificazioni, che ti obbligano a guardarti dentro e a rendere misurabile ciò che prima era solo buona volontà”.
“Quest’anno – prosegue – abbiamo ottenuto la certificazione ambientale Iso 14001. È stato un percorso lungo circa un anno e mezzo di lavoro, perché la certificazione ti “costringe” a mettere ordine ovunque: procedure, controlli, documentazione. Molte cose le facevamo già, come la gestione dei fumi, degli scarichi e dei rifiuti e la Iso ci ha permesso di strutturare e ottimizzare ciò che era già presente.
Dal punto di vista pratico, abbiamo fatto analisi approfondite sull’impatto delle vernici, ora all’acqua, migliorato la gestione e introdotto diversi investimenti importanti: stiamo installando la seconda tranche di pannelli solari, abbiamo cambiato tutte le pompe di calore e stiamo per integrare un nuovo centro di lavoro. Sono interventi che migliorano l’efficienza, riducono consumi ed emissioni e ci permettono di muoverci in una direzione più responsabile.
Per noi la sostenibilità è fatta di scelte concrete, non di slogan. È ottimizzazione dei processi, riduzione degli sprechi, attenzione alle persone e al territorio”.
Come integrate la sostenibilità nella filiera e nelle vostre tecnologie?
“Abbiamo una filiera quasi totalmente a chilometro zero: fornitori della zona, meno trasporto, meno emissioni e una relazione molto diretta con chi lavora con noi. È un vantaggio ambientale ma anche sociale e territoriale.
Sul lato tecnologico siamo già da anni focalizzati sulle procedure per il recupero dell’energia e la riduzione degli sprechi. I nostri mandrini a doppia uscita, per fare un esempio molto concreto, riducono i tempi di cambio utensile e quindi il consumo complessivo, mentre i software delle nostre macchine simulano il lavoro prima dell’avvio, così si riducono scarti, tempi e sprechi di materiale. Il legno – non ci stancheremo mai di ripeterlo – è già un materiale sostenibile di suo, dato che gli scarti non finiscono in discarica, ma trovano sempre un riutilizzo, anche il più semplice.
La nostra idea di sostenibilità è proprio questa, cercare di continuare a migliorare i processi, ridurre gli sprechi, innovare le tecnologie e restituire valore al territorio in cui lavoriamo. Non è solo una questione ambientale, è un modo di essere azienda”.

“Techno Saw XS”.
Tra i temi “caldi” di quest’anno c’è stata la transizione 5.0…
“Sicuramente caldo e anche complesso. I provvedimenti per l’industria 5.0 sono stati molto più complicati rispetto alla 4.0. Abbiamo studiato, partecipato a convegni, mandato in formazione sia il commerciale che l’amministrazione, ma è un sistema oggettivamente complesso per chi prova a gestirlo da solo.
Siamo comunque riusciti a farlo utilizzare a diversi clienti per l’acquisto delle nostre macchine e lo abbiamo applicato anche internamente, collegandolo a un pacchetto di investimenti: il nuovo centro di lavoro, i pannelli fotovoltaici, la sostituzione completa del sistema pompe di calore. Tutto questo è stato possibile grazie a un team interno e a uno studio esterno che ci ha aiutato”.
Tra le novità di questo 2025 c’è anche il nuovo showroom…
“Esattamente, il nostro showroom è finalmente pronto. Ci abbiamo lavorato per anni, perché inizialmente non veniva percepito come una priorità. In realtà mancava davvero uno spazio dedicato ai clienti: abbiamo raddoppiato l’area produttiva, ma produzione e accoglienza sono due mondi diversi. Durante uno degli ultimi open house ce ne siamo accorti in modo evidente: mettere insieme muletti in movimento, lavorazioni attive e visitatori non è semplice, nemmeno dal punto di vista della sicurezza.
Lo showroom ha cambiato tutto. Oggi abbiamo uffici riservati ai clienti, un’area caffè e un accesso indipendente completamente separato dalla produzione. Dentro ci sono tre macchine sempre operative, che ruotano in base ai lotti, e che utilizziamo per demo, test e collaudi. I clienti portano le loro travi e lavoriamo insieme in tempo reale.
Questo, oltre a migliorare l’esperienza di visita, ci permette di proteggere la riservatezza delle soluzioni proprietarie, ed è stata davvero una svolta, anche dal punto di vista culturale. Un approccio più “organizzato” che ci permette di dare visibilità ai clienti senza intralciare la produzione.
E c’è anche un legame naturale con la sostenibilità. La struttura dello showroom è interamente in legno, realizzata da un nostro cliente proprio con le nostre macchine Essetre. L’anima dell’edificio è il legno lavorato da noi, un segnale coerente con i valori dell’azienda e, in un certo senso, un “collaudo” (sorride, ndr.) permanente delle nostre tecnologie”.

Non solo lo showroom: quali sono le ultime innovazioni tecnologiche che avete presentato?
“Negli ultimi mesi abbiamo messo in campo diverse novità. Una delle più interessanti è sicuramente una nuova applicazione sviluppata a partire dalla base della nostra “Techno Multiwall”, che abbiamo presentato a Ligna. È una soluzione che sta incuriosendo molto perché cambia completamente l’approccio alla lavorazione dei pannelli.
Invece di girare la parete per lavorarla sui due lati – spiega Cristina Sella – è la testa della macchina a muoversi intorno al pezzo. Il pannello rimane sempre fermo, grazie a un rialzo strutturale che abbiamo progettato proprio per questo scopo. Il risparmio è enorme, sia in termini di tempo sia di energia.
Non si tratta di ribaltare un travetto. Qui parliamo della parete di una casa, un elemento pesante, che richiede pistoni, forza, movimenti importanti. Eliminare quel processo significa ridurre consumi, complessità e rischi, e avere un ciclo di lavoro molto più fluido. Spesso questo aspetto energetico non viene neanche raccontato, invece fa davvero la differenza.
L’altra novità è la macchina per il packaging, la “Techno Saw XS”. Siamo partiti da una tecnologia già esistente, l’abbiamo alleggerita e adattata alle esigenze di un settore che richiede velocità, semplicità e pulizia di taglio.
Il mercato americano, in particolare, ce la sta chiedendo molto: lavorano spesso sezioni più piccole e hanno bisogno di macchine rapidissime. La “Techno Saw XS” è più compatta, più compatta, più veloce e ottimizzata per questi contesti, ma senza rinunciare alla qualità Essetre: gli elettromandrini sono gli stessi, la struttura è la stessa. È una “entry-level” solo nella logica della gamma, non nella qualità”.

“Techno Multiwall”.
Come sono andati la fine del 2024 e il 2025?
“Il 2025 è andato bene, in linea con le aspettative. A fine 2024 eravamo davanti a due scenari, vista l’incertezza generale tra contesto politico e guerre: siamo riusciti a centrare quello più ottimistico e abbiamo raggiunto gli obiettivi. La vera incognita ora è il 2026, che si presenta più complesso. Nonostante questo, i nostri commerciali sono molto attivi, la collaborazione con Weinig sta portando risultati concreti e stiamo lavorando per presidiare più mercati possibile”.
Come nasce la collaborazione con Weinig e come si sta sviluppando oggi?
“La relazione con Weinig affonda le radici nel passato. Un primo contatto c’era stato diversi anni fa, ma in quel momento la proposta formulata non era in linea con le nostre esigenze strategiche. Con l’arrivo di Gregor Baumbusch, figura tecnicamente molto preparata e con una forte conoscenza del settore, il dialogo si è riaperto: ha compreso immediatamente il valore delle nostre soluzioni e si è creato un allineamento naturale sul piano tecnologico e produttivo.
Con Weinig condividiamo un approccio simile alla progettazione, alla costruzione delle macchine e alla scelta della componentistica. Loro privilegiano fornitori tedeschi, noi italiani, ma la filosofia della qualità è la stessa e nessuno dei due utilizza soluzioni economiche o materiali di compromesso. Questo crea le basi per una collaborazione tecnica molto solida: spesso ci confrontiamo su problematiche progettuali, ci scambiamo idee, schemi e soluzioni. È un dialogo costante e reciproco.
Dal punto di vista organizzativo abbiamo mantenuto piena autonomia. L’azienda continua a essere guidata dalla famiglia e, internamente, non ci sono stati cambiamenti nella gestione operativa. Il rapporto con la parte tedesca è frequente e strutturato, soprattutto sul fronte marketing: collaboriamo su diversi progetti, pur mantenendo ciascuno il presidio dei mercati e delle linee prodotto di competenza.
È una partnership equilibrata, basata su rispetto, complementarità e confronto continuo. Anche eventuali sovrapposizioni commerciali vengono gestite con trasparenza e professionalità.
Il nostro futuro – conclude Cristina Sella – lo vedo come una salita continua: niente di scontato, ma pieno di nuove sfide. E va bene così, perché è nella ricerca costante di stimoli che Essetre si è sempre saputa reinventare”.





