Investimenti sostenibili 4.0, richieste per oltre 1,1 miliardi di euro

12/10/2026

Esauriti in una sola giornata i 447,6 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Presentate 592 domande da parte delle PMI del Mezzogiorno. Per i progetti rimasti senza copertura finanziaria si apre ora la fase delle graduatorie e delle verifiche.

Sono bastate poche ore per esaurire le risorse destinate al bando “Investimenti sostenibili 4.0” 2026. Lo sportello, aperto il 6 ottobre e chiuso dal giorno successivo, ha registrato 592 domande di agevolazione, per un valore complessivo degli investimenti programmati di circa 1,5 miliardi di euro. Le richieste di sostegno pubblico hanno raggiunto 1,15 miliardi, oltre due volte e mezzo la dotazione disponibile, pari a 447,6 milioni di euro.
A comunicare i risultati è stato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che il 6 ottobre ha disposto la chiusura anticipata dello sportello a seguito dell’esaurimento dei fondi. Un dato che evidenzia la distanza tra le risorse stanziate e il fabbisogno espresso dalle imprese, soprattutto in una fase in cui l’ammodernamento degli impianti produttivi, l’automazione e l’efficienza energetica rappresentano alcune delle principali direttrici di investimento dell’industria manifatturiera.

La misura, finanziata nell’ambito del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, è rivolta alle piccole e medie imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è sostenere progetti di trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dei consumi energetici.
Tra gli interventi ammissibili figurano l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, l’introduzione di software e tecnologie digitali e la realizzazione di programmi finalizzati al miglioramento dell’efficienza produttiva. Si tratta di ambiti che interessano anche le imprese della filiera del legno e dell’arredo, dove l’aggiornamento tecnologico degli stabilimenti passa sempre più spesso attraverso l’integrazione di nuove macchine, sistemi automatizzati e soluzioni per una gestione più efficiente delle risorse.
Il bando prevede programmi di investimento compresi tra 750mila e 5 milioni di euro, con agevolazioni fino al 75 per cento delle spese ammissibili, articolate in un contributo a fondo perduto del 35 per cento e in un finanziamento a tasso zero del 40 per cento.

Cosa succede alle domande presentate?

La chiusura dello sportello non comporta automaticamente l’esclusione delle domande già trasmesse. Poiché le richieste presentate nella stessa giornata sono considerate contemporanee, l’accesso alla fase istruttoria sarà determinato da una graduatoria di merito, fino alla concorrenza delle risorse disponibili.
Per le istanze che non troveranno inizialmente copertura finanziaria, la possibilità di accedere alle agevolazioni dipenderà dall’eventuale disponibilità di ulteriori risorse o dalle economie che potranno emergere durante le verifiche sui progetti ammessi. La presentazione della domanda, dunque, non costituisce di per sé una garanzia di finanziamento.
Resta il dato di fondo: a fronte di investimenti programmati per circa 1,5 miliardi di euro, le risorse pubbliche attualmente disponibili coprono soltanto una parte delle richieste. Un divario che riporta al centro il tema della continuità degli strumenti di sostegno agli investimenti industriali, soprattutto per le PMI impegnate in percorsi di modernizzazione tecnologica e transizione ambientale.

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