Tecnologie per il legno: il mercato mondiale rimane in attesa…   

05/11/2026

In uno scacchiere dove si gioca purtroppo ancora la stessa partita, fatta di mercati oramai chiusi da anni e da una sostanziale stagnazione della domanda di qualsiasi bene, anche le tecnologie per la lavorazione del legno e l’industria del mobile faticano a trovare nuove strade da percorrere.

Per quanto continui la ricerca di nuovi sbocchi e di nuove opportunità, la domanda interna e internazionale non è certo prodiga di soddisfazioni: un dato che emerge in tutta la sua chiarezza dall’analisi congiunturale realizzata dall’Ufficio studi di Acimall, l’associazione che rappresenta l’eccellenza della offerta italiana di settore.

L’indagine, realizzata ogni tre mesi su un campione rappresentativo, racconta che nel periodo luglio-settembre 2026 gli ordini sono cresciuti di un timido 1,2 per cento rispetto allo stesso periodo 2025, contro il 5,3 messo a segno nel trimestre precedente. L’estero ha fatto segnare una crescita della domanda di “made in Italy” dell’1,7 per cento (contro il 12,3 per cento dell’aprile-giugno 2026), mentre gli ordini dal mercato interno sono diminuiti dello 0,7 per cento rispetto allo stesso trimestre 2025, un dato certamente più “incoraggiante” del meno 12,3 per cento registrato nell’aprile-giugno.

Il portafoglio ordini si attesta a 3,6 mesi (era 3,5 lo scorso trimestre), a fronte di una significativa ripresa dei prezzi, che dal primo gennaio di quest’anno sono cresciuti del 4,3 per cento (3,5 per cento al 30 giugno scorso).

L’indagine qualitativa rivela che il 24 per cento del campione registra una crescita della produzione (era il 18 per cento nei tre mesi precedenti), il 41 per cento attraversa una stagione di sostanziale stabilità (59 per cento nell’aprile-giugno), mentre il 35 per cento dichiara una diminuzione (23 per cento tre mesi fa). Dunque qualche spiraglio di luce sembra aprirsi, almeno prendendo in considerazione i dati della indagine qualitativa. Stabile l’occupazione (88 per cento del campione), in crescita per il 6 per cento e in diminuzione per la stessa percentuale. Le giacenze sono stabili per il 65 per cento del campione, in aumento per il 18 e in calo per il 17 per cento.

Preziose, come sempre, le indicazioni che emergono dalla indagine previsionale, che dipinge le aspettative del settore per i mesi che ci separano dalla fine di questo “complesso anno”: il 65 per cento del campione si pronuncia per una stagione “stabile” per gli ordini interni (il 23 per cento si attende una diminuzione e solo il 12 per cento una crescita); una stabilità che scende al 53 per cento per gli ordini esteri, che saranno invece in aumento per il 18 per cento del campione e in diminuzione per il 29 per cento.

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