
Filiera legno-arredo a 52,2 miliardi: +1,3% in un anno di incertezza
Nonostante un contesto macroeconomico ancora incerto, la filiera legno-arredo chiude il 2025 in crescita. Il fatturato alla produzione raggiunge i 52,2 miliardi di euro, in aumento dell’1,3 per cento rispetto al 2024, grazie soprattutto alla tenuta del mercato interno, che cresce dell’1,8 per cento a 32,9 miliardi di euro. Le esportazioni restano sostanzialmente stabili (più 0,4 per cento), attestandosi a 19,3 miliardi di euro, pur mostrando segnali di debolezza in mercati chiave come Francia e Stati Uniti, compensati in parte da un miglioramento in Germania. È quanto emerge dai Preconsuntivi 2025 del Centro Studi di FederlegnoArredo, presentati in occasione del lancio del Salone del Mobile.Milano di aprile.
“Dati che – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – certificano come la nostra filiera e tutto il sistema industriale che esprimiamo, pur alle prese con un contesto articolato, complesso e incerto, abbia saputo mettere in campo strategie e azioni di adattamento e sviluppo che si sono tradotte in una sostanziale tenuta. Non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale e che possiamo sentirci al riparo dalle turbolenze che anche il 2026 ci sta già riservando, ma voglio intravederci dei segnali incoraggianti su cui, anche come Federazione, abbiamo il dovere di concentrarci, a supporto delle nostre aziende”.
Il macrosistema arredamento raggiunge nel 2025 un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro, in sostanziale stabilità (più 0,6 per cento) sul 2024. La crescita della produzione destinata al mercato interno (13,5 miliardi, più 2,1 per cento) compensa la lieve flessione delle esportazioni (14,2 miliardi, meno 0,8 per cento), che continuano a rappresentare oltre la metà del valore complessivo.
Il macrosistema legno (compreso il commercio legno) cresce del 2 per cento, raggiungendo un fatturato di 24,5 miliardi di euro. Il dato però è determinato in parte dall’andamento dei prezzi e da una ripresa delle esportazioni (5,2 miliardi, più 3,8 per cento). Il mercato interno (19,3 miliardi) registra un più 1,5 per cento.
EXPORT
“Per quanto riguarda i mercati esteri – aggiunge il presidente Feltrin – il nostro Centro Studi sui dati aggiornati ad ottobre ’25 evidenzia nel complesso un andamento di sostanziale tenuta, con un valore stimato pari a 19,3 miliardi di euro (più 0,4 per cento), confermando il peso strategico dell’export sui risultati del settore.
Di particolare interesse nella top 10, la Germania che nei primi dieci mesi 2025 torna con un segno positivo (1,7 miliardi; più 1 per cento), mentre si registra ancora la debolezza della Francia (2,5 miliardi; meno 1,3 per cento) che dopo il biennio ’21-’22 di forte espansione, rallenta nonostante un lieve recupero negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti segnano un -2,5 per cento (1,7 miliardi), dopo il rimbalzo del 2024, con un andamento mensile influenzato dall’anticipazione degli acquisti nei mesi primaverili in vista dei dazi; riassorbito a luglio (quando la variazione percentuale cumulata era ancora positiva più 0,3 per cento), mentre nei mesi successivi le esportazioni sono fortemente rallentate, particolarmente ad agosto e in ottobre.
Di contro, emergono tendenze positive verso alcuni mercati europei ed extraeuropei, che contribuiscono a compensare parzialmente la flessione delle destinazioni tradizionali. Tra i Paesi con le migliori performance in termini di incremento in valore delle esportazioni figurano Regno Unito (più 4,2 per cento) Paesi Bassi (più 8,5 per cento) e Spagna (più 2,3 per cento) che raggiunge il quinto posto della Top 10 tra i mercati di destinazione, superando la Svizzera. In crescita anche mercati come Emirati Arabi Uniti (più 3,9 per cento) a conferma di una progressiva diversificazione geografica delle vendite all’estero. abbiamo il dovere di concentrarci, a supporto delle nostre aziende”.
“Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un export che mantiene un ruolo centrale per la filiera, ma che richiede alle imprese maggiore capacità di adattamento, presidio dei mercati e diversificazione, in uno scenario internazionale caratterizzato da elevata volatilità.
In questo contesto – precisa Feltrin – credo che le nostre imprese abbiano saputo dare il massimo, riuscendo a mantenere il presidio anche su quei mercati momentaneamente in difficoltà, senza mai abbandonarli e cogliendo immediatamente i segnali della ripartenza, come sta accadendo nel mercato tedesco e inglese. Oserei dire che siamo stati bravi nel diversificare, e che presidiare nei momenti più critici si è rivelato un atteggiamento premiante.
A maggior ragione il Salone del Mobile.Milano si conferma piattaforma strategica per il posizionamento internazionale della filiera, luogo privilegiato per incontrare buyer, operatori e progettisti da tutto il mondo, e per rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati globali, offrendo loro un’opportunità concreta per consolidare il posizionamento, intercettare nuovi interlocutori e presentarsi ai mercati emergenti”.
E intanto prosegue l’avanzata della Cina, che sta guadagnando quote di mercato sia in Italia che in Europa. “Basti pensare – evidenzia Feltrin – che per quanto riguarda il macrosistema arredamento, dopo un secondo semestre 2024 in forte crescita, anche i primi dieci mesi del 2025 confermano il trend: più 3,7 per cento in Europa, meno 0,3 per cento in Italia. Di contro, l’import totale flette del 7,7 per cento, a vantaggio della quota dalla Cina, che rafforza progressivamente la propria posizione competitiva nel mercato europeo, in un contesto di crescente pressione sulle esportazioni italiane“.
Ed è proprio su questo aspetto che torna il presidente Feltrin, lanciando un appello affinché “… vengano effettuati maggiori controlli alle merci in entrata nel nostro mercato, al fine di evitare la concorrenza sleale da parte di quei Paesi che producono senza rispettare le regole a cui sono sottoposti i produttori europei. Lancio una provocazione: anziché pensare solo ai dazi, iniziamo a pensare anche a controlli severi per materiali e merci in entrata: verificare solo l’1 per cento del flusso non è certo una barriera sufficiente per tutelarci da chi non deve presentare certificazioni, non ha regole di sostenibilità cui attenersi e che non eccelle sul tema della sicurezza per il consumatore. Così sarà sempre una lotta impari”.

CUCINE
Nel 2025 il comparto cucine raggiunge un fatturato alla produzione di 3 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente, con una crescita dello 0,5 per cento. Il dato conferma una fase di stabilità dopo il triennio di forte espansione che aveva caratterizzato il periodo post-pandemico. La dinamica è sostenuta dal mercato interno, che cresce del 3,4 per cento e si attesta a 2 miliardi di euro, mentre le esportazioni, pari a circa 1 miliardo di euro, registrano una flessione del 5 per cento dopo anni di crescita particolarmente sostenuta. Il rallentamento dell’export riguarda soprattutto alcuni mercati chiave, come Stati Uniti e Francia, a fronte di segnali più dinamici provenienti da Paesi quali Emirati Arabi Uniti e Spagna.

ARREDOBAGNO
Nel 2025 il sistema arredobagno realizza un fatturato alla produzione di 4,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,5 per cento rispetto al 2024, confermando una buona tenuta complessiva del comparto. L’andamento positivo è trainato principalmente dal mercato interno, che segna un incremento del 2,2 per cento. Le esportazioni si mantengono invece sostanzialmente stabili (più 0,5 per cento), sfiorando 1,7 miliardi di euro e rappresentando circa il 40 per cento del valore complessivo. In questo quadro si evidenziano segnali di recupero dalla Germania, che si conferma il primo Paese di destinazione.




