Per gli allestitori servono aiuti a fondo perduto

30/04/2020

“L’emergenza Covid-19 ha messo in ginocchio interi settori del nostro tessuto imprenditoriale,  e fra questi ce n’è uno su cui il Governo non può più fare finta di niente, per il semplice motivo che la crisi per loro è iniziata molto prima degli altri, già da febbraio, quando fiere, eventi e manifestazioni culturali sono state annullate o nella migliore delle ipotesi rimandate. Sto parlando degli allestitori, di quel comparto rappresentato in FederelegnoArredo dall’associazione Asal Assoallestimenti, fatto di architetti, designer, falegnami, elettricisti, tecnici, fabbri, scultori, decoratori, grafici, stampatori, montatori, magazzinieri, trasportatori che si trova a fatturato zero e molto probabilmente sarà anche l’ultimo a ripartire. Sono in ballo 120mila posti di lavoro e un settore che fattura 2 miliardi di euro l’anno. Non è pensabile che per loro il Governo pensi a complicati meccanismi di prestiti, per loro serve liquidità immediata tramite aiuti a fondo perduto”.

A chiederlo è il presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini.

“Progettiamo, disegniamo e ingegnerizziamo, costruiamo scenografie, le montiamo e smontiamo, in una parola siamo coloro che con grande professionalità e know how rendono possibile la realizzazione di fiere, manifestazioni culturali ed eventi. Credo sia scontato dire che siamo letteralmente in ginocchio − aggiunge Massimiliano Vaj, presidente di Asal − e per questo chiediamo al Governo aiuti a fondo perduto perché con un 80 per cento di fatturato in meno previsto nel 2020 i prestiti non servono.

Ci auguriamo che il Governo ci ascolti e inserisca il nostro settore fra quelli maggiormente colpiti e per i quali è indispensabile un aiuto massiccio e, lo ripeto, a fondo perduto. Il settore fieristico, delle sfilate di moda, degli eventi in genere è un fiore all’occhiello del nostro Paese, sappiamo esaltare con i nostri allestimenti tutto il bello che il Made in Italy sa produrre in ogni settore: aiutarci è fondamentale affinché anche le aziende che già oggi sono tornate operative domani possano far vedere al mondo intero le loro produzioni”.

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