Legno italiano modello di legalità. Fedecomlegno al Forum Atibt 2015

In Italia, dal 25 dicembre 2014 è entrato in vigore l’Eutr (European Union timber Regulation), che prevede l’impegno per gli operatori della filiera a un sistema di “dovuta diligenza” (Due Diligence) a dimostrare la legalità del legno importato dai Paesi extra-europei. Da luglio 2015 sono stati avviati i controlli dal Corpo Forestale dello Stato sulle aziende della filiera legno che immettono sul territorio europeo legname proveniente da Paesi extra-Ue. L’autorità competente (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) nella selezione delle imprese da controllare ha dato la priorità alle situazioni di maggiore rischio di illegalità e di conseguenza a tali prodotti riportati in relazione alla provenienza geografica e tipo di legno. Il legno tropicale occupa oltre il 10 per cento delle importazioni dell’Unione Europea. A livello mondiale è stato stimato che il taglio illegale causa perdite pari a 7 miliardi di euro l’anno.
Tra le realtà che hanno maggiormente spinto per l’adozione dell’Eutr c’è FederlegnoArredo, che ha recentemente presentato alla Commissione europea di Bruxelles una ricerca realizzata dal proprio centro studi, in collaborazione con Conlegno e Wwf, sulle importazioni di legno e derivati nell’Unione Europea. Il tema è stato trattato nel corso del Forum organizzato dall’Atibt – Association Technique Internationale des Bois Tropicaux, che si è tenuto eccezionalmente in Italia, a Milano (14 al 16 ottobre) patrocinato da FederlegnoArredo e da Expo 2015. Un incontro per professionisti di settore il cui obiettivo è la sensibilizzazione nei confronti della gestione delle foreste tropicali e del commercio dei prodotti forestali che da esse derivano.
Fedecomlegno (l’associazione che per FederlegnoArredo rappresenta il mondo del commercio e delle importazioni italiane di legname e prodotti connessi utilizzati nelle attività di trasformazione industriale e artigiana e nell’edilizia) ha approfondito il tema dell’ingresso delle merci in Europa davanti a 250 partecipanti provenienti da tutto il mondo: produttori, commercianti, rivenditori, architetti, designer, responsabili delle politiche e Ong.
“Il Regolamento è uno strumento per dimostrare l’affidabilità delle aziende italiane”. Così Stefano Corà, del comitato Atibt e Due Diligence di Fedecomlegno. “Siamo diventati subito consapevoli della difficoltà di questa materia e l’urgenza di fornire alle aziende un sistema di dovuta diligenza riconosciuto dalla Commissione Europea. Il nostro obiettivo è quello di sostenere una corretta applicazione del regolamento a livello nazionale, e ci siamo impegnati direttamente nella sensibilizzazione delle aziende”.
Rimangono le problematiche di un mercato europeo che non sempre rispetta le regole. “Gli operatori di alcuni Paesi si accontentano di dichiarazioni superficiali in merito alla merce mentre altri hanno un approccio molto più approfondito. Solo un approccio omogeneo può rendere efficace il regolamento”.

 

 

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