
Laminato: Europa ancora centrale, ma il 2025 segna il passo
Il laminato tiene in Europa, ma arretra nel mondo. È questa la fotografia emersa dalla conferenza annuale dell’European Producers of Laminate Flooring (Eplf), che ha riunito a Bruxelles produttori e stakeholder per fare il punto su un 2025 definito senza mezzi termini “di aggiustamento”.
I numeri parlano chiaro: 263,4 milioni di metri quadrati venduti a livello globale dai membri Eplf, in calo del 6,5 per cento rispetto ai 281,6 milioni del 2024. Un dato che si inserisce in un rallentamento più ampio del comparto edilizio, tra aumento dei costi, ritardi nei permessi e minore dinamismo nel residenziale.
I NUMERI
“Il 2025 è stato un anno complesso, segnato da pressioni economiche e da un rallentamento diffuso nel settore delle costruzioni”, ha spiegato Veronique Hoflack, presidente di Eplf, aprendo i lavori. “Ma il laminato continua a dimostrare resilienza nei suoi mercati chiave”.
Il riferimento è soprattutto all’Europa, che da sola rappresenta oltre l’80 per cento delle vendite complessive. Qui la contrazione è stata più contenuta rispetto ad altre aree: in Europa occidentale, che pesa per il 58 per cento del totale, i volumi si sono attestati a 151,8 milioni di metri quadrati, in calo del 5,62 per cento.
All’interno della regione, la Francia ha mostrato una sostanziale stabilità, attestandosi a 30,4 milioni di metri quadrati (meno 0,59 per cento), mentre Germania e Gran Bretagna hanno registrato flessioni più marcate, rispettivamente dell’8,22 per cento e del 5,47 per cento. Il dato riflette le diverse velocità con cui i mercati nazionali stanno reagendo al contesto economico e alle condizioni del settore edilizio.

L’Europa orientale ha invece confermato un andamento positivo, rappresentando il 23 per cento delle vendite totali Eplf con 61,6 milioni di metri quadrati e una crescita del 2,56 per cento rispetto all’anno precedente. La regione continua a mostrare un potenziale significativo, sostenuto in particolare da mercati come la Polonia, che ha registrato un aumento del 3,55 per cento, e la Romania, con una crescita del 9,3 per cento. Accanto a queste performance, si osservano tuttavia dinamiche più eterogenee in altri Paesi dell’area, a conferma di un quadro ancora in evoluzione.
Al di fuori dell’Europa, il quadro appare più complesso. Il Nord America ha registrato una contrazione del 12,4 per cento, mentre l’America Latina e l’Asia hanno evidenziato cali rispettivamente del 20,61 per cento e del 24,53 per cento. In Asia, alcuni dei mercati principali hanno subito riduzioni particolarmente rilevanti, mentre l’Africa ha mostrato la flessione più marcata a livello regionale. Anche Oceania e altri mercati minori hanno registrato una riduzione dei volumi, confermando un indebolimento diffuso al di fuori del mercato europeo.
“La contrazione non è uniforme”, ha sottolineato Fabian Kölliker, membro del board Eplf, evidenziando come le dinamiche locali e il diverso stato dei mercati edilizi incidano in modo determinante sulle performance regionali.
Nonostante le difficoltà, dunque, il laminato continua a distinguersi per la sua capacità di adattamento e per il suo posizionamento competitivo. Il prodotto – hanno spiegato i vertici di Eplf durante la conferenza stampa – mantiene infatti un forte appeal grazie al buon rapporto qualità-prezzo, alla versatilità applicativa e a caratteristiche sempre più apprezzate dal mercato, come la durabilità e la resistenza all’acqua. A questo si aggiunge un crescente riconoscimento del suo profilo ambientale: il laminato viene sempre più percepito come una soluzione sostenibile, basata su materie prime rinnovabili e integrata in logiche di economia circolare, con una filiera produttiva in larga parte europea.

UN SETTORE SOTTO PRESSIONE
Un momento “in chiaroscuro”, come emerge dai numeri, ma a pesare non è solo il ciclo economico. Dai dati e dai resoconti quello che emerge è un quadro più strutturale, segnato da difficoltà persistenti nel settore delle costruzioni europee. Il rallentamento nei processi autorizzativi e l’aumento dei costi continuano a incidere sia sulle nuove costruzioni sia sulle ristrutturazioni, riducendo la domanda complessiva.
Eppure, proprio in questa fase, il laminato prova a rafforzare il proprio posizionamento. Non solo come soluzione accessibile, ma come prodotto coerente con le nuove priorità europee.
“Il laminato resta competitivo, accessibile e sostenibile”, è stato ribadito durante la presentazione, con riferimento al suo utilizzo di materie prime rinnovabili, alla produzione prevalentemente europea e al contributo agli obiettivi climatici.
PIÙ POLITICA, MENO PRODOTTO
Uno degli elementi più evidenti è il peso crescente dei temi regolatori. Eplf ha intensificato il proprio impegno su diversi dossier europei, tra cui il regolamento sulla deforestazione, le politiche per l’economia circolare e lo sviluppo del passaporto digitale dei prodotti.
Il quadro normativo è destinato a incidere in modo significativo sul settore nei prossimi anni. Tra i fronti più rilevanti, la revisione del sistema Blue Angel (marchio ambientale tedesco che certifica i prodotti con elevati standard di sostenibilità e basso impatto ambientale lungo il loro ciclo di vita, ndr.) introduce criteri aggiornati sia sulle materie prime sia sulle sostanze utilizzate, con requisiti più stringenti su alcuni componenti chimici.
Parallelamente la nuova Construction Products Regulation (il regolamento europeo che stabilisce requisiti e standard per garantire sicurezza, prestazioni e trasparenza dei prodotti da costruzione nel mercato Ue, ndr.) è destinata a ridefinire gli standard per i materiali da costruzione, con un’attenzione crescente non solo alle prestazioni tecniche, ma anche agli aspetti ambientali e alla durabilità dei prodotti.
A questo si aggiunge il tema delle emissioni: dal 2026 entreranno in vigore nuovi limiti europei per la formaldeide, mentre resta sotto osservazione l’utilizzo di altre sostanze come la melamina. Un insieme di interventi che, nel loro complesso, contribuiranno a innalzare ulteriormente il livello di controllo e qualità richiesto al settore.
Controlli che passano per una costante e sempre maggiore attenzione alla questione sostenibilità. Il settore si prepara infatti a una fase in cui la trasparenza diventerà un elemento centrale, non più accessorio.
Tra le priorità indicate da Eplf c’è infatti l’aggiornamento delle dichiarazioni ambientali di prodotto, che dovranno essere sempre più allineate ai nuovi strumenti europei, a partire dal passaporto digitale. E allo stesso tempo si lavora allo sviluppo di metodologie condivise per la valutazione delle prestazioni, con l’obiettivo di garantire maggiore comparabilità e affidabilità dei dati.
Si tratta di un passaggio che segna l’evoluzione del laminato da prodotto competitivo sul prezzo a soluzione sempre più valutata anche in termini di impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita.
UN EQUILIBRIO DA RITROVARE
Per Eplf il momento attuale va oltre la semplice flessione congiunturale. “Siamo in una fase di trasformazione”, ha osservato Philipp Sprockhoff, membro del board Eplf. “Il mercato sta ridefinendo i propri equilibri”.
Una trasformazione che riguarda anche il prodotto. Le tendenze per il 2026 indicano una direzione chiara: crescente attenzione alla sostenibilità, sviluppo di superfici più resistenti all’acqua, maggiore durabilità e un equilibrio sempre più centrale tra qualità e prezzo. Sul piano estetico, si affermano formati più ampi e pattern geometrici, in linea con l’evoluzione del design degli interni.
E così, in questo scenario, il laminato punta a consolidare il proprio ruolo come soluzione capace di coniugare prestazioni tecniche, accessibilità economica e sostenibilità. Una posizione che, almeno in Europa, continua a dimostrarsi solida, ma che dovrà confrontarsi con un contesto globale sempre più competitivo.
Il messaggio che emerge è chiaro: il futuro del settore non si giocherà solo sul prodotto, ma anche sulla capacità di posizionarsi all’interno delle nuove politiche industriali europee.
(f.i.)
eplf.com





