Considerare le opere in legno categorie superspecialistiche

Leggendo le recenti notizie provenienti da L’Aquila, dove da una palazzina del progetto C.A.S.E. si è “staccato” un balcone, si ha la conferma che, sia nell’attuale Dpr 207/2010 sia nella futura revisione del testo di legge, diviene indispensabile considerare le opere in legno all’interno delle categorie superspecialistiche e sensibilizzare gli organismi di accreditamento a una seria e reale verifica delle capacità tecnico-organizzative delle aziende.
Soprassedere a questa richiesta (che la stessa FederlegnoArredo porta avanti da anni) significa chiudere gli occhi sulla pubblica incolumità. Imprese legate principalmente a costruzioni tradizionali spesso ignorano completamente i fattori tecnologici e ingegneristici di un’opera realizzata tramite tecnologie in legno. Nel caso in questione, il cedimento sembra essere dovuto a infiltrazioni d’acqua (causate dalla mancanza di una guaina impermeabilizzante nel pacchetto costruttivo) che a sua volta ha provocato il collasso della struttura portante e relativo crollo del balcone.

 

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