FederlegnoArredo: la parola a Carlo Piemonte

03/06/2026

Friulano, 44 anni, una laurea in giurisprudenza e un curriculum che lo ha visto in numerosi ruoli chiave nello sviluppo e nella valorizzazione del settore, Carlo Piemonte da gennaio è il nuovo direttore generale di FederlegnoArredo. Arriva a Milano con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente il ruolo di FederlegnoArredo in una fase particolarmente strategica per la filiera.

Carlo Piemonte

Basta dare una occhiata al curriculum di Carlo Piemonte per capire perché lo abbiano cercato e convinto a venire in Foro Buonaparte. Fate qualche click in rete e scoprirete che il primo “non lombardo” e il più giovane direttore della storia di FederlegnoArredo – qualifica di per sé poco significativa, a meno che non indichi la volontà di portare in federazione uno sguardo nuovo, capace di connettere mondi diversi e valorizzare tutto il potenziale del settore –ha spaziato fra centri per il design e ministeri, imparando a conoscere boschi, foreste, tecnologie e sistemi. E fra le tante cose che ha fatto, in Friuli – la sua amata terra – ha creato esperienze che ci vorrebbero un paio di settimane solo per raccontarle e che anche nel resto del Paese, e magari in Europa, potrebbero essere considerate un riferimento.

Sicuramente ambizioso, profondo conoscitore di ogni aspetto di questo nostro mondo, grande comunicatore, innamorato della sua famiglia, impareggiabile costruttore di reti e relazioni: ora tocca a lui tenere salda la barra del timone e aiutare un mondo complesso e ricco di anime a fare ancora più sistema.

Non è passato molto dal suo arrivo, ma ci è parso doveroso andarlo subito a trovare per chiedergli come mai ha accettato questa sfida. “Perché me lo ha chiesto il presidente Claudio Feltrin – ci risponde senza esitazione – con l’obbiettivo di dare corpo alla visione strategica sua e del consiglio di amministrazione della federazione: mettere sempre al centro del dialogo le aziende associate, garantendo quelle risposte tecniche e di rappresentanza di cui il settore ha bisogno. Un progetto apparentemente semplice, ma che riassume la grande volontà di presidiare il ruolo che FederlegnoArredo ha svolto e continuerà a svolgere e che mi ha convinto a dare una mano”.

Quali saranno le sue priorità? E cosa ritiene fondamentale rafforzare in questa fase “complessa” per il settore?
“Non possiamo dimenticare di essere stati catapultati da una pandemia mondiale a un periodo di grande crescita, per poi trovarci in un contesto internazionale drammatico. In questo scenario, peraltro in continua trasformazione, abbiamo innanzitutto individuato la necessità di una direzione generale che sia vicina ai territori: posso dirle che già nelle prime settimane abbiamo incontrato diverse centinaia di aziende in tutta Italia: sto incontrando distretti ad altissimo valore, come la Brianza con la sua tradizione industriale riconosciuta nel mondo, e le Marche, con le quali abbiamo già attivato un protocollo firmato durante il Salone del Mobile, con lo scopo di sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese della filiera verso i mercati internazionali.
Poi non possiamo dimenticare quanto sia importante che la voce delle nostre aziende associate arrivi in determinati contesti, anche perché esistono aree del mondo, più o meno lontane, che competono con prodotti e sistemi regolatori molto diversi da quelli che conosciamo in Italia e in Europa. Anche per questo è fondamentale il confronto costante con il sistema confindustriale, di cui FederlegnoArredo è l’espressione di settore, per portare la nostra visione sui tavoli nazionali ed europei e dare valore al nostro sistema produttivo e industriale. Confindustria è la nostra “casa”, e costituisce il riferimento naturale per le nostre attività a sostegno del manifatturiero italiano”.

La federazione che dirige ha indubbiamente molte anime: non deve essere semplice fare arrivare tutte queste voci in modo “paritario”…
“E invece lo è se si pensa a qual è l’obbiettivo più grande! I risultati si ottengono quando realtà che hanno mentalità e visioni differenti si compattano attorno a progetti comuni e affrontano insieme temi e sfide. In un contesto globale si è sempre piccoli, per quanto si possa pensare di essere grandi, ed è una verità da non dimenticare mai…
Se vogliamo gestire piccoli feudi la faccenda è indubbiamente complicata; se – invece – ciò per cui lavoriamo è armonizzare normative utili alle imprese sviluppando un supporto tecnico trasversale, sempre guardando alle indispensabili tematiche verticali specifiche per le singole associazioni, tutto diventa più semplice. Chi si occupa, ad esempio, di arredo, ha esperienze e necessità indubbiamente diverse da chi costruisce case in legno, ma è fondamentale essere una vera federazione, attenta, efficace e capace di portare in primo piano anche quelle che definirei delle “irrinunciabili verticalità”. Ci sono grandi sfide – economiche, normative, finanziarie, energetiche – che ci devono vedere lavorare insieme: i presidenti delle nostre associazioni sanno fare molto bene la sintesi delle specificità dei mondi che rappresentano e sanno dialogare con i loro colleghi; questo rende la nostra federazione un laboratorio democratico prezioso”.

Non deve essere semplice…
“Indubbiamente, ma molto è stato fatto, per quanto molto resti ancora da fare per poter lavorare tutti insieme e in modo ancora più efficace. Un esempio: proprio in queste settimane abbiamo creato un tavolo per coordinare il lavoro di quanti rappresentano il mondo del legno-arredo nelle sedi territoriali di Confindustria. Abbiamo di fatto aperto una strada a doppio senso, che ci permette di coordinarci al meglio ma soprattutto di ricevere preziose informazioni dai territori, creando un ulteriore, efficace momento di dialogo.
Stiamo lavorando intensamente per aprire nuove occasioni di scambio con altre realtà della filiera, ma di questo le potrò parlare nei prossimi mesi”.

Dottor Piemonte, lei è noto per la sua capacità di tessere reti, di fare networking, come si dice oggi. Lo ha fatto in Friuli, la sua regione, l’ha fatto a livello nazionale ed europeo: ce la farà in FederlegnoArredo?
“La sfida più grande per FederlegnoArredo è essere consapevole di chi siamo, ovvero il sistema industriale italiano del legno-arredo. È nostro compito e nostra responsabilità attivare tutti i livelli di dialogo possibili e necessari… spazi preziosi, perché anche da questi dipendono mercati, export, aziende, posti di lavoro. È una consapevolezza che va messa a servizio dei diversi sistemi”.

Ci perdoni, ma c’è un’altra, grande sfida, ovvero “coordinare” l’“anima mobiliera” di FederlegnoArredo con quella di chi con il legno fa tutt’altro…
“Il mobile è un fiore all’occhiello del “made in Italy” e noi siamo qui anche per questo: dovremo continuare a operare perché continui a esserlo, con tutto ciò che questo comporta e comporterà sul versante di regole e normative più tecniche. A questo proposito mi lasci dire che stiamo lavorando perché la federazione possa disporre di un “tavolo tecnico” che raccolga tutte le competenze che sappiamo esprimere e le renda disponibili a tutta la filiera. Sediamo in moltissimi comitati di normazione, abbiamo tecnici bravissimi, non perdiamo occasione per fare divulgazione: ebbene, mettere a fattore comune questo patrimonio con uno “spazio tecnico” condiviso, che possa dare risposte in tutti i segmenti in cui operano le tante aziende associate vuol dire alimentare un dialogo “unificante”, ragionare in modo trasversale…”.

Quindi la risposta è mettere “il sistema” davanti a tutto?
“In un mondo sempre più complesso dobbiamo essere capaci di comprendere quanto le relazioni e le iniziative che ne conseguono possano permetterci di diffondere conoscenza, di mettere a disposizione in modo efficace tutto ciò che siamo e sappiamo…”.

Cosa significa oggi fare parte di FederlegnoArredo, e cosa può aspettarsi un’azienda che decide di associarsi?”
“L’obbiettivo che ci poniamo è dare spazio ai territori. Tutti. Dobbiamo dire loro che ci siamo, che siamo qui per fare tutto ciò che alle aziende serve. Vogliamo lavorare per una partecipazione di qualità, facendo innanzitutto sapere al maggior numero di persone possibile le tantissime iniziative che mettiamo in campo ogni giorno per tutti i segmenti della filiera.
Credo sia chiaro a tutti che siamo di fronte a sfide epocali e che è indispensabile mettere tutte le nostre energie nel vincerle, lasciando da parte tutto ciò che, a conti fatti, ha meno valore e meno significato. I nostri progetti vanno nella direzione della valorizzazione delle persone, delle imprese associate, del settore legno-arredo nel suo complesso e chiunque sia in linea con questa visione e vorrà dialogare con FederlegnoArredo troverà sempre la porta aperta”.

Le stiamo rubando troppo tempo: ci dica solo se ha già avuto modo di pentirsi di avere accettato questo incarico.
“Essere direttore generale di FederlegnoArredo è un orgoglio, un onore e anche un sogno che diventa realtà per chi, come me, da sempre lavora nelle organizzazioni di questa filiera, dal legno all’arredo. Non le nascondo che sto chiedendo un grosso sacrificio a mia moglie, ai miei due figli e a me stesso… umanamente è una sfida complessa, ma ho trovato una ottima accoglienza da parte di tutti e una squadra di professionisti assolutamente competente e pronta a lavorare per consolidare quanto è già stato fatto e aprire nuovi terreni di confronto e di servizio alle aziende.
Senza mai dimenticare di dire “grazie” a chi ha scelto di credere in noi, di pagare una quota associativa perché si possa disporre degli strumenti e delle risorse per rappresentarlo al meglio. Un onore grande, che dobbiamo sempre saper meritare… c’è voglia di FederlegnoArredo, lo avvertiamo chiaramente, e noi siamo qua!”.

A cura di Luca Rossetti


RAPPRESENTARE, SOSTENERE, PROMUOVERE

 

La filiera legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione che supera i 52,2 miliardi di euro, forte di oltre 62mila imprese e oltre 292 mila addetti addetti. FederlegnoArredo è la federazione che raccoglie le industrie italiane del legno, del sughero, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento, una filiera che rappresenta il 4,3 per cento dell’intero fatturato manifatturiero nazionale, il 14,5 per cento delle imprese e il 7,6 per cento degli addetti, con un contributo al Pil pari al 2,3 per cento. È parte del sistema Confindustria e dal 1945 difende il saper fare italiano, sostiene lo sviluppo delle imprese, ed è ambasciatrice del gusto italiano dell’abitare in tutto il mondo.

Nell’ambito di FederlegnoArredo sussistono diverse articolazioni merceologiche, che rappresentano tutte le componenti della filiera legno-arredo, dalla materia prima al prodotto finito.

 

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