
Mobili e arredo: quanto vale il Medio Oriente?
Le tensioni e il conflitto che stanno ridisegnando gli equilibri geopolitici del Medio Oriente stanno già producendo effetti ben oltre il piano militare. Dall’energia alle rotte commerciali i mercati internazionali stanno osservando con attenzione l’evolversi della situazione, mentre i primi segnali – dall’aumento dei prezzi delle materie prime all’incertezza sugli investimenti – cominciano a farsi sentire anche in diversi settori industriali.
Il costo più alto di questa crisi resta – non serve neppure dirlo – quello umano, con migliaia di vittime e una regione sempre più instabile. Ma accanto alla tragedia del conflitto emerge anche una dimensione economica che riguarda numerose filiere produttive, tra cui quella del mobile. In un recente articolo di Xylon abbiamo parlato dell’export delle tecnologie italiane del legno verso la regione, ma quanto vale il “mondo del mobile” in Medio Oriente e in Iran?
Nel complesso il mercato vale oltre 14,5 miliardi di dollari secondo il report World Furniture Outlook 2025/2026 redatto da Csil. Il totale include Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Israele, Iraq, Qatar, Giordania, Oman, Bahrain e Libano. Restano esclusi Siria e Yemen, per i quali non sono disponibili statistiche affidabili a causa dell’instabilità economica e della scarsità di dati ufficiali anche in conseguenza ai conflitti che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Utilizzando le ultime informazioni disponibili sul commercio internazionale del settore è possibile comunque stimare che i mercati del mobile di Siria e Yemen valgano complessivamente circa 180 milioni di dollari, portando il valore potenziale dell’intera area mediorientale a circa 14,7 miliardi di dollari.
Un valore complessivamente significativo, ma con ampie differenze di “peso specifico” all’interno della regione, con una domanda di mobili fortemente concentrata in pochi mercati chiave: Israele, Arabia Saudita, Iran ed Emirati Arabi Uniti rappresentano infatti da soli circa tre quarti dell’intero mercato regionale, con consumi complessivi di arredi per oltre 10 miliardi di dollari. Gli altri paesi dell’area – tra cui Iraq, Qatar, Giordania, Oman, Bahrain e Libano – coprono invece quote molto più contenute del mercato.
IRAN
L’Iran rappresenta uno dei principali mercati del mobile del Medio Oriente. Secondo i dati del report di Csil il consumo di mobili nel Paese ha raggiunto circa 2,5 miliardi di dollari nel 2023 (non sono reperibili dati più recenti, ndr.), con una produzione domestica di poco superiore ai 2,5 miliardi. Il mercato iraniano è caratterizzato da una forte presenza dell’industria locale quindi e le importazioni sono relativamente contenute (circa 26 milioni di dollari nel 2023), mentre l’export resta limitato a circa 65 milioni (il principale sbocco del mercato iraniano è l’Iraq), segno di un settore orientato soprattutto alla domanda interna.
In termini di peso regionale l’Iran rappresenta circa il 17 per cento dell’intero mercato del mobile del Medio Oriente, risultando uno dei quattro principali poli – come abbiamo accennato – della domanda insieme a Israele, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Un fattore chiave che spiega il peso dell’Iran nel mercato del mobile mediorientale è innanzitutto la dimensione demografica. Con oltre 90 milioni di abitanti, il paese rappresenta uno dei bacini di domanda più ampi della regione. A questo si aggiunge una filiera produttiva locale relativamente sviluppata, che come abbiamo detto consente all’industria nazionale di coprire gran parte della domanda interna di arredi, e che ne mette in evidenza una differenza con molti altri paesi del golfo, dove il mercato dipende in larga misura dalle importazioni.
Un mercato vivace caratterizzato da un mercato immobiliare e dall’urbanizzazione, che continuano a generare domanda di arredamento residenziale. Nonostante le difficoltà economiche e le sanzioni internazionali che limitano gli scambi commerciali e gli investimenti esteri il Paese mantiene quindi un mercato interno ampio e relativamente autonomo, con livelli di importazione di mobili molto più bassi rispetto ad altri mercati del Medio Oriente.
ISRAELE
Israele rappresenta il più grande mercato del mobile del Medio Oriente. Secondo i dati del report World Furniture Outlook 2025/2026 di Csil il consumo di mobili nel paese ha raggiunto circa 3 miliardi di dollari nel 2024, a fronte di una produzione domestica di circa 2,25 miliardi di dollari. Il mercato è sostenuto sia dalla presenza di un’industria locale consolidata sia da importazioni significative, che hanno superato 940 milioni di dollari nello stesso anno.
Nel contesto regionale Israele pesa per circa un quinto dell’intero mercato del mobile del Medio Oriente. Il settore beneficia di un elevato livello di reddito pro capite (oltre 54mila dollari annui), tra i più alti della regione, e di una spesa delle famiglie consistente, fattori che sostengono la domanda di arredamento sia nel comparto residenziale sia in quello contract.
Dal punto di vista commerciale Israele importa soprattutto da Cina, Italia e Turchia, mentre le esportazioni di mobili sono orientate principalmente verso Stati Uniti ed Europa. Questo riflette la forte integrazione dell’economia israeliana con i mercati occidentali, che influenza anche la struttura del settore dell’arredo.
Nel breve periodo le previsioni di CSIL (prima del nuovo conflitto in Iran, ndr.) indicano tuttavia una fase di stabilizzazione della domanda, con crescita attesa pari a 0 per cento nel 2025 e nel 2026, segnale di un mercato già maturo e sensibile al rallentamento economico e alle tensioni geopolitiche della regione.
EMIRATI ARABI UNITI E BAHREIN
Tra i paesi coinvolti nel quadro di tensioni regionali figurano anche Emirati Arabi Uniti e Bahrein, due economie del Golfo con mercati del mobile di dimensioni molto diverse ma entrambe fortemente integrate nei flussi commerciali internazionali. Negli Emirati Arabi Uniti il consumo di mobili supera i 2,4 miliardi di dollari, rendendo il paese uno dei principali hub regionali dell’arredo grazie a un’elevata domanda interna e a un ruolo di piattaforma logistica per il commercio verso altri mercati del Medio Oriente.
Il Bahrein, con un mercato di circa 220 milioni di dollari, rappresenta invece una realtà più piccola ma dinamica, caratterizzata da una forte dipendenza dalle importazioni e da relazioni commerciali molto strette con gli altri paesi del Golfo, in particolare con l’Arabia Saudita. In entrambi i casi, la domanda di arredo è sostenuta dallo sviluppo immobiliare e dall’espansione dei servizi, elementi che negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare il peso economico del settore nella regione.





