Sibo: iperspecializzati, appassionati!
05/05/2015
I primi passi li ha mossi nel 1830. Oggi, in mezzo al verde della Val d’Ossola, Sibo continua a essere un punto di riferimento per clienti di tutto il mondo alla ricerca di macchine ad alta specializzazione, spesso introvabili da altre fornitori. Una storia da raccontare.
Il cuore batte forte a Ornavasso (Verbania), dal 1830. All’imbocco della Val d’Ossola, a poche decine di metri dal cippo che ricorda i confini dell’allora Repubblica Partigiana, sotto il costone di una montagna in mezzo al verde. La storia d’azienda è un pezzo di storia d’Italia, come riconosce anche l’onorificenza ricevuta l’8 giugno 2011 in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità italiana. La Sibo, acronimo di Società Industriale Brusa Ornavasso ha saputo ritagliarsi nello scenario industriale italiano uno spazio a sé, non solo metaforicamente parlando: in quasi due secoli di storia desta qualche curiosità e anche un po’ di emozione vedere clienti arrivati dal lontano Messico per acquistare una macchina altrove introvabile, iperspecializzata e costruita “su misura”.
Legno e metallo, fino alle pietre (come i rubini) per l’artigianato del settore orologeria, ma soprattutto passione e alta specializzazione sono le materie prime di riferimento per la produzione Sibo, frutto di un’esperienza artigianale nata con la Graziano Brusa, dal nome del capostipite della famiglia, nel XIX secolo e portata avanti dall’attuale Sibo a partire dal 1968 sotto la guida di Alberto Brusa, che condivide la gestione dell’azienda con il figlio Graziano e la moglie Maria. L’azienda è parte della storia di famiglia, la famiglia è l’azienda, in un laboratorio che profuma di casa….E il cliente non è solo chi acquista una tecnologia, ma una persona con cui instaurare un rapporto di amicizia. Roba d’altri tempi? Forse. Forse un pizzico sì, ma c’è gente che trova solo qui quello che sta cercando…
“Abbiamo una lunga storia, iniziata dal trisnonno di mio marito, Graziano Brusa, che produceva mulini e macchine per la foratura delle pietrine per gli orologi, una tecnologia che richiede altissima precisione per lavorare elementi di dimensioni microscopiche e che ancora oggi portiamo avanti”, inizia a raccontarci la signora Brusa.
“Poi l’azienda è cresciuta e ha iniziato a servire le tornerie del legno per la produzione dei manici da martello, piccone, scope… In seguito abbiamo iniziato a costruire macchine per fare le fruste per i cavalli, commissionata da un’azienda francese che è per noi più di un cliente, forse perché offre una opportunità a lavoratori diversamente abili. E non ci siamo fermati lì, ma abbiamo aggiunto le linee per produrre cucchiai e forchette di legno, i manici da pennello o per spazzole. Per un produttore finlandese abbiamo costruito una speciale macchina a controllo numerico per la produzione di cubi giocattolo in legno per bambini, utilizzabile – ancora una volta – anche da lavoratori con disabilità. Per clienti sloveni abbiamo da poco realizzato una macchina per la lavorazione dei frattazzi da muratore. Della nostra produzione fanno parte anche macchine per produrre manici per martelli da carpentiere, lampadari e stecche da biliardo in legno ricomposto e trafilato. E quanto dico costruito, realizzato intendo anche ideato, progettato: i nostri clienti vengono da noi con un oggetto e noi gli consegniamo la macchina che gli permette di produrne di più, in meno tempo, sesso senza che sia necessaria la presenza di un operatore”.
Come siete arrivati a questa capacità di risolvere ciò che per altri sarebbe un problema probabilmente insormontabile?
“Merito di mio suocero, sempre disponibile e bravissimo a risolvere qualsiasi problema. Qualcosa nel dna che, infatti, ha trasmesso a suo figlio, mio marito Alberto, e a mio figlio Graziano, che non a caso porta lo stesso nome del nonno…
Pensi che stiamo lavorando su una macchina per produrre penne penne di bambù con una particolare lavorazione della materia prima sezionata, bucata e fresata. Anche in questo caso un lavoro bello e ancor più impegnativo perché saranno macchine utilizzate da persone diversamente abili.
Facciamo così tante cose e così diverse fra loro che non abbiamo certo un catalogo, al massimo qualche depliant, ma sono più le nostre invenzioni che rimangono “nascoste” di quelle che raccontiamo. Per noi è praticamente impossibile fare due macchine uguali, anche perchè sono fatte talmente bene che lavorano per decenni!”.
Complicato fare marketing con un panorama così ampio di proposte…
“Per una realtà come la nostra internet è una benedizione, per quanto lavoriamo molto anche grazie al passaparola fra clienti storici e nuovi, che permette ottimi risultati anche all’estero, come è accaduto quando un nuovo contatto in Russia è arrivato a noi tramite un cliente francese, specializzato nella satinatura dei corrimano di ottone.
Un passaparola nel quale pesa molto la nostra capacità di risolvere anche i problemi più strani o complessi, sempre guardando con estrema attenzione alla qualità della finitura: il pezzo che esce dalle nostre macchine sembra già levigato! Fondamentale, poi, che i tanti processi siano gestiti da software adeguati, sia nella fase di progettazione della macchina che di gestione dei processi, una capacità che richiede operatori preparati ed efficienti, che aiutino l’azienda a sostenere i carichi di lavoro senza ritardi di consegna al cliente. Un problema, perché oggi individuare il personale giusto da assumere non è semplice”.
In tempi come questi quanto è complesso portare avanti questa filosofia, queste vostre “convinzioni”…
“Molto, soprattutto perché manca un raccordo concreto fra scuola e azienda che permetta di avere, in futuro, un ricambio generazionale: cosa faremo quando le persone che lavorano con noi da una vita andranno meritatamente in pensione? Oggi i ragazzi delle scuole professionali che vengono in azienda per stage formativi possono solo osservare, senza nemmeno avvicinarsi alle macchine; e in qualche caso non hanno neppure una base formativa sufficiente. Anni fa era il contrario: arrivavano giovani più preparati, molti dei quali sono rimasti a lavorare con noi.
Siamo una piccola impresa dalla forte specializzazione. Un piccolo gruppo di persone che, a seconda del tipo di macchina da produrre, coinvolge fornitori e collaboratori esterni. Qui in fabbrica facciamo il montaggio finale e il collaudo. E, come le dicevo prima, è tutta farina del nostro sacco, dalla prima idea su come risolvere il problema al progetto esecutivo, fino alla produzione degli elementi necessari che facciamo con le nostre macchine o affidiamo a qualcuna delle splendide realtà che ancora sono attive in questo angolo d’Italia”.
Quali sono i segmenti nei quali esiste una maggiore domanda?
“Cucchiai, posate in legno. Spazzole o manici per coltelli, per i quali facciamo senz’altro le macchine più belle, veloci, intelligenti, macchine che vanno in tutto il mondo, dai “coltellai” più prestigiosi dei cinque continenti.
Il nostro mondo è tutto ciò che non prevede standard. Pensi ai manici da piccone: il cliente viene da noi e ci chiede di realizzare una macchina in grado di lavorare secondo il campione che ci porta, un manico che è e resta volutamente esclusivo e personale, specifico di quella azienda. Oppure quanto ci ha chiesto un cliente brasiliano, che ha voluto una macchina per produrre manici da martello interamente coperti da incisioni, così da sembrare usciti da qualche bottega di ebanista…
E lavoriamo tantissimo con l’estero, in Italia ci limitiamo a fornire qualche ricambio delle tante nostre macchine ancora perfettamente operative. Da noi si preferisce acquistare torni all’estero, a basso prezzo e una qualità ancora inferiore; ma se calcolassero il tempo che ci mettono a fare un pezzo e quanto sia necessario intervenire per dare almeno una parvenza di qualità con lavorazioni successive…
Noi produciamo macchine superveloci, che richiedono un investimento adeguato certo, ma che fanno decine di pezzi pronti per essere assemblati nel tempo necessario ad altri per farne uno o due. Dove sta la convenienza? Qual è la scelta che ne tempo si rivelerà un investimento?
Troppo spesso fatichiamo a far capire cosa offriamo, quante sono le nostre capacità, quale specializzazione possiamo mettere sul tavolo… La nostra specializzazione, la nostra forte competenza ci porta dai problemi della copia, limitata ad alcuni tipi di prodotti più standard, fra cui alcuni tipi di macchine levigatrici e per realizzare manici da badile, piccone e scopa”.
Signora Brusa, un sogno nel cassetto?
“Vedere riconosciute in un ambito un po’ più ampio le nostre capacità. Abbiamo un’anima antica che si esprime con tecnologie e strumenti moderni per fare macchine affidabili e produttive. Continueremo a essere ciò che siamo, ad avere gente che arriva da tutto il mondo perchè ha sentito parlare di noi, ha visto le nostre macchine all’opera. In un mondo dove tutto è uguale noi possiamo contribuire al sogno di alcuni di fare la differenza…”.
E’ tardi, è ora di tornare verso Milano. Piove, fra la Val d’Ossola e il lago. Terra strana, forse un po’ dimenticata, forse trascurata. Luogo di storia, luogo di passione e di genialità che non devono andare perdute, che un mondo così affascinato da tecnologie avanzatissime, delocalizzazioni produttivi nei cinque continenti, automazioni esasperate non può permettersi di dimenticare…





