Un albero per un compositore

Non ho mai avuto un albero, ma adesso che ce l’ho, me lo voglio coccolare”. Visibilmente emozionato, il compositore Giovanni Allevi ha abbracciato a lungo l’abete di risonanza che la Val di Fiemme ha voluto donargli.
È stata una cerimonia toccante quella che si è svolta lo scorso venerdì 3 agosto nel “bosco che suona” di Predazzo. Allevi si è inoltrato fra gli abeti rossi di oltre 200 anni, ne ha scelto uno, e lo ha stretto a sé come se non se ne volesse più separare.
L’iniziativa ha già omaggiato altri due musicisti di primo piano. Qualche giorno prima, infatti, sono stati i maestri Uto Ughi e Mario Brunello a scegliere il loro abete di risonanza. Con questo insolito rituale l’azienda di promozione turistica della Val di Fiemme e l’ente millenario Magnifica Comunità di Fiemme, che gestisce il bosco, hanno voluto ringraziare i tre musicisti per aver onorato la valle con la loro presenza al festival “I suoni delle Dolomiti” organizzato dalla Trentino spa.
Il regalo di questi abeti di risonanza, amati un tempo da Stradivari e oggi dai liutai di tutto il mondo per la loro qualità di trasmissione del suono, è indirizzato proprio a chi contribuisce a far parlare di un territorio attraverso due linguaggi universali come la natura e la musica.
Da quest’anno nel “bosco che suona” tutti possono incontrare l’albero Uto Ughi, l’albero Mario Brunello e l’albero Giovanni Allevi. Quest’ultimo ha voluto dedicare al suo abete la composizione per pianoforte e orchestra “Trecento anelli”.

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